Museo Casa Natale di Grazie Deledda a Nuoro
Musei,  Sardegna

Andiamo al Museo Casa Natale Grazia Deledda!

Il luogo di cui ti parlo in questo post è sicuramente una tappa obbligata quando si visita Nuoro.

Si trova nel cuore della città e racconta la storia privata di un personaggio pubblico, diventato nel tempo emblema di Sardegna, caparbietà e forza femminile.

Con questo post ti porto tra le stanze della casa di Grazia Deledda, alla scoperta dei luoghi che l’hanno vista nascere, crescere e sognare.

Ti porto quindi tra le mura del Museo Casa Natale di Grazia Deledda.

Sei pront*?

Il Museo Casa Natale di Grazia Deledda a Nuoro

Questo museo si articola nei tre piani (più il cortile e il giardino) in cui la scrittrice ha vissuto dalla nascita, nel 1871, sino al matrimonio, avvenuto nel 1900.

La casa, venduta a terzi, fu acquistata dal Comune di Nuoro nel 1968 e, successivamente, musealizzata grazie anche al contributo degli eredi di Grazia.

A render possibile l’innaugurazione del museo nel 1983 è stata soprattutto la signora Fernanda, nuora della scrittrice, che ha donato all’Isre (ente gestore della struttura) un gran numero di manoscritti, fotografie, documenti vari e di oggetti personali che costituiscono la prima dotazione repertale del Museo.

Tra i ricordi di Grazia

Il percorso di visita

Sono dieci le sale che ti permetteranno di affrontare un viaggio nel tempo, tra gli oggetti e i ricordi di una scrittrice Premio Nobel e della sua famiglia.

Immagini, testi e oggetti appartenuti all’autrice durante infanzia e adolescenza, nonché documenti relativi agli anni romani, ti guideranno in questo percorso alla scoperta di Grazia bambina e ragazza, con i suoi sogni e le sue paure.

Ad accompagnarti in questo viaggio sarà lei stessa, attraverso le pagine del suo romanzo “Cosima”.

Le stanze, infatti, sono state allestite e arredate sulla base delle descrizioni presenti in questo libro.

La cucina e la dispensa, in particolare, sono state descritte nel dettaglio dalla scrittrice.

Un pannello nel porticato del cortile ti racconterà, invece, la storia e le caratteristiche della casa.

Dal cortile avrai poi accesso alla corte interna, ombreggiata da due querce secolari, dove potrai fermarti a leggere uno dei libri di autori diversi contenuti nelle colonne-libreria disposte in questa zona dell’abitazione.

Tra gli oggetti appartenuti alla scrittrice, quelli che forse hanno più colpito Michele sono stati il diploma e la medaglia originali del Premio Nobel assegnatole a Stoccolma nel 1926.

Direi che sapere che una donna sarda ha vinto il Premio Nobel lo ha proprio reso orgoglioso!

L’Atene Sarda

Una stanza del primo piano (in origine la camera degli ospiti) è stata dedicata al panorama culturale nuorese: “Nuoro, Atene dei Sardi”.

Ma perché questa originale definizione che paragona il capoluogo barbaricino alla culla della cultura occidentale?

Fu proprio una giovane Grazia Deledda, chiamata a descrivere gli usi e i costumi della sua città, a definirla così.

Nelle pagine della “Rivista delle Tradizioni Popolari Italiane” diretta da Angelo de Gubernatis, che le aveva commissionato la ricerca, lei scrive: «Nuoro è chiamata scherzosamente, dai giovani artisti sardi, l’Atene della Sardegna. Infatti, relativamente, è il paese più colto e battagliero dell’Isola. Abbiamo artisti e poeti, scrittori ed eruditi, giovani forti e gentili, taluni dei quali fanno onore alla Sardegna e sono avviati anche verso una relativa celebrità».

Ma chi erano questi uomini di cultura, giovani forti e gentili?

Erano personaggi come Francesco Ciusa, primo scultore della quotidianità dell’esistenza pastorale barbaricina, o come i poeti Sebastiano Satta e Pasquale Dessanay; erano spiriti eclettici e curiosi, come Antonio Ballero e Giacinto Satta, allo stesso tempo scrittori, pittori e viaggiatori; erano musicisti talentuosi e versatili, come Priamo Gallisay, così ambizioso da volere regalare alla Sardegna il suo primo melodramma; erano pionieri delle nuove tecnologie, come il fotografo Sebastiano Guiso, maestro di altri reporter amatoriali ante litteram come Piero Pirari o Raffaele Ciceri.

Erano artisti e intellettuali che amavano incontrarsi e riunirsi in case private, negli studioli e nei ritrovi comuni, anche mondani: come nel caso del Caffè Tettamanzi.

E’ questo fermento culturale, che caratterizzava Nuoro nel pieno della Belle Époque, a far scrivere alla giovane Grazia Deledda, senza alcun ombra di dubbio che la sua città è «il cuore della Sardegna», anzi «la Sardegna stessa con tutte le sue manifestazioni».

Museo Casa Natale di Grazia Deledda con bambini
Dettagli di Casa Deledda

Perché visitare Museo Casa Natale di Grazia Deledda con i bambini

Intanto perché si tratta di una casa d’epoca ricostruita nei minimi dettagli.

E ciò solletica sempre la curiosità dei più piccoli!

Inoltre, accompagnat* dalle parole della stessa protagonista di questa storia, stanza dopo stanza potranno ricostruire una storia veramente incredibile, fatta di talento, tenacia e ambizione.

La storia della giovane Grazia li (ci) aiuterà a rivedere la nostra concezione di una Sardegna arcaica e arrettrata ed è indubbiamente un buon esempio di come, con perseveranza e convinzione, si possono realizzare, seppure tra mille difficoltà e alcuni compromessi, i propri sogni.

Direi che è proprio un buon motivo per visitarla con i più piccoli!

Informazioni pratiche

Inizio col dire che il Museo Casa Natale di Grazia Deledda si trova nel cuore di Nuoro, nello storico quartiere di Santu Pedru, uno dei più antichi della città.

E’ il momento di darti alcune informazioni utili a organizzare al meglio la tua esperienza di visita.

Come avrai intuito, si tratta di una struttura gestita e, quindi, fruibile a orari precisi e dietro pagamento di un biglietto di ingresso.

E’ facilmente raggiungibile perché ben segnalata e geolocalizzata.

Essendo una casa d’epoca, sconsiglio vivamente la visita col passeggino.

Per maggiori informazioni, di seguito ti metto il link di riferimento.

Concludendo…

Ho imparato ad apprezzare la figura e la storia di Grazia Deledda da grande.

Da ragazza avevo letto alcuni suoi libri, ma è da donna adulta che la sua storia e le sue scelte mi hanno affascinato.

Credo che Grazia abbia ancora tanto da insegnarci.

Ecco perché consiglio di iniziare a scoprirla visitando la sua casa.

Ti suggerisco qualche link…

Canne al vento: la fragilità umana nelle vicende delle sorelle Pintor

Cosima: una fanciulla ribelle che scriveva versi e novelle

Per maggiori informazioni sulle modalità di visita:

Distretto Culturale del Nuorese

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *