Sindia: viaggio alla scoperta di Santa Maria di Corte e della sua storia.

Sindia Sardegna Medievale

Ed eccomi qua, mentre fuori diluvia, a riprendere in mano un post del gennaio 2016.
Uno di quei post ai quali sono particolarmente legata almeno per due motivi: il primo è che riguarda un luogo che mi ha sempre affascinato per la sua storia e per l’atmosfera che si respira, ovvero la chiesa di Santa Maria di Corte a Sindia.
Il secondo perché ci siamo stati quando Michele iniziava a essere autonomo e a “viaggiare sulle sue gambe”!
Beh, rivedere le foto mi emoziona un po’ e mi riporta indietro nel tempo a quella freddissima (lo ricordo ancora) domenica di un lontano gennaio 2016.

Tutta questa premessa sentimentale per dirvi che con questo post andremo a Sindia, o meglio nelle sue campagne, a conoscere il primo monastero cistercense dell’isola: l’abbazia di Santa Maria di Corte.

Se siete curiosi e volete conoscere la nostra gelida e ventosa avventura a spasso nella storia, continuate a leggere il post!
Vi assicuro che non soffrirete il freddo… almeno voi! 😉

Quella volta in cui abbiamo visitato Santa Maria di Corte a Sindia.

Conoscevo già Sindia e la sua suggestiva abbazia.
I miei studi, la mia passione per la storia della Sardegna e la mia innata curiosità mi hanno condotto in questo paese tanti anni fa.

Santa Maria di Corte a Sindia

primi passi a Sindia.

Mi ha sempre affascinato scoprire come ogni paese, indipendentemente dal suo numero di case e di abitanti, possa nascondere una grande e interessante storia, magari testimoniata da bellissimi e misteriosi monumenti.
Sindia è proprio uno di questi casi e, in questo post, voglio raccontarvi la sua storia.
Perciò mettetevi comodi e continuate a leggere il post! 😉

1. Il paese.

Sindia è un paese di quasi 2.000 abitanti della provincia di Nuoro, posto sull’altopiano di Campeda.
È uno di quei paesi dove normalmente il turista non si fermerebbe mai, ma ha la grande fortuna di essere di passaggio se si lascia la SS 131 per andare in direzione di Bosa.
In effetti non è un luogo ideale per il turista convenzionale perché non offre alcun servizio “mordi e fuggi”: non ha il mare, non ha locali alla moda e nemmeno grandi strutture alberghiere.

È però uno di quei luoghi che i viaggiatori (quelli veri) amano incondizionatamente da subito, soprattutto se vi piace immergervi nella quotidianità di una comunità o andare a scoprire tesori archeologici e artistici quasi dimenticati.
È un posto ideale per chi ama immergersi nella natura, fare lunghe passeggiate (magari in bici) durante le quali incappare in qualche nuraghe o sito archeologico di cui è ricco il territorio, a testimonianza di quanto esso fosse frequentato sin dall’antichità.

2. L’abbazia di Santa Maria di Corte a Sindia.

È sicuramente il gioiello architettonico e storico di questo paese.
La sua storia infatti è un pezzo assai importante di quel grande puzzle che è il passato di noi sardi.

Quello che potrete vedere (magari arrivandoci per caso!) seminascosto nelle campagne di Sindia è il primo insediamento monastico cistercense della Sardegna, risalente al lontano 1149.
Ma attenzione!
Non fatevi ingannare dalle attuali ridotte dimensioni!
Quella che si vede oggi infatti è solo una piccolissima parte del ben più ampio e articolato complesso monastico medievale.
E se ancora oggi possiamo ammirarlo, dobbiamo ringraziare gli abitanti di questo paese che, per non perdere la loro memoria storica, si sono impegnati personalmente a recuperare quanto era rimasto.

Conosco questa chiesa da tanto tempo per via dei miei studi universitari e poiché mi ha sempre affascinato la sua storia, emblematica di quanto la Sardegna avesse un ruolo centrale nella geopolitica del medioevo, ho deciso di portarci Michele e di dedicargli un post di bimboinspalla.

Questo è il racconto della nostra visita, accompagnati da Mario, un caro amico di Sindia profondo conoscitore della storia locale, e alla mia amica Antonella.

Come ho anticipato in premessa, la giornata non era delle migliori dato il forte vento e la pioggia, ma Mario ci ha spiegato che in questa zona il tempo è spesso così, tanto che ci siamo chiesti come mai si fosse scelto per la costruzione di questa chiesa un luogo così poco favorevole dal punto di vista climatico.
La risposta ce l’ha subito data la toponomastica di quella località che viene chiamata Cabu Abbas perché ricca di sorgenti d’acqua. 🙂

Se siete curiosi di conoscere la storia di questa chiesa così particolare, dovete continuare a leggere qua sotto! 😉

– La storia di Santa Maria di Corte.

Come vi dicevo, la storia di questo luogo è molto interessante e sono sicura che, dopo averla letta, sarete d’accordo con me! 🙂

cosa vedere a Sindia in Sardegna

Santa Maria di Corte a Sindia.

L’appellativo “di Corte” tradisce già la sua origine: la chiesa fu fondata per volere del giudice (così venivano chiamati i sovrani sardi medievali) Gonnario di Lacon Gunale, il quale nel 1147, durante il viaggio di ritorno dalla Terrasanta, incontrò a Montecassino Bernardo di Chiaravalle, abate  fondatore di Clairvaux.
Bernardo
non era un semplice monaco cistercense, ma uno degli uomini più influenti del XII secolo, soprattutto dopo l’elezione di papa Eugenio III, anch’esso monaco cistercense (fu proprio Bernardo a ordinarlo monaco), che lo incaricò di predicare a favore della II Crociata.

Gonnario e Bernardo si accordarono per inviare in Sardegna un primo nucleo di monaci cistercensi che, una volta giunti nell’isola, si adoperarono per la costruzione dell’abbazia di Santa Maria di Corte e dell’annesso monastero, di cui oggi rimangono i ruderi.
Santa Maria di Corte, la cui fondazione viene fatta risalire al 1149, è dunque la prima chiesa cistercense della Sardegna.

I cistercensi sono un ordine monastico fondato nell’XI secolo per volontà di alcuni monaci cluniacensi, guidati da Roberto di Molesmes, desiderosi di una maggiore austerità e di ritornare  alla stretta osservanza della Regola di San Benedetto e al lavoro manuale.
L’importanza data da questi monaci all’austerità e al rigore si riscontra in ogni aspetto della vita dell’ordine e, quindi, anche nelle loro architetture.
Non fa eccezione la chiesa di Santa Maria di Corte a Sindia che sicuramente colpisce per la sua essenzialità e austerità.

– Visita all’abbazia di Santa Maria di Corte.

Come dicevo, la chiesa ancora officiata è solo una piccola parte dell’antico complesso monastico.
Recuperata grazie alla volontà degli abitanti di Sindia, l’attuale chiesa di Santa Maria di Corte è costituita infatti dal braccio meridionale del transetto dell’antica abbazia.
All’edificio si addossano due cappelle e una piccola sacrestia, un tempo comunicante direttamente con il monastero.

L’interno di Santa Maria di Corte è assai suggestivo: l’ambiente molto buio, dovuto alle piccole finestre e al colore del materiale costruttivo (scuri cantoni trachitici lavorati molto bene), contribuisce al raccoglimento interiore e a farti sentire estremamente piccolo nei confronti di tutto ciò che ti circonda.
Una volta entrati ci è venuto normale abbassare il tono di voce e fare il minor rumore possibile, anche se eravamo soli in piena campagna.
Credo che fosse proprio questo l’effetto che le grandi abbazie dovevano suscitare sulla massa dei fedeli.
Santa Maria di Corte, nonostante le ridotte dimensioni attuali, mantiene ancora intatto questo particolare fascino! 🙂

Come sempre, una volta all’interno la mia attenzione (Michele invece non vedeva l’ora di ritornare sul prato) è stata attratta dalle due cappelle laterali, caratterizzate dalla presenza di due nicchie: una utilizzata come ripostiglio e l’altra impreziosita da un lavamani in pietra a forma di serratura.
Mi fa uno strano effetto pensare che qui quasi mille anni fa si lavavano le mani i monaci cistercensi in occasione delle cerimonie!
Alzando lo sguardo non si può fare a meno di notare il bellissimo oculo a quattro raggi.
Vicino al portone, su una mensola, poggia un capitello con raffigurata (anche se molto malconcia) una faccina umana.
La tradizione vuole che questa faccia sia il ritratto del giudice Gonnario, committente della chiesa.

i cistercensi in Sardegna Sindia

l’ingresso attuale alla basilica di Santa Maria di Corte.

Se l’interno è molto suggestivo, è però l’esterno di Santa Maria di Corte a riservare maggiori sorprese!
Questo discorso è valso soprattutto per Michele che si è divertito tantissimo a scorrazzare tra le rovine del monastero che circondano la chiesa.
In prossimità delle due cappelle si trova ciò che rimane dell’antico coro quadrangolare: anche qui ritroviamo due nicchie, una delle quali con il curioso lavamani a forma di serratura.
Continuando il nostro giretto attorno alla chiesa abbiamo esplorato altri ruderi del monastero fino ad arrivare a quello che ancora oggi si può vedere delle tre navate che costituivano l’antica abbazia.

– Il declino e l’abbandono dell’abbazia.

Santa Maria di Corte venne lentamente abbandonata a partire dagli inizi del XV secolo e, gradualmente, le sue pietre, così ben lavorate, vennero utilizzate per la costruzione di altri edifici ecclesiastici a Sindia.
Mario ci ha portato a vedere la chiesa di San Demetrio, costruita nel XVII secolo (la data 1668 è riportata nel portale) con i conci di trachite provenienti dal monastero cistercense.
In effetti, nonostante 5 secoli di differenza e le dimensioni differenti, San Demetrio richiama alla mente il fascino di Santa Maria di Corte.
La costruzione di questa chiesa, sita alla periferia del paese, si deve alla volontà del nobile ecclesiastico sindiese Gavino Pintor Serra, inquisitore generale dell’isola di Sardegna.
Purtroppo non abbiamo potuto visitare l’interno, che custodisce un prezioso retablo del XVII secolo.
Mario però ci ha raccontato un aneddoto veramente curioso: secondo la tradizione locale i visi di pietra collocati in alto, ai lati del tetto, riprenderebbero le fattezze di due noti ladri di tegole del paese.

Perché visitare Santa Maria di Corte insieme ai bambini.

La piccola chiesa cistercense di Sindia merita sicuramente una visita perché importante testimonianza di un particolare periodo storico che ha visto l’isola al centro delle vicende europee.
L’edificio inoltre riprende alla perfezione i dettami dello stile romanico francese ed è quindi molto interessante vedere come questo si differenzi nelle forme dal romanico pisano, maggiormente diffuso sul territorio regionale.

I bambini avranno modo di trascorrere qualche ora all’aria aperta, imparando nuove cose sulla nostra storia e inventando qualche avventura straordinaria ambientata in una scura abbazia medievale!
Resteranno entusiasti della visita alle rovine del monastero e vi potrete sbizzarrire in una gare a chi riconosce più ambienti!
Verrete sicuramente battuti! 😉

Nota da mamma: per la visita alle rovine del monastero, consiglio vivamente fascia o marsupio!

Informazioni pratiche.

La visita all’antica abbazia di Santa Maria di Corte è libera.
Nel caso desideriate avere maggiori informazioni su cosa vedere in paese o se esista la possibilità di visite guidate, vi consiglio di consultare gli uffici comunali.
Troverete tutti i contatti nel sito web istituzionale del Comune di Sindia.

Se invece desiderate sapere dove fare una dolce pausa e bere un buon caffè, posso esservi d’aiuto! (e figurarsi!). 😉

Noi, con Mario, siamo stati al Caffè Sindia: un locale carinissimo reso ancora più accogliente dalla gentilezza di Giulia e di Lino, il titolare.
Vi consigliamo di fermarvi qui se volete bere un ottimo caffè (buonissimo anche il cappuccino), accompagnato da golosi dolci (gli amaretti erano semplicemente strepitosi).
La sera inoltre la caffetteria si trasforma in pizzeria e, a detta di
Mario (e di Lino), le pizze sono molto buone.

Sindia Sardegna medievale

La chiesa di San Demetrio a Sindia.


Verremo sicuramente a testarle personalmente! 🙂

Se invece siete appassionati (o vi state appassionando) di Sardegna medievale, ho altri post per voi: tra cui un itinerario per conoscere le chiese medievali della Marmilla (cliccate qui) e del nord Sardegna (cliccate qua).

Adesso è giunto il momento dei vostri racconti e suggerimenti!
Conoscevate Santa Maria di Corte a Sindia?
Volete suggerirci altre chiese romaniche da visitare?
Vi aspetto nei commenti… aiutatemi a conoscere e raccontare la Sardegna.

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