Sant’Andrea Priu: un gioiello della nostra archeologia e storia!

necropoli di Sant'Andrea Priu a Bonorva

Era da tanto tempo che volevo visitare la necropoli di Sant’Andrea Priu.
C’ero già stata svariate volte ma, per un motivo o per l’altro, l’avevo trovata sempre chiusa.
Finalmente, in occasione della nostra escursione a Bonorva, sono riuscita a vederla. 🙂

Di questo sito avevo sentito parlare (e avevo letto) tantissimo per la sua particolarità e bellezza.
Devo essere sincera però: nessuno dei racconti ha reso giustizia all’unicità di questo luogo, molto più di una semplice necropoli preistorica.

necropoli di Sant'Andrea Priu

Michele si prepara alla visita!

Sant’Andrea Priu è un concentrato di storia della Sardegna: un luogo dove diversi popoli, in epoche differenti, hanno lasciato la loro impronta, che in alcuni casi consiste in vere e proprie opere d’arte di straordinaria bellezza.

Diciamo che la storica dell’arte che è in me ha trovato pane per i suoi denti! 🙂
Ma non anticipo altro, perché se volete saperne di più dovrete continuare a leggere il post! 😉

La nostra visita alla necropoli di Sant’Andrea Priu.

Abbiamo visitato questa necropoli in un pomeriggio piovoso di dicembre.
Fortunatamente, per la seconda volta quel giorno, la pioggia è stata clemente e ci ha consentito di visitare questo sito in tranquillità.

La necropoli di Sant’Andrea Priu si trova fuori dal paese di Bonorva, in aperta campagna.
Le domus de janas (una ventina) sono scavate sulla parete verticale e su un pianoro trachitico, per cui, dalla strada, il sito ha l’aspetto di una collina bucherellata, caratteristica che è molto piaciuta a Michele. 🙂

Per estensione questo sito è uno dei più grandi della Sardegna, ma non è la sua dimensione a renderlo uno dei più importanti del Mediterraneo.

Quando si parla di Sant’Andrea Priu si parla della “Tomba del Capo”, la più caratteristica, e noi non vedevamo l’ora di visitare questa meraviglia.
In realtà il sito di Sant’Andrea Priu ci ha riservato tantissimi sorprese, come la presenza di piccoli incavi scavati nel costone roccioso che servivano per agevolare la salita dei nostri avi alle domus de janas.

In effetti queste domus sono state scavate a una certa altezza rispetto al piano di calpestio della campagna, perciò – ancora oggi – non è sempre facile accedervi.

Della ventina di domus de janas che costituiscono questo sito, due hanno caratteristiche tanto particolari da renderle un unicum.
Si tratta delle cosiddette “Tomba del Capo” e “Tomba a camera”.
Noi le abbiamo visitate entrambe e posso dirvi che sono così particolari da aver incuriosito moltissimo il piccolo blogger di casa.

1. La “Tomba del Capo”.

È sicuramente la più grande tra le domus de janas che costituiscono questa necropoli.
Si compone di 18 ambienti, disposti, in modo labirintico, attorno a due vani centrali (più grandi).
È una delle sepolture ipogeiche più grandi del bacino del Mediterraneo.
Una volta al suo interno, ci si ritrova circondati da una serie di fessure quadrangolari (le “finestre” di Michele) che consentono di accedere agli ambienti più piccoli (le vere sepolture).

Subito dopo essere entrati, Michele è stato attratto da quella che a lui è sembrata un’impronta di dinosauro.
In realtà si trattava di alcuni incavi, di varia dimensione, scavati nella roccia e disposti in maniera circolare che servivano a contenere le coppelle con le offerte votive dedicate al defunto.
Michele era così felice di aver trovato l’impronta di un dinosauro che non siamo riusciti a dirgli la verità: ossia che quella non era l’orma di un parente del suo amico Arlo! 🙂

Sulle pareti sono ancora visibili tracce della pittura color ocra.
Era usanza dei nostri avi preistorici dipingere questo tipo di ambienti (o comunque quelli di uso sacro) con questo particolare colore.
Michele si è molto divertito a scovare le diverse tracce di ocra, aiutato dalla luce della pila di Angela, la nostra guida.

La “Tomba del capo” è una straordinaria testimonianza di come questo sito sia stato riutilizzato in diverse epoche.
Accanto alle tombe preistoriche, vi sono anche alcune sepolture (sempre scavate nella roccia ma con forme più vicine alle nostre) di epoca romana e bizantina.

Questo sito infatti venne riutilizzato dai romani, come ben dimostrano gli ultimi ritrovamenti effettuati a qualche metro dalla necropoli e attestanti la presenza di una villa romana, forse una mansio destinata a ospitare e rifocillare i viaggiatori.

necropoli di Sant'Andrea Priu la Tomba del Capo

La “Tomba del Capo“.

Ma il vero spettacolo di questa tomba (almeno per me che sono storico dell’arte) arriva nelle stanze più interne.
Già a partire dal secondo ambiente si possono ammirare alcuni frammenti di affreschi di epoca romana (rari in Sardegna).
Bellissima la matrona (di cui resta il volto e alcuni dettagli delle vesti) raffigurata in una porzione della parete più ampia.
Probabilmente si tratta della defunta, ricordata da viva nell’affresco.

Dal secondo ambiente si accede al terzo, realizzato in epoca successiva, quando la tomba fu trasformata in chiesa, prima bizantina e poi cristiana.

Furono i benedettini a completare la realizzazione della chiesa, abbellendola con un meraviglioso ciclo di affreschi e realizzando anche una finta abside.
Tutto rigorosamente scavato nella roccia.
Ritrovarmi lì, nel cuore della terra e circondata di cotanta arte e bellezza, mi ha fatto ricordare le meravigliose chiese rupestri di Matera.

Al 1313 risale la riconsacrazione della chiesa e la sua intitolazione a Sant’Andrea da parte del vescovo di Sorres.
Con la trasformazione in chiesa rupestre gli ambienti principali della domus de janas cambiarono decisamente destinazione d’uso e vennero utilizzati come nartece per i catecumeni (ovvero coloro che dovevano ricevere ancora il battesimo), aula per i fedeli battezzati e zona presbiteriale, dove avvenivano i riti sacri.

Mentre Angela ci spiegava la storia di questo luogo, io e Michele siamo rimasti letteralmente rapiti dagli affreschi: io da quelli delle pareti raffiguranti scene del Nuovo Testamento (alcune ancora oggi di buona lettura), Michele da quelli del soffitto, decorato con motivi geometrici e figure di uccelli.
Si è molto divertito a riconoscere le figure geometriche (è una nuova passione che sta nascendo e che, sicuramente, non ha preso da me).

L’ambiente è così bello che anche Michele, appena entrato, ha avuto un’esclamazione di stupore.
Si è ritrovato completamente circondato da figure di uomini, donne, animali e dalle sue adorate forme geometriche. 🙂

2. La “Tomba a camera”.

Ancora con gli occhi pieni di stupore per quello che avevamo visto nella “Tomba del Capo”, siamo entrati, anticipati da Angela, nella cosiddetta “Tomba a camera”.
Immediatamente abbiamo compreso il perché del suo curioso nome.
Basta alzare lo sguardo per capire di ritrovarsi all’interno di una capanna, con tanto di tetto in legno (ops… in pietra!).
Qui tutto richiama la capanna dei nostri antenati.
I dettagli sono così accurati che anche Michele ha compreso subito di ritrovarsi dentro una casa! 🙂

È stato incredibile verificare con mano le capacità tecniche e il gusto estetico con i quali i nostri antenati hanno reso  appieno, nella roccia, l’ambiente dei vivi, quello in cui trascorrevano la loro vita quotidiana.

È inoltre assai curioso constatare come i principali elementi architettonici che compongono le nostre costruzioni siano esattamente gli stessi di quelli utilizzati migliaia di anni fa dai nostri avi.

3. Il “toro sacro”.

Le sorprese della necropoli di Sant’Andrea Priu non erano però ancora finite.
Lasciate le cavità scavate nella roccia, Angela ci ha condotto sulla sommità del pianoro.
Qui abbiamo trovato ad attenderci una curiosa pietra dalla forma di grosso toro.

Immaginatevi la gioia di Michele nel ritrovarsi un «glande tolo» di pietra, attorno al quale poter correre liberamente. 🙂

Questa strana roccia, proprio per la sua curiosa forma, ha dato adito nel tempo a numerose interpretazioni.
C’è chi la vuole ipotizzare come tozzo e arcaico campanile della chiesa rupestre; chi l’ha considerata una domus de janas con le pareti sfondate, e chi invece ritiene che le fattezze di toro siano state volute dai suoi autori.
Il toro infatti era un animale sacro per i nostri antenati.

Qualunque sia la verità (e chi sa se mai si scoprirà), quello che è certo è che questa particolare forma è stata realizzata dall’uomo e non è un capriccio bizzarro della natura.
Ah… l’altra cosa certa è che ha veramente la forma di un toro… giudicate voi dalla foto! 😉

Sant'Andrea Priu affreschi medievali

mamma fa lezione di storia dell’arte medievale (povero Michele).

Perché visitare la necropoli di Sant’Andrea Priu con in bambini.

La visita al sito di Sant’Andrea Priu sarà per i bambini una vera avventura.
Potranno addentrarsi nel cuore della terra, visitando intere stanze scavate nella roccia.

Sarà divertente riconoscere i diversi personaggi rappresentati negli affreschi, o andare a caccia delle tracce di ocra rossa.

I più grandicelli avranno modo di verificare che quanto studiato a scuola sulla preistoria e sul “culto dei morti” corrisponde a verità.
Vivranno inoltre l’esperienza di stare all’interno di una capanna preistorica e non si tratterà di una ricostruzione odierna, ma di una vera capanna… realizzata nella roccia dai nostri antenati ! 🙂

I più piccoli rimarranno affascinati dai colori e dalle forme degli affreschi.
Impareranno che anche tanto tempo fa i nostri antenati avevano un gusto estetico molto raffinato.

E poi volete mettere l’entusiasmo nel vedere un enorme “toro di pietra” e nel correrci attorno! 😉

Informazioni utili.

La necropoli di Sant’Andrea Priu si trova a una decina di Km da Bonorva, proprio sulla strada verso Bono che conduce anche al paese fantasma di Rebeccu, di cui vi abbiamo parlato nello scorso post.

Il sito si trova in piena campagna, vicino alle fonti termali di Santa Lucia.

È gestito da una cooperativa, ma per visitarlo nel periodo invernale bisogna prenotare.
Se desiderate visitare questo sito così particolare, potete contattare la cooperativa COSTAVAL sulla loro pagina Facebook!

Toro Sacro Sant'Andrea Priu Bonorva

Il “toro sacro“.

Conoscevate la necropoli di Sant’Andrea Priu?
Ci siete mai stati?
Vi va di raccontarci la vostra esperienza o suggerirci nuove mete?
In entrambi i casi vi aspettiamo nei commenti! 🙂

 

 

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