Tacchi di Ogliastra escursioni in Sardegna Trekking
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Passeggiando con Valentina alla scoperta dei Tacchi di Jerzu.

Scrivo questo post con colpevole ritardo…

Ma forse niente è casuale e mai come in questo momento così particolare (siamo sempre chiusi in casa per il rischio Coronavirus), in cui la voglia di stare all’aria aperta è tanta e “distanza sociale” è diventata una parola d’ordine (e quindi si pensa a vacanze adeguate alle mutate esigenze), abbiamo bisogno di pensare a mete ed esperienze alternative che siano adeguate ai nuovi tempi che ci aspettano nel prossimo futuro.

Aria aperta, natura, voglia di muoversi e bellezza sono le parole chiave dell’esperienza che vi racconto in questo articolo.

Tacchi di Ogliastra - Jerzu e Ulassai
Passeggiando all’ombra dei Tacchi…

Un modo originale di scoprire una delle tante facce che la mia isola riserva a chi vuole conoscerla veramente! 🤩

Preciso da subito che in questo viaggio di scoperta io e Michele (e papà Paolo) non eravamo soli.

Con noi c’era Valentina, una bravissima esperta di piante e tecnologie erboristiche, che ci ha portato a scoprire le meraviglie della sua casa…

In altre parole… in questo post vi voglio raccontare di quella volta che ho passeggiato per chilometri, immersa nella bellezza dei Tacchi ogliastrini…

Anticipo che, mentre io ero presa dal non pensare alle mie povere gambe, Michele e Paolo si godevano l’avventura e imparavano tante cose sulla flora di questo luogo così speciale. 😁

Quella con Valentina sui Tacchi di Jerzu è un’esperienza che merita di essere condivisa, anche perché è perfetta per tutta la famiglia!

Allora che aspettate?

Continuate a leggere! 😉

Anzi, aspettate un attimo perché prima di continuare nel mio racconto, vi voglio fare una domanda…

Ma voi lo sapete cosa sono i Tacchi di Ogliastra?

Con il termine “Tacchi” si indica un particolare affioramento di roccia, tipicamente di calcare e dolomia.

Sono simili ad altopiani dalle pareti molto ripide e rappresentano una forma di erosione selettiva, ovvero di un’erosione operata sia internamente che esternamente dall’incessante lavoro dell’acqua.

Questo fenomeno è chiamato Carsismo ed è la causa non solo delle caratteristiche forme di queste rocce, ma anche della presenza di numerose grotte in tutto il territorio (tra le quali quella più famosa è quella di Lu Marmuri, di cui presto vi parlerò in un post).

I Tacchi occupano una porzione importante del territorio ogliastrino e, ultimamente, costituiscono un crescente attrattore turistico.

La geomorfologia di questo territorio è caratterizzata da vasti affioramenti di rocce paleozoiche che costituiscono le fondamenta su cui poggiano le formazioni calcaree del Mesozoico.

Insomma si tratta di vere e proprie testimonianze della storia della terra.

Il loro particolare nome è dovuto al fatto che la forma ricorda quella del tacco di una scarpa.

Queste montagne sono attraversate da numerosi sentieri (più o meno difficoltosi) che, in passato, costituivano le vie di comunicazione su cui si spostavano gli abitanti di questa zona.

Sui Tacchi si possono ammirare luoghi selvaggi e habitat unici in Sardegna.

Ed è proprio di un’esperienza di questo tipo che vi voglio parlare ora.

Perciò continuate a leggere qua sotto! 😄

Tacchi di Ogliastra escursione per famiglie
Grandi chiacchierate con Valentina.

Una passeggiata per i Tacchi di Ogliastra.

Abbiamo realizzato quest’esperienza in una soleggiata domenica mattina di inizio Ottobre.

Valentina, la nostra guida, ci ha prelevato dal rifugio (mi ha staccato dalla colazione 😅) e ci ha condotto alla scoperta della natura di questo luogo.

Abbiamo parlato tanto durante la nostra passeggiata (io parlavo per non pensare alla fatica).

Abbiamo parlato (e ascoltato) di questo posto: della sua gente e delle loro storie, di come si è formato, di turismo consapevole e sostenibile, di ecologia e di scelte di vita. E poi abbiamo parlato (noi più che altro abbiamo fatto domande) di piante e insetti (l’argomento che più a interessato Michele). 😉

E’ stata un’esperienza bella e interessante (per me anche faticosa; mentre Michele e Paolo non hanno sentito per nulla la fatica). Ogni centimetro di questo percorso ci ha riservato delle sorprese e ci ha fatto imparare qualcosa di nuovo! 😊

Ma scommetto che ora siete curiosi di sapere di più sul percorso e su quello che abbiamo visto!

Il nostro percorso tra i Tacchi di Ogliastra.

Valentina ci ha portato a scoprire una parte del territorio di Jerzu, paese ogliastrino conosciuto soprattutto per il suo ottimo Cannonau.

La nostra passeggiata è iniziata da Sant’Anonio, una località isolata in cui si può visitare una piccola chiesa dove a giugno di svolge una festa campestre (chissà se quest’anno si potrà organizzare questa caratteristica festa).

Lasciato il punto di partenza alle nostre spalle abbiamo attraversato la località Mamuttara, nome curioso legato a una roccia dalla particolare forma di elefante (posso assicurarvi, parola di Michele, che ricorda veramente la testa di un elefante).

Abbiamo poi proseguito verso i Tacchi Su Pitzu de Su Ludu Biancu e qui siamo SALITI (si vede che ho enfatizzato la salita?) sino alla vedetta, dove ci aspettava un panorama mozzafiato e un meritatissimo caffè.

Ritemprati dalla caffeina e dalla vista, abbiamo proseguito in direzione Porcu e Ludu (Monti Lumburau), che è il primo dei Tacchi visibile da Jerzu.

Durante questa passeggiata non abbiamo solo visto posti bellissimi, ma abbiamo imparato tantissime cose sulle piante, soprattutto su quelle che si trovano solo qui.

Tacchi di Ogliastra Jerzu Mammutara
Non ditemi che non ricorda un elefante!

La flora dei Tacchi

Vi ho già anticipato che una delle peculiarità dei Tacchi ogliastrini è la presenza di piante endemiche, ovvero presenti solo in questo piccolo e ricchissimo ecosistema.

Valentina ci ha parlato di queste piante (anzi abbiamo avuto la fortuna di vederne alcune) e, in generale, ci ha fornito informazioni e raccontato aneddoti su tutte le piante che abbiamo incontrato lungo la nostra bella passeggiata.

Corbezzolo, Elicriso (ben due tipi), e tante piante endemiche…

Su tutte la mia preferita (e anche di Michele dato che il frutto ricorda una palla) è stata il Corbezzolo.

In autunno, quando raggiunge il suo massimo splendore, i suoi colori ricordano quelli della bandiera italiana.

Il frutto (“su bebelioni” in dialetto) ha un colore rosso intenso e un aspetto rugoso.

Anche se dolcissimo, non bisogno assolutamente esagerare nel mangiarlo perché potrebbe causare spiacevoli imprevisti. Infatti il suo nome scientifico “Arbutus Unedo” contiene proprio in quell'”unedo” (unum) il consiglio a mangiarne non più di uno! 😋

Noi in realtà non abbiamo ascoltato alla lettera le parole di Valentina (erano troppo buoni), ma comunque non abbiamo esagerato e non abbiamo avuto brutte sorprese a fine passeggiata. 😁

Poi abbiamo fatto la conoscenza dell’Elicriso, o meglio delle due tipologie di Elicriso che abitano questo luogo. La prima si trova un po’ ovunque su tutto il territorio nazionale, e infatti prende il nome di Helicrisum italicum. L’altra invece è una variante tipicamente sarda, e non a caso si chiama Elicriso sardo (nome scientifico: Helicrisum saxatile). E’ la pianta che dà il suo caratteristico profumo alla Sardegna (oppure è la Sardegna che profuma l’Elicriso?)

L’Elicriso è una pianta molto particolare perché i suoi bei fiori gialli si concentrano sulla sommità dei rami e da qui, in estate, vengono raccolti da mani sapienti che li trasformano in una soluzione oleosa di grande valore: amica della pelle in caso di bruciature, eritemi solari e ottima come antinfiammatorio.

Tra le tante piante endemiche che si possono trovare tra queste rocce, ricordo “sa Orrosa e monti”, una rosa o peonia di montagna (nome scientifico “Paeonia mascula”), che fiorisce per soli 15 giorni.

Secondo i Greci era un fiore esclusivo degli dei e cresceva solo sull’Olimpo.

Nella tradizione popolare invece è sempre considerata una pianta magica, tanto da essere denominata “la rosa delle streghe”: secondo alcuni proteggeva da quest’ultime; secondo altri invece le aiutava a preparare le pozioni utili nelle loro metamorfosi.

Questa particolare considerazione era dovuta al fatto che la peonia di montagna ha proprietà narcotiche: da torpore e rilassamento. E, devo ammetterlo, per qualche istante io ci ho fatto un pensierino! 😂

Una passeggiata a misura di famiglia!

Quella con Valentina è sicuramente un’esperienza a misura di famiglia, anche se tra i suoi componenti ci sono bambini piccoli (ovviamente prendendo alcuni accorgimenti su misura).

Tacchi di Jerzu escursione
Foto di famiglia in vedetta!

La passeggiata per i Tacchi di Jerzu vi permetterà di trascorrere delle piacevoli ore all’aria aperta in un luogo bellissimo, fare del movimento (che non fa mai male) e scoprire tante cose nuove sulla natura che ci circonda.

Ma soprattutto vi consentirà di condividere tutto questo in famiglia, contribuendo a creare un’atmosfera allegra e rilassata (nonostante la fatica della passeggiata; parlo per me eh! 😅).

I bambini saranno entusiasti dell’avventura e della possibilità di imparare tante cose sulla natura!

Da non sottovalutare poi il fatto che, a fine passeggiata, saranno stanchi e voi potrete trascorre qualche ora di relax mentre loro riposano! 😉

In caso di bambini piccoli è indispensabile fascia o marsupio; il passeggino è fortemente sconsigliato!

Informazioni pratiche.

Se con questo post vi ho incuriosito e fatto venir voglia di fare quest’esperienza (cosa che spero veramente), vi do alcune informazioni utili a pianificare la vostra avventura!

Potete contattare Valentina direttamente al suo cellulare, al numero 328/2943748 oppure visitare la pagina Facebook del suo b&b (perché ha anche un grazioso b&b) e contattarla tramite i messaggi (cliccate qua).

Aggiungo che Valentina opera anche in collaborazione con l’Associazione “Sardaigne en Liberté” che organizza passeggiate e trekking con gli asinelli (deve essere un’esperienza bellissima).

Per maggiori informazioni potete contattare direttamente Jean -Luc, l’ideatore del progetto, al numero 328/0971517.

Invece se posso suggerirvi un’altra bellissima attrazione di questo territorio, vi segnalo la Stazione dell’Arte, un museo di arte contemporanea adatto ai bambini (ve ne parlo qui).

Concludendo…

Mentre scrivevo questo post (e mentre ascoltavo le ultime notizie dal mondo Coronavirus) si è fatta strada nella mia testolina un’idea, che piano piano ha preso forma, definendosi completamente.

Ho pensato che quella proposta da Valentina sui Tacchi di Jerzu è sicuramente un’esperienza che ben si adatta alle mutate esigenze turistiche dovuta a questi tempi che definirei a dir poco particolari.

Tacchi di Jerzu escursione sentieri Sardegna
Il panorama dalla vedetta.

E quindi ho iniziato a valutare quante delle esperienze e dei luoghi visitati in questi anni sia particolarmente adatta al nuovo modo di viaggiare che si andrà definendo nel prossimo futuro e che avrà come parola chiave la “distanza sociale”.

Da queste riflessioni è nato un progetto di promozione del territorio che prenderà avvio nelle prossime settimane sui social!

Perciò, se ancora non lo fate, seguite i profili di bimboinspalla su Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest.

Così potrete restare sempre aggiornati sulle ultime novità!

Per il momento credo di aver scritto tutto!

Vi lascio, ma ci vediamo presto!

Ho già un’idea per il prossimo post! 😊

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