Grazia Deledda e Nuoro: un itinerario tra i luoghi in cui ha vissuto!

Riprendere in mano questo post, dopo qualche giorno lontana dal blog per via dell’influenza, è stato emozionante.
È uno dei primi post che ho pubblicato e nelle foto compare un Michele piccolissimo, senza denti e tutto guance. 🙂
Un Michele che si accingeva a compiere i suoi primi passi.
E il mio cuore in questo sabato mattina di primavera si riempie di gioia! 🙂

Ecco dopo questa premessa un po’ “cuore di mamma”, posso dedicare tutta la mia attenzione (almeno finché il pargolo non si sveglia) a rivedere questo post un po’ datato.
L’occasione è propizia, perché in queste settimane volevo parlarvi di donne sarde, a partire dalla scrittrice Grazia Deledda.
Ho pensato quindi di portarvi nella sua città natale, Nuoro, per scoprire la sua casa e i luoghi a lei cari.

Questo post è il racconto di una splendida giornata trascorsa a Nuoro nell’autunno del 2015, quando ho deciso di portare un minuscolo Michele a fare la conoscenza di una grande scrittrice e donna.
Quindi se siete curiosi, continuate a leggere il post! 🙂Museo Etnografico di Nuoro tradizioni Grazia Deledda

Una giornata alla scoperta della Nuoro di Grazia Deledda.

Come ho premesso il post è un po’ datato (risale all’ottobre 2015), quindi alcune cose, nel corso di questi 2 anni e mezzo, sono cambiate e necessitano di una nuova visita per essere aggiornate (ah… quanti sacrifici!). 😉

Ho però deciso di lasciare ugualmente tutte le tappe, in attesa di una nuova escursione che mi permetta di fornirvi informazioni più aggiornate, perché comunque potrebbero rivelarsi uno spunto interessante per una vostra esperienza di viaggio (che dovrete assolutamente raccontarci nei commenti, ci conto!).

Di seguito troverete le tappe della nostra giornata nuorese e tutte le informazioni utili per organizzare il vostro itinerario sulle tracce di Grazia Deledda.
Come sempre siete liberissimi di organizzare le tappe secondo le vostre esigenze.
Il mio è solo un consiglio! 🙂

Siete pronti per scoprire la Nuoro di Grazia Deledda?
Benissimo, allora continuate a leggere il post! 🙂

1. Il “Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde”.

Considerato che i romanzi della Deledda trattano sempre delle tradizioni e delle credenze del popolo sardo, ho ritenuto opportuno scegliere come prima tappa della nostra escursione il “Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde”, il più grande museo etnografico della Sardegna.centro storico di Nuoro itinerario Grazia Deledda

Quando lo abbiamo visitato noi, nell’autunno 2015, il Museo era ridotto all’osso perché si stava predisponendo il nuovo allestimento.
Abbiamo potuto visitare solamente la prima Sala, perché la restante parte della collezione era stata trasferita nella nuova struttura museale al momento chiusa.
Abbiamo così potuto ammirare solo la collezione che raggruppava numerose testimonianze dell’abbigliamento popolare sardo, sia maschile che femminile, provenienti dalle diverse aree dell’isola.
Vi posso assicurare che si tratta di una collezione bellissima e Michele, seppur piccolissimo, è stato subito attratto dai colori sgargianti di alcuni abiti. 🙂

Attualmente il nuovo Museo è aperto al pubblico, e quindi urge una nostra visita per poter condividere con voi la nostra esperienza a misura di bambino. 🙂

2. Il centro storico.

Se si vuole conoscere la Nuoro di Grazia Deledda non si può prescindere da una visita al centro storico.

D’obbligo la sosta alla cattedrale di Santa Maria della Neve, risalente al XIX secolo.
L’edificio sorge in posizione appartata rispetto agli antichi quartieri di Seuna e Santu Pedru, caro alla scrittrice; su un’altura comunemente detta “sa tanchitta”.
La sua costruzione iniziò nel 1835, ma per una serie di imprevisti, i lavori proseguirono più del previsto e l’edificio fu completato oltre vent’anni dopo.
La nostra attenzione è stata subito attratta dai due campanili gemelli che incorniciano la facciata, realizzata in stile neoclassico.

Dato che si stava celebrando la messa non abbiamo potuto visitare l’interno dell’edificio, ma Michele si è subito consolato nel giardino antistante la chiesa.
Qui, all’ombra di folti alberi, ha potuto sgambettare tranquillamente (eh si, il nostro ometto all’epoca iniziava a compiere i suoi primi passi!) per la gioia della schiena di papà Paolo.

Tra le stanze della casa di Grazia Deledda.

Dopo aver passeggiato per le vie care alla scrittrice nuorese (quelle del rione Santu Pedru, il quartiere dei pastori che, con Seuna, costituisce il nucleo più antico della città), ci siamo diretti verso il Museo Deleddiano, ovvero l’abitazione di Grazia Deledda.

La casa dove la scrittrice è nata nel 1871 e ha vissuto sino al 1900, anno del suo trasferimento a Roma, è un bell’esempio di abitazione nuorese del ceto benestante.
L’edificio risale alla seconda metà dell’800 e si articola su tre piani.
Nelle sue stanze sono raccolti gli oggetti appartenuti alla Deledda, donati dai suoi familiari.

Dopo aver proceduto all’obbligatorio “cambio pannolino” e parcheggiato il passeggino in un angolo della biglietteria, ci siamo potuti concentrare sulla visita a questa splendida casa/museo, articolata sui tre piani dell’abitazione e nelle due corti interne.

La visita al Museo Deleddiano.

Superate le prime due sale, che presentano una sorta di introduzione generale alla vita e alle opere della scrittrice (quasi a voler preparare il visitatore a quello che troverà nelle sale successive), ci siamo letteralmente addentrati in quella che doveva essere la quotidianità della Deledda, facendo di tanto in tanto capolino nei momenti più importanti della sua vita.casa di Grazia Deledda a Nuoro

Gli ambienti domestici, come la cucina (III sala) e la dispensa (IV sala), sono ricostruiti in base al romanzo autobiografico “Cosima”, pubblicato postumo nel 1936 e di cui vi parlo in questo post.
Nel loro allestimento non è stato trascurato nulla: sul tavolo di castagno della cucina, così come nei diversi contenitori della dispensa, vengono alternati gli alimenti e gli utensili a seconda del succedersi delle stagioni.

Passando di stanza in stanza, ho potuto conoscere una donna tenace e passionale che amava la sua terra tanto da riconoscerne i limiti e le glorie.
Ma soprattutto da saperli raccontare!
Una donna che con la sua testardaggine, opera dopo opera, è riuscita a far conoscere la Sardegna, terra misteriosa e arcaica, al mondo.

La sua indiscussa capacità di raccontare l’animo umano attraverso i suoi romanzi è stata riconosciuta nel 1926, quando le venne conferito il Premio Nobel per la Letteratura.
A quest’importante riconoscimento e momento della sua vita è dedicata un’intera sala del museo (Sala V), dove sono esposti il diploma e la medaglia originali del Premio.

La visita della casa si completa con una capatina negli spazi esterni: uno più piccolo, porticato e collegato alla strada, l’altro, più grande e isolato, impreziosito dalla presenza di due querce secolari.
In quest’ultimo spazio, chiamato comunemente giardino, i visitatori possono rilassarsi e leggere uno dei libri della scrittrice messi a disposizione dal museo.

Cosa vedere nei dintorni.

Quando si va a Nuoro non si può non andare sul Monte Ortobene
o almeno io non posso evitare di andarci.
Così è stato anche questa volta perché ho voluto portare Michele tra le nuvole! 😉

Il monte Ortobene.

1. La chiesa della Madonna della Solitudine.

Sulla strada che porta in cima al Monte Ortobene, bisogna fermarsi a vedere la piccola chiesa della Madonna della Solitudine, che sorge circondata dalla vegetazione e da un bel parco.

Le ridotte dimensioni e l’estrema semplicità di questo luogo di culto non invogliano certo il turista a fermarsi per visitarlo, non fosse che al suo interno conserva, in un sarcofago di granito nero levigato, le spoglie di Grazia Deledda.
Per chi, come noi, è arrivato a Nuoro per conoscere meglio la scrittrice è quindi obbligatoria una sosta in questa chiesa, il cui impianto risale al XVII secolo.

Nelle sue immediate vicinanze parte un sentiero che conduce sino alla cima del monte Ortobene.
Noi, visto che era praticamente impossibile affrontarlo con il nostro passeggino, abbiamo deciso di guadagnare la vetta comodamente in auto.Monte Ortobene a Nuoro Grazia Deledda

2. Il monte.

L’Ortobene è la montagna dei nuoresi, che vi si recano appena possono.
Un bel parco, con tanto di giochi per bambini e alcuni chioschetti, aspetta i visitatori che vogliono godere di un’atmosfera fresca e tranquilla.

Lasciata la macchina, ci siamo diretti a vedere la grande Statua del Redentore, opera bronzea dello scultore Vincenzo Jerace eretta nel 1901 in occasione del Giubileo.
Da sotto la statua si può godere di una vista magnifica sulla città di Nuoro e su tutto il circondario: nei giorni senza foschia è possibile vedere in lontananza il mare!

Questo monte ci piace così tanto che ci siamo ritornati tempo dopo, in estate.
Trovate il racconto della nostra esperienza in questo post!

Perché è un itinerario a misura di famiglia.

La visita a Nuoro e ai luoghi cari alla scrittrice Grazia Deledda è sicuramente una esperienza adatta a esser condivisa in famiglia.
Avrete modo di visitare luoghi molto belli e far la conoscenza, attraverso le strade, le stanze e i paesaggi in cui ha vissuto, di una donna speciale che ha saputo portar a compimento i suoi sogni.

Se poi avete letto qualche libro della Deledda, avrete modo di riconoscere in questi luoghi le sue descrizioni.

Nuoro ad ogni angolo custodisce segreti e aneddoti che sapranno sicuramente incuriosire i piccoli viaggiatori.

La casa di Grazia Deledda saprà incuriosire grandi e piccini con i suoi arredi originali e le stesse parole della scrittrice, tratte dal romanzo Cosima, che la descrivono.
Nel giardino i bambini avranno modo anche di rilassarsi e giocare tranquillamente.

Se poi vogliamo parlare di grandi spazi all’aria aperta, attrezzati per i bambini, il Monte Ortobene farà proprio al caso vostro! 🙂

Nota da mamma: Nuoro non è sicuramente pianeggiante, quindi tenetelo presente quando deciderete di affrontare il percorso col passeggino. 😉

Informazioni utili.

Se desiderate visitare i luoghi che vi ho indicato nel post vi consiglio di verificare prima orari di apertura, onde evitare spiacevoli sorprese.

Per il Museo Etnografico consiglio di consultare il loro sito web.
Qui troverete anche una sezione dedicata al Museo Deleddiano.

Se poi volete qualche consiglio su cosa vedere a Nuoro di interessante, e adatto ai bambini, vi suggerisco questo nostro post, dedicato al bellissimo Museo Ciusa.

Se invece volete un suggerimento su dove fermarvi a mangiare durante questo itinerario, vi posso consigliare il luogo dove ci siamo fermati noi.
Si chiama Dulcinea e si tratta di un pastificio/gastronomia che offre anche servizio al tavolino.
I posti a sedere sono pochi, il locale è molto piccolo ma arredato in maniera assai graziosa.
Tutto questo contribuisce a rendere l’ambiente particolare e accogliente. 🙂
La pasta è fresca e condita in maniera molto semplice: questo la rende adattissima per i bambini che, come Michele (all’epoca), stanno iniziando a mangiare dai piatti di mamma e papà!
Michele ha molto gradito sia i culurgiones che i maccarrones de busa (già da allora si intuiva che era una buona forchetta), mentre io ho apprezzato tantissimo la buonissima sebadas.
Troverete maggiori informazioni sulla loro pagina Facebook.itinerario Nuoro di Grazia Deledda

Adesso tocca a voi raccontarmi la vostra esperienza.
Avete già visitato la casa di Grazia Deledda?
Che impressione vi ha fatto?
E il Museo Etnografico col suo nuovo allestimento?
Sono proprio curiosa di sapere cosa ne pensate!
Segnalatemi anche qualche altro luogo di Nuoro che conoscete e vi piace particolarmente.
Ho deciso che presto ritorneremo in questa città! 😉

Per restare aggiornati sulle nostre escursioni, seguiteci su Facebook, Instagram, Twitter e Google +. 🙂

 

 

7 Commenti

  1. Martina Manca

    Descrizione avvincente e dettagliata…viene voglia di prendere la macchina e intraprendere insieme a voi questo viaggio! Perfetto per noi genitori e per i nostri adorati bimbi!!!

    Risposta
    1. bimboins (Autore Post)

      Grazie Martina, le tue belle parole sono per noi il migliore degli incoraggiamenti a continuare!

      Risposta
  2. Antioco

    Complimenti per il diario di viaggio, molto accurato e anche divertente! Grazia Deledda l’ho riscoperta all’università leggendo anche opere meno famose ed è stata anche in parte argomento di tesi; ancora non ho figli e non ho mai visitato la casa, ma alcuni luoghi turistici di Nuoro si. Bravissima Giuseppina!!!

    Risposta
    1. bimboins (Autore Post)

      Grazie Antioco!E mi raccomando: non aspettare di avere un figlio per visitare la casa di Grazia Deledda 😉

      Risposta
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