Santa Maria di Mesumundu: la chiesa che sorge sulle terme romane!

Per la rubrica “Sardegna nel Medioevo” non potevo non parlarvi di Santa Maria di Mesumundu, della sua curiosa forma e altrettanto originale storia.
Si tratta di una delle chiese più antiche della Sardegna e visitarla è stata una vera avventura tra rovine, prati e margherite, accompagnati da una pioggerellina costante che ci ha permesso anche di saltare nelle pozzanghere di fango come fa Peppa Pig. 🙂

Insomma la nostra visita alla graziosa chiesa di Santa Maria di Mesumundu è stata proprio divertente, perciò ho deciso di raccontarvela in questo post.
Continuate a leggere! 😉

Santa Maria di Mesumundu: storia di una chiesa molto particolare.

La chiesa di Santa Maria di Mesumundu colpisce e incuriosisce già a un primo sguardo per la sua singolare forma circolare.
In realtà, approfondendo la sua conoscenza si scopre che sono tanti i tratti di originalità di quest’edificio, che è piaciuto tanto a Michele perché gli ha ricordato il castello della fatina Holly (le mamme di bimbi piccoli sanno chi sono i famosissimi “Ben e Holly” dei cartoni), ma soprattutto perché era circondato da enormi pozzanghere su cui lui ha potuto allegramente (e con grande soddisfazione) saltare! 🙂

Di seguito vi racconto tutto, ma proprio tutto, della nostra avventura a Santa Maria di Mesumundu.
Perciò non staccatevi da questo schermo e continuate a leggere il post! 😉

chiesa di Santa Maria di Mesumundu a Siligo

L’originale chiesa di Santa Maria di Mesumundu.

1. La storia di Santa Maria di Mesumundu.

Come vi dicevo, questa è una delle chiese più antiche della Sardegna.
La sua costruzione infatti risale all’epoca bizantina, e più precisamente al VI secolo d. C., quando l’isola era ancora sotto il diretto controllo dell’impero di Bisanzio.

La sua particolare forma (scommetto che vi ha incuriosito subito!) si deve al fatto che è stata edificata sopra le rovine di un antico impianto termale di epoca romana, di cui ancora oggi rimane qualche traccia.
Al momento della sua costruzione, inoltre, venne in parte ripristinato l’antico acquedotto romano, di cui rimane un frammento all’esterno della chiesa, per riuscire a convogliare all’interno dell’edificio le acque della sorgente termale.

Successivamente, nel corso dell’XI secolo, a seguito della donazione di questa chiesa da parte del giudice (= re) di Torres, Barisone I, ai monaci benedettini, l’ordine prese possesso dell’edificio e dei terreni limitrofi e vi fondò un monastero.
È a loro che si deve la costruzione di un’abside orientata a est e il nuovo ingresso a ovest abbellito dalla presenza di un vestibolo (demolito durante i restauri del 1934), secondo i dettami del rito occidentale che si andò definendo a seguito del Grande Scisma del 1054.

La chiesa fu officiata fino alla metà del 1700, poi venne abbandonato e nel corso del XX secolo oggetto di numerose campagne di scavo.

2. La nostra visita.

Abbiamo visitato questa chiesa in un piovoso giorno di fine febbraio.
Dato che pioveva ormai da più di una settimana, tutto il terreno circostante all’edificio era ridotto a un’enorme pozzanghera.
Perciò potete immaginare la gioia di Michele quando ha scoperto che, munito di apposite galosce, poteva attraversare quel bellissimo (e invitante) pantano. 🙂

Santa Maria di Mesumundu o Bubalis a Siligo

Michele e le sue visite guidate.

Si sa… pioggia, fango e erba alta non ci hanno mai fermato!
Soprattutto se si tratta di rintracciare le rovine di un antico monastero e scoprire di più su una chiesa medievale dalla forma particolare.
E così, rassegnata a dover “mettere in lavatrice anche me stessa”, ci siamo immersi (letteralmente) nella storia.

Michele si è divertito tantissimo!
E anche io… lo devo ammettere! 😉

Abbiamo ispezionato le rovine del monastero e i dintorni della chiesa.
È stata un’esperienza divertente che abbiamo condiviso insieme tra tantissime risate!
Ah… abbiamo scoperto che la pioggia bagna e che la terra bagnata ha un profumo particolare, che ci piace proprio tanto! 😉

Perché visitare Santa Maria di Mesumundu con i bambini.

La particolare forma di questa chiesa incuriosirà sicuramente i bambini.
Avranno moltissime domande da fare per scoprire le sue origini e il perché della sua forma “così rotonda”.

Le rovine del monastero e la presenza di ciò che rimane dell’impianto termale di epoca romana saranno una fonte inesauribile di storie e avventure.
La compresenza di due siti di epoca differente nello stesso luogo inoltre sarà una preziosa occasione per imparare la storia divertendosi.

Da non sottovalutare il fatto che la chiesa si trova in campagna e quindi è la destinazione perfetta per trascorrere qualche ora all’aria aperta, all’ombra della storia! 😉

Informazioni pratiche.

La chiesa di Santa Maria di Mesumundu si trova nelle campagne di Siligo, sulla strada che collega questo paese alla vicina Ardara.
Raggiungerla è facilissimo, anche perché l’edificio si trova proprio in prossimità della strada ed è quindi ben visibile.
Nelle immediate vicinanze c’è anche una piccola area di sosta.

La chiesa è normalmente chiusa per cui l’interno non si può visitare.
L’esterno invece (che riserva le più grandi sorprese) è liberamente fruibile e tutta l’area archeologia è limitata da un recinto di legno.

Qualora vi sia venuta voglia di visitarla, consigli di contattare il Comune di Siligo per ricevere informazioni sull’eventuale possibilità di vedere anche l’interno.

Se invece desiderate conoscere anche il territorio attorno a Siligo, vi consiglio di visitare Ardara, l’antica capitale del Giudicato di Torres.
Mentre se desiderate conoscere meglio le chiese medievali sarde vi segnalo due post: uno dedicato a un itinerario tematico in Marmilla e l’altro nel nord Sardegna.

Santa Maria di Mesumundu a Siligo

La chiesa.

Adesso è arrivato il vostro momento!
Conoscevate questa chiesa?
Oppure altre che hanno una forma particolare?
Perché non ce le segnalate nei commenti?
Andremo sicuramente a visitarle! 🙂

In ultimo vi ricordo di seguirci su Facebook, Instagram, Twitter e Google +.
Vi aspetto sui social! 🙂

 

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