Il Neolitico in Sardegna raccontato ai bambini
Archeologia,  Pillole di Archeologia,  Sardegna

Il Neolitico in Sardegna: una lunga storia tutta da scoprire!

Il Neolitico o “Età della Pietra Nuova” (dal greco neòs, nuovo, e lithos, pietra) fu un periodo di grandi trasformazioni che hanno caratterizzato da quel momento la storia dell’umanità.

Prima fra tutte c’è sicuramente l’invenzione dell’agricoltura, a cui in qualche modo tutte le altre sono legate.

Queste importanti trasformazioni hanno interessato anche la nostra isola e in questo post proverò a raccontarti l’affascinante storia del Neolitico in Sardegna.

Iniziamo? 💪

Il Neolitico e i suoi cambiamenti.

Ho già scritto che il Neolitico è stato un periodo di grandi cambiamenti.

Sicuramente l’invenzione dell’agricoltura è quella che più ha inciso sul modo di vivere dei nostri antenati, influenzandone le scelte future e lo stile di vita che adottarono da quel momento.

Coltivare infatti significa avere il cibo a disposizione in un luogo ben preciso, ma non solo.

Coltivare significa anche dover curare le piante affinché possano essere utili al sostentamento dell’individuo.

Ecco che quindi gli uomini e le donne del Neolitico diventarono sedentari, cioè restarono fermi ad abitare in un luogo ben preciso.

Un altro cambiamento avvenuto nel Neolitico è dunque il passaggio dal nomadismo (spostarsi in continuazione alla ricerca del cibo) a uno stile di vita di tipo sedentario.

Neolitico in Sardegna #larcheologiaaibambini
Un piccolo Michele incuriosito dai reperti del Museo di Cabras.

Ma agricoltura significa anche poter disporre di una quantità maggiore del necessario di derrate alimentari che quindi devono essere immagazzinate.

Per saper sempre la quantità di cibo di cui si disponeva fu inventato uno strumento talmente straordinario da essere usato ancora oggi: la scrittura.

La sua invenzione segna il passaggio dalla Preistoria alla Storia, lo sapevi? 🤨

Le grandi trasformazioni del Neolitico non sono però ancora finite…

E si, perché per coltivare e conservare il cibo sono necessari degli strumenti adatti e funzionali.

Ecco quindi due nuove scoperte: la ceramica e la metallurgia (quest’ultima fu un’altra di quelle invenzioni che cambiò per sempre la storia dell’uomo).

Il Neolitico è anche il periodo di quel particolare fenomeno, caratterizzato da costruzioni gigantesche, che abbiamo imparato a conoscere negli scorsi mesi.

Hai capito quale? 🧐

Il Neolitico in Sardegna: una storia di millenni di anni fa.

Inizio col dire che in Sardegna il Neolitico si colloca tra il 6.000 e il 2.800 a. C.

Considerato che si tratta di un lasso di tempo molto lungo, gli studiosi lo hanno diviso in quattro fasi: Neolitico antico, Neolitico medio, Neolitico recente e Neolitico finale.

Che dici, le conosciamo meglio? 😉

1. Neolitico antico (6.000 – 4.800 a. C.)

I nostri antenati arrivarono in Sardegna dai Paesi Baschi e portarono con loro gli animali che avevano iniziato ad addomesticare: pecore, capre, vacche, buoi e maiali.

Che quest* uomini e donne giunt* in Sardegna tanto tempo fa conoscessero l’agricoltura lo sappiamo dal fatto che gli archeologi hanno ritrovato nei loro scavi dei chicchi di grano e orzo, nonché dalla presenza tra gli oggetti portati alla luce di piccole macine e pestelli usati per triturare i cereali e trasformarli in farina.

Stessa cosa dicasi per la ceramica, visto i numerosi frammenti giunti sino a noi.

A questo periodo risale un particolare tipo di decorazione di questi oggetti in ceramica, realizzata imprimendo sull’argilla ancora cruda il guscio di una conchiglia chiamata Cardium.

Proprio da questa conchiglia prende il nome la particolare cultura di questo periodo, detta appunto Cultura Cardiale e diffusa in molti altri popoli dell’area del Mediterraneo.

Neolitico in Sardegna per bambini
Tra le ceramiche del Museo di Cabras.

Sempre in questo periodo i sardi del tempo iniziarono a lavorare l’ossidiana, una pietra di origine vulcanica.

Divennero così bravi che l’ossidiana sarda venne commerciata in lungo e in largo.

Sai che il più grande giacimento di ossidiana della Sardegna si trova sul Monte Arci, in provincia di Oristano?

2. Il Neolitico medio (4.800 – 4.300 a. C.)

Questa fase è caratterizzata dalla cosiddetta Cultura di Bonu Ighinu, dal nome di una grotta presente nel territorio di Mara (Sassari).

E’ qui infatti che furono ritrovati per la prima volta gli oggetti tipici di questa fase del Neolitico in Sardegna.

In questo periodo le grotte non servivano più come abitazione, ma soprattutto come luogo di culto e di sepoltura.

E quando non avevano a disposizione grotte naturali, le scavavano loro, come nel caso del sito di Cucurru de Is Arrius, in territorio di Cabras (Oristano).

In questo luogo furono ritrovate delle tombe ovali scavate nella roccia e contenenti un defunto in posizione fetale, poggiato sul fianco sinistro e ricoperto di ocra rossa.

Gli scheletri erano accompagnati da una serie di oggetti, che costituivano il corredo funebre: aghi in osso, collane, ciotole in terracotta.

Racchiusa nella mano destra avevano una statuina di Dea Madre, simbolo di rigenerazione.

3. Neolitico recente (4.300 – 4.000 a. C.)

In questa fase troviamo la cosiddetta Cultura di San Ciriaco, dal nome di un villaggio ritrovato nelle campagne di Terralba (Oristano).

E’ a questo periodo che risalgono le domus de janas, grotticelle scavate nella roccia dai nostri antenati per seppellire i propri cari.

Proprio perché si tratta di tombe scavate nella roccia, si chiamano anche sepolture ipogeiche (parola che significa proprio “dentro la terra”).

Uno dei siti più famosi e originali di questo periodo è sicuramente la necropoli di Li Muri ad Arzachena che noi abbiamo visitato e raccontato (ti lascio link alla fine di questo post).

4. Neolitico finale (4.000 – 3.200 a. C.)

A caratterizzare la quarta fase è la Cultura di San Michele di Ozieri (e qui giochiamo in casa!); uno dei periodi più floridi di tutta la storia dell’isola. 👍

Questa cultura prende il nome da una grotta che si trova oggi all’interno del centro abitato di Ozieri.

Qui gli archeologi hanno ritrovato delle ceramiche bellissime e riccamente decorate, nonché tantissimi altri tipi di oggetti, alcuni dei quali in ossidiana.

Abitando a due passi da questo sito, ovviamente lo abbiamo visitato più volte e ti lascio il link alla fine di questo post.

Neolitico in Sardegna per bambini
I circoli megalitici di Li Muri ad Arzachena.

Infine… l’Età del Rame (3.200 – 2.100 a. C.)

Questo fu un periodo ricco di grandi novità per l’uomo!

Una su tutte: la scoperta dei metalli.

I nostri avi scoprirono infatti che alcuni minerali, come il rame, potevano essere lavorati con l’aiuto del fuoco sino a realizzare degli oggetti molto utili sia in agricoltura che nella caccia, per non parlare poi dell’arte e dell’oreficeria.

Nacque così la metallurgia!

I metalli portarono nuove armi, più resistenti e distruttive.

Fu dunque necessario difendersi meglio.

Non a caso a questo periodo risale la nascita dei primi villaggi fortificati, come quello di Monte Baranta a Olmedo (Sassari).

In questo periodo gli archeologi hanno individuato 4 diverse fasi:

1. Cultura di Filigosa (3.200 . 2.900 a. C.)

2. Cultura di Abealzu (2.900 – 2.700 a. C.)

3. Cultura di Monte Claro (2.700 – 2.300 a. C.)

4. Cultura campaniforme (2.300 – 2.100 a. C.)

Ancora si venerava la Dea Madre e si usavano come sepolture le domus de janas, ma qualcosa lentamente stava cambiando.

Con la Cultura del Vaso Campaniforme troviamo, per la prima volta dopo millenni, una cultura non più autoctona ma, per così dire, di importazione.

Tale cultura arrivava dalla Penisola Iberica e si era diffusa in breve tempo in tutta Europa.

Il Neolitico in Sardegna raccontato ai bambini

Questo post fa parte del mio progetto #larcheologiaaibambini e vuole essere un piccolo contributo per spiegare e far conoscere la nostra storia ai più piccoli.

Può essere letto prima di una visita a un sito in particolare, oppure per preparare o integrare una lezione a scuola.

Credo che la storia del Neolitico in Sardegna sia così affascinante da incuriosire sicuramente i bambini, che avranno la capacità di porre le domande giuste, quelle che sapranno metterti anche in difficoltà.

Ovviamente la lettura del post non basta e, come sempre, consiglio vivamente di visitare “dal vivo” almeno qualcuno dei tanti siti che si trovano sparsi per la nostra isola.

Navigando sul blog troverai tanti suggerimenti al riguardo! 😉

Conclusioni…

Hai visto quanto è interessante la storia del Neolitico in Sardegna?

La conoscevi già oppure hai imparato nuove cose?

Hai mai visitato almeno uno dei musei o siti che ho citato in questo post?

Quale?

Si lo so, sono molto curiosa! 😘

Ti suggerisco qualche link…

#larcheologiaaibambini per creare nuove generazioni più consapevoli!

Li Muri e i Circoli Megalitici che ci riportano indietro a 6.000 anni fa!

Grotta San Michele a Ozieri. Un viaggio nella Preistoria.

La Preistoria della Sardegna: il libro che la racconta ai bambini!

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