Meilogu Sardegna
Sardegna,  Zone interne

Meilogu: un itinerario per famiglie tra nuraghi, arte e murales!

Visto che in queste settimane sono impegnata a proporvi itinerari primaverili (vedrete che presto il tempo si dimostrerà clemente), penso sia opportuno riprendere, e ampliare, questo vecchio post sul Meilogu.

Dalla sua pubblicazione, nel mese di marzo del 2017, abbiamo avuto modo di approfondire la nostra conoscenza di questo territorio, quindi è decisamente necessario che io provveda ad arricchire il vecchio itinerario.

Non siete d’accordo? 🙂

Quindi ecco un post “semi nuovo”, aggiornato e arricchito nei suoi contenuti. Siamo o non siamo costantemente impegnati nella ricerca di nuove esperienze da condividere con voi?

Se siete curiosi (e io so che lo siete) continuate a leggere qua sotto! 🙂

Meilogu cosa vedere
Il nostro itinerario.

Alla scoperta del Meilogu.

Come ho anticipato nella premessa, quest’itinerario vi porterà alla scoperta del Meilogu, territorio della Sardegna così ricco di testimonianze archeologiche da comprendere un’area denominata “Valle dei Nuraghi”.

1. Il territorio del Meilogu.

Per iniziare vi fornisco qualche informazione di carattere generale sull’area interessata da quest’itinerario.

Il toponimo Meilogu vuol dire “luogo di mezzo” e sta a indicare la sua particolare posizione geografica, praticamente al centro del Giudicato di Torres, uno dei quattro regni in cui era suddivisa la Sardegna nel medioevo (gli altri tre erano Arborea, Cagliari e Gallura).

Si tratta di un territorio prevalentemente vulcanico e i bassi colli conici, un tempo vulcani attivi, caratterizzano ancora tutto il paesaggio.
La sua origine vulcanica lo rende una delle aree più fertili dell’Isola.
Tra le sue vette spiccano Monte Santo, Monte Pelao e Monte Traessu, tutti vulcani ormai spenti che di altezza non superano i 700 metri.

Ittireddu Meilogu Sardegna
Il vulcano di Ittireddu.

2. L’itinerario.

Come sempre il mio è un puro suggerimento e vi lascio tutta la libertà possibile per pianificare la vostra esperienza come meglio credete.

Ma qualora abbiate necessità di un aiuto, o semplicemente preferiate ricorrere a una consulenza specifica, vi ricordo il nostro particolare servizio di Family Travel Planner (ve ne parlo in un post che potete leggere cliccando qui).

Di seguito vi riporto le tappe del nostro percorso! Prendete carta e penna e continuate a leggere qua sotto! 😉

a. Ittireddu.

La prima tappa dell’itinerario è un piccolo paese in cui si può godere di una tranquillità pressoché assoluta e di un patrimonio culturale veramente straordinario.

Il suo territorio, limitato in estensione, è un vero e proprio scrigno di testimonianze archeologiche e artistiche che raccontano la storia di questo paese dalla preistoria ai giorni nostri.

Attorno al centro abitato avrete solo l’imbarazzo della scelta tra nuraghi, domus de janas, ponti romani e chiese medievali.

Inoltre a Ittireddu avrete la possibilità di vedere da vicino un vero vulcano e questo, sono sicura, incuriosirà i piccoli del gruppo (ma non solo).

All’interno del centro abitato, proprio adiacente alla Casa del Comune, potrete visitare il piccolo ma curatissimo Museo Archeologico, nelle cui sale sono conservati i reperti provenienti dal territorio comunale. La ricca collezione ben testimonia la lunga storia di questa comunità.

Se poi desiderate maggiori informazioni su Ittireddu, vi consiglio di cliccare qui.

Meilogu cosa vedere ad Ardara
Le rovine del castello di Ardara e (sullo sfondo) la chiesa di Santa Maria del Regno.

b) Ardara.

La seconda tappa dell’itinerario è il piccolo paese di Ardara con i suoi poco meno 800 abitanti.

Vi consiglio una passeggiata per le viuzze del centro, dove potrete ammirare i coloratissimi murales che raccontano la storia più o meno recente del borgo.

La vostra attenzione però sarà completamente catalizzata dalla maestosa mole della chiesa di Santa Maria del Regno, splendido esempio di architettura romanica sarda.

L’edificio, oltre a essere unica testimonianza superstite del glorioso passato di Ardara (nel medioevo era capitale del giudicato di Torres), è custode di uno straordinario gioiello dell’arte catalana-aragonese. Sto parlando dello splendido Retablo Maggiore che abbaglierà i vostri occhi nel suo tripudio di ori e colori.

Poco distante dalla chiesa, potrete ammirare ciò che resta (in realtà veramente poco) del castello in cui un tempo risiedevano i giudici di Torres con la loro corte.

Ma se volete saperne di più su Ardara e i suoi tesori, vi consiglio di cliccare qua! 😉

c) Siligo.

Per la terza tappa del nostro itinerario ci fermiamo in un altro piccolo paese, famoso per aver dato i natali a personaggi illustri della canzone e letteratura italiana.

Sto parlando dello scrittore Gavino Ledda, autore del celebre romanzo autobiografico “Padre Padrone”, e della bravissima cantante Maria Carta.

A quest’ultima è dedicato il museo dell’omonima Fondazione, nelle cui sale si ripercorre la vita e la carriera dell’artista.

Visitarlo vi permetterà di conoscere una donna straordinaria e di considerare la storia e cultura sarda da un altro punto di vista.

Noi ci siamo stati (poteva essere forse altrimenti?) e vi raccontiamo la nostra esperienza proprio qui.

Meilogu Siligo il paese di Maria Carta
La piazza con il murales dedicato a Maria Carta.

Poco fuori dal paese, Siligo vi regalerà anche una preziosa e particolarissima testimonianza di epoca medievale.

Mi riferisco alla piccola chiesa di Santa Maria di Mesumundu e alle rovine del suo monastero. Resterete affascinati dalla sua storia; ma se volete qualche anticipazione potete cliccare qua.

d. Banari.

Il nome di questo piccolo paese richiama alla mente l’antica popolazione nuragica dei Balari e non si può escludere un qualche collegamento.

Quel che è certo è che questo borgo vi piacerà per il grazioso centro storico, in cui avrete modo di passeggiare in tutta tranquillità.

Durante la vostra visita scoprirete che dal cuore del paese parte un percorso, detto “Sa Caminera”, che altro non è che l’antica passeggiata dove le dame Solinas-Zamboni (famiglia signorile che qui visse a cavallo tra XVII e XVIII secolo) potevano tranquillamente godersi il tepore del sole primaverile sino ad arrivare alla loro cappella privata.

Un po’ come abbiamo fatto noi, senza però essere dame e senza cappella privata. 😉

In centro potrete visitare anche le belle chiese di San Lorenzo e di San Michele.

Meilogu cosa vedere a Banari
“Sa Caminera” a Banari.

Vi consiglio inoltre di completare la vostra visita a Banari spostandovi un po’ fuori dal paese per andare ad ammirare la bellissima chiesa campestre di Santa Maria di Cea. Si trova in aperta campagna e i bambini avranno modo di stare un po’ in contatto con la natura e con l’arte! 🙂

Per altre informazioni su questa tappa, suggerisco di cliccare qui.

e) Torralba.

Spostandovi per il Meilogu dovrete percorrere quasi obbligatoriamente un tratto della SS. 131 (la principale arteria stradale dell’isola) e quindi non potrete far a meno di fermarvi in territorio di Torralba.

Più precisamente non potrete fare a meno di fermarvi a visitare il bellissimo e maestoso Nuraghe Santu Antine, imponente testimonianza del nostro straordinario passato.

Il sito archeologico si trova a poche centinaia di metri dalla strada statale, per cui raggiungerlo è facile e veloce. Insomma non avete scuse per non visitarlo.

Se poi, per convincervi, avete bisogno di maggiori dettagli, potete cliccare qua (figurarsi se non ho scritto un post al riguardo).

f) Cossoine.

L’ultima (per il momento) tappa del nostro itinerario è il grazioso paese di Cossoine.

A caratterizzare questo centro sono sicuramente i suoi vivacissimi e numerosissimi murales.

Non c’è via che non sia decorata con una scena tratta dalla vita quotidiana o da qualche particolare avvenimento storico riguardante il paese.

Passeggiando per la via principale del borgo arriverete alla chiesa di Santa Chiara che conserva ancora tracce del gusto gotico catalano in cui è stata edificata.

Meilogu valle dei nuraghi
Il nuraghe Santu Antine a Torralba.Meilogu

Sempre all’interno del paese potrete usufruire del parco pubblico dove, oltre a un’area giochi per i bambini, vi è anche un’area attrezzata per i picnic.

Michele adora i picnic! 🙂

Ma le sorprese di Cossoine non finiscono qui, perché fuori dal paese potrete visitare l’originale chiesa di origine bizantina di Santa Maria Iscalas. A incuriosirvi sarà la sua particolare forma architettonica, ma a stupirvi sarà il raro frammento di pittura medievale custodito al suo interno.

Insomma un sito da non perdere!

Se volete conoscere meglio questo paese, cliccate qui.

Perché è un itinerario a misura di bambino.

L’itinerario che vi propongo in questo post è adatto a tutta la famiglia (Michele conferma).

Al suo interno infatti sono previste soste e attrazioni che possono interessare i componenti della family di tutte le età, dai più piccoli agli adulti (passando per la categoria di viaggiatori più esigenti: gli adolescenti).

Sono contemplate inoltre numerose occasioni per trascorrere del tempo all’aria aperta, alla scoperta della natura e della storia.

Insomma il Meilogu si è rivelato un’esperienza da condividere con tutta la famiglia! 🙂

Meilogu cosa vedere a Cossoine
La chiesa di Santa Maria Iscalas a Cossoine.

Informazioni pratiche.

L’itinerario che vi propongo in questo post ha una lunghezza complessiva di 68 Km, ma consiglio (se si vuole effettuarlo tutto in una volta) di realizzarlo in due giorni perché le diverse tappe includono un buon numero di attrazioni.

Tutti i siti e i luoghi citati sono facilmente raggiungibili, ma per maggiori informazioni su ogni singola tappa vi invito a fare riferimento direttamente ai link citati di volta in volta nel testo.

Penso di aver detto tutto (sempre per il momento). Adesso tocca a voi!

Vi aspetto nei commenti e sui social. Ricordatevi di seguirci su Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest.

Alla prossima! 🙂

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