Civico Museo Archeologico alle Clarisse Ozieri
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Civico Museo Archeologico “alle Clarisse”e la storia della Sardegna.

Riprendo in mano questo post dopo alcuni anni dalla pubblicazione con vero piacere.

Il piacere sta in primo luogo nel riprendere in mano i vecchi post: è un’attività che mi aiuta a ricordare i viaggi fatti e le storie che abbiamo raccontato. 🙂

Inoltre mi emoziona sempre rivedere le foto di Michele piccolo piccolo! 🙂

Questa volta però c’è anche un motivo affettivo in più. A questo Museo sono infatti particolarmente legata perché ha segnato momenti molto importanti della mia vita.

Quindi eccomi qua a ricordare e a raccontarvi il museo archeologico della mia città.

Lo abbiamo visitato insieme ai blogger in occasione del blog tour di Novembre scorso (se ancora non sapete di cosa si tratta potete farvi un’idea cliccando qua) e, come mi aspettavo, il suo ricco patrimonio ha entusiasmato i nostri amici. 🙂

Perciò sono molto felice di portarvi tra le sale e i reperti del Civico Museo Archeologico “Alle Clarisse” di Ozieri.

Se siete curiosi, continuate a leggere qua sotto!

In visita al museo di Ozieri durante il blog tour.

Il Civico Museo “Alle Clarisse”. Un edificio storico che racchiude la storia di un territorio.

Preciso subito che trattandosi di un vecchio post non ho fatto altro che rispolverare e rinfrescare quanto avevo già scritto in precedenza.

Continuando la lettura, troverete foto un po’ datate che risalgono alla prima visita di Michele nel lontano 2015Ho deciso di mantenerle perché mi piacciono proprio tanto e non ho voluto snaturare il post cambiando le foto.

A queste ho semplicemente aggiunto le più recenti, che si riferiscono alla visita in occasione del blog tour di cui vi parlavo qualche riga sopra. 🙂

Fatta questa premessa, direi che possiamo iniziare il racconto! 🙂

1. Il territorio di Ozieri.

Per capire appieno la ricchezza e l’importanza della collezione conservata in questo Museo, dobbiamo iniziare col dire che il territorio di Ozieri è stato abitato dall’uomo sin dalla Preistoria.

La popolazione che frequentava questi luoghi non era una comunità qualunque, ma per le sue caratteristiche e la particolare evoluzione sociale ha dato vita a quella che oggi è conosciuta come “cultura di Ozieri” (inquadrabile cronologicamente nel Neolitico recente, seconda metà del IV millennio a. C.).

La denominazione “cultura di Ozieri” deriva in realtà dalla località in cui per la prima volta sono stati rinvenuti reperti a lei riferibili e precisamente la “Grotta di San Michele”, situata all’interno del centro abitato, nelle immediate vicinanze dell’Ospedale. (Vi parlerò meglio di questo sito in uno dei prossimi post).

Dal Neolitico recente sino a oggi il territorio di Ozieri è stato sempre abitato, e nel Museo Civico Archeologico “alle Clarisse” sono conservate importanti testimonianze di ognuna di queste diverse fasi insediative.

Il percorso espositivo.

2. La sede del Museo.

Il valore aggiunto di questa struttura museale è la sua sede! Il Civico Museo Archeologico “Alle Clarisse” infatti è allestito all’interno di un ex convento, risalente al 1754 e destinato alle monache Clarisse.

A seguito della Legge Rattazzi del 1855, l’edificio fu rilevato dal Comune e dal 1889 al 1953 fu sede della Caserma Pietro Micca. Dal 1953 i locali dell’ex Convento furono destinati agli usi più disparati: dalle attività scolastiche alle abitazione private.

Nel 2000, avendo ricevuto un finanziamento regionale, il Comune di Ozieri ha potuto ristrutturare l’antico edificio e destinarlo a nuova sede museale, inaugurata nel 2003.

Ancora oggi, nonostante le modifiche subite durante il “periodo militare”, l’edificio conserva la sua originaria struttura conventuale.

La parte più suggestiva, a mio parere, è sicuramente il sottotetto, dove si possono ammirare dall’alto le volte a botte, in pietra, delle piccole celle che dovevano ospitare i sogni e le delusioni delle monache.

3. Il percorso espositivo.

Nelle Sale del Museo Civico Archeologico “alle Clarisse” si possono ammirare i reperti, alcuni veramente particolari, che raccontano la storia di questo territorio dalla Preistoria sino al XVII secolo, disposti secondo un percorso cronologico.

Vediamo un po’…

a. Il primo piano.

La Sala I è dedicata alla Preistoria con i materiali rinvenuti in particolare all’interno della Grotta San Michele e riferibili alla “Cultura di Ozieri”.

Nella Sala 2 invece sono esposti i reperti riferibili alla Civiltà Nuragica (dall’Età del Bronzo, 1800 a. C., al II secolo a. C., ormai epoca romana) e alla grande produzione metallurgica che l’ha caratterizzata.

Il reperto che mi ha sempre più affascinato di questa Sala è sicuramente il “lingotto a pelle di bue”  ovvero una lastra metallica (in questo caso in rame) la cui forma ricorda per l’appunto la pelle di bue, con delle protuberanze negli angoli al fine di facilitarne il trasporto a mano. Tali lingotti avevano una duplice funzione: venivano usati sia come valuta di scambio nel commercio sia nell’attività metallurgica per la fusione e creazione di manufatti. Questo reperto rappresenta quasi un unicum in Sardegna poiché è stato rinvenuto integro e per questo, giustamente, ha un posto d’onore nella sala! 🙂

Il famoso “lingotto a pelle di bue”.

Nella Sala 3 sono custodite le testimonianze di epoca punica e romana, come le “stele a specchio” (di uso funerario) e le “pietre miliari”, ovvero i cippi iscritti posti sul ciglio delle strade romane per scandire le distanze.

Queste ultime, in particolare, dimostrano come il territorio di Ozieri, dove ancora oggi si conservano i resti di alcuni ponti romani, fosse un luogo di transito fra i porti di Turris e Olbia, nella direttrice stradale che da Cagliari raggiungeva il porto sul Tirreno.

Ma la vera particolarità di questa Sala risale a un’epoca più vicina a noi ed è la presenza su un lastrone di tufo, disposto nella parete di collegamento con la Sala 2,  del solco della ruota in legno che veniva usata dai fedeli per lasciare le offerte alle monache e, spesso, i neonati.

Era infatti una consuetudine abbandonare i bambini in fasce davanti alle porte di conventi e monasteri nella convinzione di garantire loro un futuro migliore. La “ruota degli esposti”, così viene chiamata comunemente, permetteva di depositare il neonato senza essere visti dall’interno. Spesso vicino alla ruota vi era un campanello per avvisare chi di dovere della presenza del bambino. Tale testimonianza oltre a raccontarci una parte importante della nostra società, dimostra anche come l’antico ingresso del convento fosse situato proprio in questo punto.

La visita al primo piano si conclude con la Sala 4, dedicata al medioevo e all’età moderna. Nelle vetrine di questa Sala sono esposti, tra le tante cose, le fibule e le fibbie bizantine e longobarde (personalmente le trovo stupende), i frammenti di ceramica valenzana, barcellonese e toscana.

b. Il secondo piano.

La visita al Museo Civico Archeologico “Alle Clarisse” continua al secondo piano dove potrete ammirare un altro dei gioielli di questa collezione ovvero la sezione numismatica, composta da monete che ricoprono un arco temporale compreso tra il periodo greco e punico al XVIII secolo.

Due Sale ospitano la piccola sezione etnografica “Collezione Bandini”, costituita dalle donazioni fatte dalle eredi del giudice Pietro Cosseddu, illustre personaggio di Ozieri. La collezione ospita i ritratti di famiglia, alcuni oggetti personali (come gioielli, libri e accessori) e parte del corredo dei figli. La particolarità di questo secondo piano e che le Sale sono realizzate all’interno delle antiche cellette delle monache, per cui in alcune è possibile ammirare l’antico pavimento in legno o l’originale copertura in pietra.

Michele minuscolo nel sottotetto del Museo.

c. L’esterno.

Un altro motivo per visitare il Museo è sicuramente il bel piazzale esterno che permette ai bambini di scorrazzare allegramente, ammirando alcune preziose testimonianze in pietra del nostro passato.

Tra queste spicca la bellissima “Stele di Luzzanas” (nome della località in cui è stata rinvenuta) con la sua particolare decorazione a doppia cornice a incasso.

Perché è un Museo adatto ai bambini.

Il Civico Museo Archeologico “alle Clarisse” è sicuramente una struttura adatta ai bambini, soprattutto a quelli in età scolare, perché avranno modo di vedere dal vivo importanti reperti archeologici che raccontano la nostra storia.

Per loro sarà emozionante vedere dal vivo, e in alcuni casi toccare con mano (sono infatti disponibili alcune copie dei reperti più importanti da toccare così da agevolare, attraverso il tatto, la loro comprensione), gli oggetti giunti da quel passato che studiano sui libri di scuola.

Per quanto riguarda i visitatori più piccoli, quelli che già “respirano archeologia”, e i loro genitori “passeggino muniti”, preciso che tutti i piani del Museo (tranne il sottotetto, ma la scalinata è brevissima) sono facilmente raggiungibili mediante ascensore.

Informazioni pratiche.

Se con questo post vi ho incuriosito e vi è venuta voglia di approfondire la vostra conoscenza del Civico Museo Archeologico “alle Clarisse”, vi consiglio di visionare il loro sito web (cliccate qui).

Civico Museo Archeologico alle Clarisse Sardegna
La Stele di Luzzanas.

E ricordate di avvisarci quando fate un salto in quel di Ozieri, così ci incontriamo! 😉

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A presto! 🙂

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