altare di Monte d'Accoddi Sardegna
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Monte d’Accoddi: il mistero e il fascino di un altare preistorico!

Ogni volta che riesco a visitare l’Altare di Monte d’Accoddi è un’emozione unica.

Sicuramente questo sito è uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Sardegna!

Sarà perché si tratta dell’unica ziqqurat in Europa, oppure per la sua storia millenaria e ricca di fascino, o ancora per il fatto che, a quanto pare, vi si celebrassero riti “tutti al femminile” dedicati alla divinità lunare.

Sarà per tutto questo, ma di sicuro a contribuire al fascino di questo luogo è il fatto che non si riesce a identificare con certezza cosa lo renda tanto affascinante! 😉

Devo dire che anche Michele ha, ogni volta, “subito” il fascino dell’Altare di Monte d’Accoddi, scoprendo in ogni occasione un dettaglio che lo ha fortemente incuriosito.

E allora che ne dite di scoprire insieme questo altare, costruito dai nostri antenati tanto, ma proprio tanto, tempo fa? 🙂

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Michele ai piedi dell’altare di Monte d’Accoddi.

L’altare prenuragico di Monte d’Accoddi.

Prima di parlarvi dell’altare di Monte d’Accoddi devo fare un’ammissione.

L’ho visitato molto tardi (anche perché è stato per lungo tempo chiuso al pubblico), e ogni volta che me lo ritrovo davanti mi chiedo il perché (a parte perché era chiuso).

Trovarsi al suo cospetto infatti emoziona. Pensare che questo monumento, che ancora oggi conserva intatta la sua aurea di sacralità, è stato costruito millenni stupisce e fa riflettere.

Un consiglio?

Quando vi ritrovate ai suoi piedi, provate a immaginare la vita muoversi ai suoi piedi, tra le capanne del villaggio di epoca prenuragica.

Un territorio ricco di archeologia.

Inizio con dirvi che l’altare preistorico di Monte d’Accoddi non è un monumento isolato, ma in realtà fa parte di un complesso di epoca prenuragica, sviluppatosi attorno alla seconda metà del IV millennio a. C., di cui sono ancora visibili alcune testimonianze.

Devo precisare che tutto il territorio attorno al nostro altare è caratterizzato dalla presenza di numerose testimonianze archeologiche (a pochi chilometri di distanza, ad esempio, si trova la necropoli di Su Crocifussu Mannu).

Alcune di queste emergenze archeologiche si trovano oggi all’interno di proprietà private, ma si possono comunque scorgere dalla cima dell’altare di Monte d’Accoddi.

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Prospettive…

Visita all’altare di Monte d’Accoddi.

L’altare che oggi svetta contro il cielo (e noi possiamo ammirare) ha un’altezza di 6 metri.

Anticamente però questo altare doveva essere più alto e raggiungere gli 8 metri.

Le indagini archeologiche hanno evidenziato due fasi di utilizzo del sito: la prima, risalente alla seconda metà del IV millenio a.C., viene detta del “tempio rosso” perché al suo interno sono state rinvenute tracce di pittura di quel colore. Durante la seconda fase, risalente al 2700 a. C., la prima struttura venne inglobata da una più grande (quella che noi vediamo oggi), denominata “tempio a gradoni”.

Ai piedi dell’altare, Michele è stato attirato da due grandi sfere in pietra (di diverse dimensioni).

Lo sappiamo bene che ha un debole per tutto ciò che ricorda, anche vagamente, una palla! 😉

Le due sfere litiche non appartengono al complesso di Monte d’Accoddi, ma sono state ritrovate in un terreno vicino e vengono ricondotte dagli archeologici al culto del sole.

Questo ci testimonia come tutto questo territorio, in epoca prenuragica, avesse una vocazione sacra, ovvero fosse destinato al culto.

Vicino alle due sfere (che un Michele minuscolo ha provato invano a far rimbalzare) si trova un altro reperto molto particolare.

Si tratta di un lastrone di calcare di circa tre metri per tre che probabilmente doveva essere utilizzato come tavola per le offerte, come dimostrerebbe la presenza di sette fori posti ai bordi della pietra. Da qui infatti doveva passare la corda che legava le vittime dei sacrifici, alcuni sostengo essere stati sacrifici umani (momento macabro!), ma non c’è assoluta certezza su quest’ipotesi.

Percorrendo la rampa che porta in cima all’altare…

Sono 40 i metri che bisogna percorrere sula maestosa rampa per arrivare sino alla vetta e da lì ammirare tutto il panorama e sentirsi più vicino al cielo.

Una volta in cima la sensazione è quella di essere soli e di trovarsi nel punto di incontro tra terra e cielo.

Il panorama è fantastico e, come ci aveva detto la guida, da qui si possono vedere alcuni menhir presenti nei diversi terreni privati che circondano il monumento.

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In cima all’altare di Monte d’Accoddi.

Ma il menhir più grande si trova ai piedi dell’altare, proprio in prossimità del punto di partenza della lunga rampa d’accesso.

Si tratta di un megalite (grossa pietra) alto 4,40 metri e dal peso di 5 tonnellate.

La particolarità è che è stato rinvenuto in loco e quindi, presumibilmente, faceva parte dell’apparato decorativo dell’altare.

Ma le sorprese riservate dall’altare di Monte d’Accoddi non finiscono qui!

Intorno alla gigantesca struttura, infatti, si possono ancora vedere le testimonianze dell’antico villaggio.

Tra le diverse capanne ce n’è una molto particolare perché è stata identificata con quella della sacerdotessa.

Interessante, no?

L’altare di Monte d’Accoddi da visitare con i bambini.

Potrei sintetizzare tutti i buoi motivi in 5 parole: è bello, interessante e affascinante! 😉

Ma posso sbilanciarmi ancora di più dicendo che sono assolutamente convinta del fatto che tutti i bambini (di ogni età) ne resteranno impressionati.

I più piccoli rimarranno colpiti dall’ampio spazio a disposizione per correre e giocare, nonché dalla curiosa forma di alcuni monumenti.

I più grandicelli, abituati dalla scuola a sentir parlare di preistoria e preistorici, avranno modo di “toccare con mano” e scoprire dal vivo quello che abitualmente leggono sui libri e sentono raccontare dalla maestra.

Ma c’è di più….

Anche i grandi resteranno ammaliati da questo monumento e rimarranno colpiti dall’aurea di sacralità che riesce a emanare ancora oggi. 😉

Informazioni pratiche.

E’ giunto il momento di fornirvi le informazioni utili a pianificare la visita e a raggiungere il sito.

Per quanto riguarda il reperire le informazioni sul sito, come orari di apertura e costi biglietto, vi segnalo il sito web dell’Ente al Turismo del Comune di Sassari (cliccate qui).

Un altro sito web in cui potete trovare notizie sull’altare di Monte d’Accoddi è quello del Sistema Museale della Città di Sassari (cliccate pure qua per accedervi).

Invece se desiderate maggiori dettagli su cosa vedere a Sassari, oltre al bellissimo altare di Monte d’Accoddi, ho (come sempre) il post giusto (basta cliccare qui per leggerlo).

Altare di Monte d'Accoddi a Sassari
Foto ricordo!

Come dite? Avete tutte le informazioni al riguardo e ora volete solo andare a vederlo?

Benissimo, niente di più facile perché raggiungere l’altare di Monte d’Accoddi è molto semplice.

L’accesso al sito infatti dà direttamente sulla Strada Statale 131, nel tratto che collega Sassari a Porto Torres.

Ma attenzione!

Dato che si può accedere solo dalla corsia che da Porto Torres va verso Sassari, se si percorre la direzione opposta occorre effettuare un’inversione di marcia (consentita in più punti).

Una volta imboccata la strada per il sito, dovrete lasciare l’auto nell’ampio parcheggio posto a pochi metri dalla biglietteria.

Segnalo che la strada di accesso all’altare è lastricata e, quindi, facilmente percorribile anche con il passeggino.

Stessa cosa non posso dire per la visita al monumento, perché trattandosi di un sito archeologico in piena campagna il terreno rende praticamente impossibile l’utilizzo delle “4 ruote”.

Scordatevi poi di raggiungere la cima con il passeggino… la rampa si percorre solo “bimboinspalla”! 😉

Concludendo…

Ditemi se vi è venuta voglia di visitare l’altare di Monte d’Accoddi.

Oppure lo conoscevate già? Allora raccontatemi cosa avete provato visitandolo!

Insomma… scrivetemi nei commenti!

Gradisco anche suggerimenti per nuovi luoghi da scoprire e far scoprire! Ovviamente in compagnia di Michele! 😉

Intanto che decidete se scrivermi o meno (e dai, coraggio!), vi ricordo che sono anche su Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest.

Vi lascio… sino al prossimo post! 🙂

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