Monte d’Accoddi: l’esperienza di sentirsi più vicini al cielo!

altare preistorico di Monte d'Accoddi

Finalmente, dopo anni che me lo ripromettevo, sono riuscita a visitare l’altare preistorico di Monte d’Accoddi.

È stata un’esperienza così entusiasmante che l’abbiamo ripetuta per ben due volte: la prima in compagnia della mia amica Chiara (colei che pazientemente mi aiuta nella gestione tecnica del blog) e la seconda volta con le nostre speciali compagne di viaggio Daniela e Lola! 🙂

Entrambe le volte Monte d’Accoddi si è rivelato in tutta la sua bellezza, imponenza e ci ha letteralmente ammaliato con il suo fascino millenario.

Continuate a leggere il post… perché sono sicura che vi verrà voglia di visitare questo luogo straordinario! 😉

Monte d'Accoddi a Sassari

noi e Monte d’Accoddi.

Il sito di Monte d’Accoddi.

Una volta arrivata a Monte d’Accoddi la domanda è nata spontanea: perché non l’ho visitato prima?
Vuoi per la bellezza del paesaggio, o per la tranquillità di quel luogo, o per la suggestione esercitata dall’imponente mole del monumento preistorico, ma una volta giunti al cospetto di Monte d’Accodi non si può fare a meno di emozionarsi! 🙂

Se volete sapere di più sulla nostra esperienza e avere tutte le informazioni per organizzare la visita, continuate a leggere qui sotto! 🙂

1. Come arrivare a Monte d’Accoddi.

Arrivare a Monte d’Accoddi è molto semplice perché l’ingresso al sito si trova proprio sulla Strada Statale 131, nel tratto che collega Sassari a Porto Torres.
Dato che si può accedere solo dalla corsia che da Porto Torres va verso Sassari, se si percorre la direzione opposta occorre effettuare un’inversione di marcia (consentita in più punti).

L’accesso è pedonale, ma poco prima del divieto si può lasciare l’auto in un ampio parcheggio.
La strada è comunque percorribile facilmente anche col passeggino perché lastricata.
Nota da mamma: per la visita al sito il passeggino è fortemente sconsigliato. Lo si può lasciare in biglietteria e procedere col “bimboinspalla” ;)! (Michele ormai, rispetto a questo periodo, è autonomo).

2. Visita a Monte d’Accoddi.

L’altare preistorico di Monte d’Accoddi faceva parte di un complesso di epoca prenuragica sviluppatosi attorno alla seconda metà del IV millenio a. C. e di cui sono ancora visibili alcune tracce.

La guida ci ha spiegato che il sito è inserito all’interno di un contesto territoriale ricco di emergenze archeologiche (a qualche Km di distanza si trova la necropoli di Su Crucifissu Mannu, in territorio di Porto Torres), alcune delle quali insistono su terreni privati e si possono ammirare dalla sommità del monumento.

altare preistorico di Monte d'Accoddi

Perché non palleggi?

L’altare che oggi possiamo vedere in tutta la sua imponenza ha un’altezza di 6 metri, ma le indagini archeologiche fanno supporre che in origine il monumento raggiungesse gli 8 metri.
Gli scavi hanno evidenziato due fasi di utilizzo del sito:  la prima, risalente appunto alla seconda metà del IV millenio a.C., detta del “tempio rosso” perché vi sono state rinvenute tracce di pittura di quel colore.
Questa prima struttura venne inglobata da una seconda, risalente al 2700 a. C., ed è oggi denominata “tempio a gradoni”.

Il nostro percorso di visita è partito da due strane sfere di pietra, di diverse dimensioni, ora collocate nelle immediate vicinanze dell’altare ma ritrovate in un terreno vicino.
Le dimensioni e la particolare forma sferoidale dei due manufatti ha portato gli studiosi a ritenere che siano collegate al culto del sole.
Michele invece ne ha dato una sua particolare interpretazione, vedendoci semplicemente due palle (una gigante) ed rimanendo a dir poco contrariato una volta appurato che non rimbalzavano!
A volte è proprio buffo! 🙂

Quando abbiamo visitato per la seconda volta Monte d’Accoddi (sto parlando del novembre 2016) Michele era alle sue prime personali visite guidate.
Da quelle spiegazioni fatte di “gna gna gna, slumb slumb, acqua, fuoco e palla” ne abbiamo fatto di strada… ora si capisce tutto (o quasi) e le frasi hanno un senso compiuto (o quasi).
Comunque ogni spiegazione va a finire con una partita di basket! 😉
Pare che i nostri avi fossero molto bravi e appassionati di questo sport! 🙂

Con grande disappunto di Michele (che non voleva rassegnarsi al fatto che le due “palle” fossero inutilizzabili) ci siamo spostati verso un altro reperto che contribuisce a rendere molto particolare questo sito: un lastrone di calcare di circa tre metri per tre che probabilmente doveva essere utilizzato come tavola per le offerte.
Tale destinazione d’uso sarebbe confermata dalla presenza di sette fori posti nei bordi della pietra entro cui doveva passare la corda che legava le vittime dei sacrifici (momento macabro!).

Finalmente abbiamo potuto percorrere la rampa (lunga 40 m) che da accesso alla terrazza posta sulla sommità del sito.
Non ci sono parole per descrivere il panorama di cui si può godere da lassù.
Veramente sembra di essere più vicini al cielo!
La bellezza del paesaggio distrae dalla spiegazione della guida.
Per un attimo si ha l’impressione di essere soli, della serie: io, la terra e il cielo!
Comunque la guida aveva ragione: da qui è possibile ammirare (anche se in lontananza) alcuni menhir presenti nei terreni privati che delimitano il sito.

Scesi nuovamente “a terra”, sulla sinistra della rampa (per chi sale) abbiamo potuto ammirare un bellissimo menhir squadrato (ritrovato in loco) di calcare, alto 4.40 metri e pesante più di 5 tonnellate.

La visita si è conclusa con un giro attorno al monumento e una capatina a ciò che rimane di una capanna prenuragica, dove magari è vissuta una sacerdotessa!

Perché visitarlo con i bambini.

Semplice: perché è un luogo affascinante, bello e ricco di storia.

Sono proprio convinta che i bambini di tutte le età ne rimarranno affascinati.
I più piccoli sicuramente per il contesto ambientale (hanno tanto di quello spazio dove poter correre) e per la curiosa forma di alcuni reperti (sono sicura che le due sfere riscuoteranno un grande successo).
I più grandi invece potranno comprendere meglio l’importanza e la particolarità di questo sito che li aiuterà ad avere un’immagine più completa di quello che imparano a scuola sui riti e le credenze preistoriche.

E anche voi grandi non potrete evitare di restare affascinati e di chiedervi chi ci sia dietro a una costruzione come questa, che ancora emana, intatta, quell’aurea di sacralità che deve aver tanto colpito i nostri avi!

Informazioni utili.

Se con questo post sono riuscita a incuriosirvi e vi è venuta voglia di conoscere dal vivo questo splendido monumento, è giunto il momento di darvi tutte le informazioni necessarie per organizzare al meglio la vostra esperienza di visita.

Il sito di Monte d’Accoddi è statale e per questo è sotto la giurisdizione del Polo Museale della Sardegna.
Potrete trovare maggiori informazioni sul sito web dell’ente.

Segnalo anche il sito web dell‘Ente al Turismo di Sassari e quello della Rete Museale di Sassari.
Anche qui troverete informazioni utili.

Se poi volete cogliere l’occasione per conoscere meglio la città vi consiglio il nostro itinerario per i principali monumenti e musei (clicca qui) e quello che vi porterà alla scoperta delle vie e piazze del centro storico (clicca qua).

Invece se volete fare una capatina a Porto Torres, potete leggere i nostri post sulla città e storia dei tre martiri turritani (qui) e sulla bellissima Turris Libisonis (qua).

altare prenuragico di Monte d'Accoddi a Sassari

foto ricordo!

Mi sembra di avervi detto tutto.
Ora tocca a voi.
Raccontatemi di quella volta che avete visitato un luogo che vi ha particolarmente affascinato e suggeritemi qualche idea per nuove escursioni.
Vi aspetto nei commenti! 🙂

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A presto!

 

2 Commenti

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