Galtellì: un itinerario per i luoghi di Canne al Vento.

cosa vedere a Galtellì

A questo post sono particolarmente legata…
Segna l’inizio di un progetto e di un sogno.
L’avvio di una piccola rivoluzione personale e professionale che mi ha portato a quella che sono oggi; a crescere umanamente e professionalmente; a cambiare la prospettiva con cui guardo le cose; a credere maggiormente in me stessa.
L’inizio di un’avventura condivisa con tutta la famiglia: un’esperienza forte che costa tanta fatica, ma dona tantissime soddisfazioni.

Questo post è il primo pubblicato nel blog (e infatti vi compare un Michele piccolissimo).
Con lui inizia l’avventura di bimboinspalla e il progetto di raccontare un’isola (la nostra) a misura di bambino (se volete saperne di più cliccate qui).

È il racconto della nostra prima avventura come “bimboinspalla team”: il diario della nostra escursione tra le vie di Galtelli.
La Galte descritta da Grazia Deledda nelle pagine del celebre romanzo “Canne al Vento” (di cui vi parlo in questo post).

Se siete curiosi di sapere cosa abbiamo fatto e visto in questo grazioso borgo alle pendici del Monte Tuttavista, non dovete far altro che continuare a leggere il post. 😉visita alla chiesa di San Pietro a Galtellì

Galtellì: la nostra prima avventura!

Come vi dicevo, la visita a Galtellì è stata la prima esperienza targata “bimboinspalla”.
Con un Michele minuscolo e gli amici dell’ “Associazione “Amici del Romanico” abbiamo trascorso una bellissima giornata tra le vie e i tesori di questo grazioso borgo della provincia di Nuoro.

Inizio subito col dire che Galtellì aderisce ormai da anni all’Associazione Nazionale “Borghi Autentici” ed è una “Comunità Ospitale”, ovvero un borgo che ha fatto dell’accoglienza un punto di forza della sua economia, in cui tutti gli abitanti sono chiamati a partecipare alla missione di far sentire il visitatore come un vero “cittadino temporaneo”.
Se desiderate saperne di più su cosa significhi realmente vivere l’esperienza di essere “cittadino temporaneo”, ho il post che fa per voi (avevate dubbi?). 🙂

Ma ritorniamo a noi e alla nostra visita! 🙂
Di seguito troverete il racconto della nostra esperienza e le tappe del nostro itinerario.
Come sempre si tratta di un mero suggerimento, siete liberissimi di cambiare l’ordine delle tappe in base alle vostre esigenze.

Il borgo di Galtellì.

Giunti a Galtellì ci siamo immediatamente resi conto che non eravamo soli, ma che nella nostra visita saremo stati costantemente accompagnati da uno sguardo attento e silenzioso.
Quello del Monte Tuttavista.
Ai cui piedi sorge il piccolo centro abitato.
Il monte ha osservato, defilato ma attento, ogni nostro passo, quasi a volersi sincerare dei buoni propositi che ci hanno condotto in paese.
E così, consapevoli del suo sguardo fisso su di noi, siamo andati alla scoperta di questo borgo! 🙂Parco Letterario Grazia Deledda a Galtellì

Un itinerario per scoprire Galtellì: la Galte di Grazia Deledda.

Ho già anticipato che Galtellì è la Galte in cui sono ambientate le vicende di “Canne al Vento”.
Quello che non ho ancora detto è che il legame tra gli abitanti di Galtellì e la scrittrice Premio Nobel è così forte che il paese ha aderito al progetto del Parco Letterario Grazia Deledda.

Non è stato un caso dunque se il nostro itinerario ha avuto inizio proprio dalla Porta di accesso al Parco, in via Sassari, dove si può trovare tutto il materiale informativo utile alla visita.
Qui ci hanno accolto Daniela e Giuseppina, le nostre guide che ci hanno accompagnato per tutta la giornata.

Da qui ci siamo spostati lungo il nostro itinerario composto dalle seguenti tappe:

1. Museo Etnografico “Sa domo ‘e sos Marras”.

Il Museo è ricavato in un’antica casa padronale del XVIII secolo. Nell’ampio cortile interno abbiamo trovato a farci gli onori di casa due soci della Pro Loco di Galtellì, uno dei quali era proprio un erede degli antichi proprietari della residenza. Nei locali del pianterreno sono stati disposti, divisi per sezioni, gli oggetti usati anticamente per il lavoro dei campi e per le attività quotidiane. A nostro parere l’ambiente più affascinante tra quelli che si possono visitare è quello denominato “sa domu ‘e su telaiu” ovvero la stanza destinata alla tessitura, dove è custodito un antico telaio orizzontale in ginepro. Una scala esterna dà accesso al piano nobile, dove risiedevano i proprietari. Un’ampia veranda separa l’ambiente della cucina (“sa cuchina”) dalle camere private. La cucina è arredata nei minimi particolari e al centro sono disposti gli strumenti che le donne della famiglia usavano per produrre il pane. Devo dire che questa stanza è molto suggestiva: tutti quegli oggetti mi hanno riportato indietro nel tempo, quando da bambina preparavo la pasta “fatta a mano” con mia nonna. Al di là di ciò che vi è custodito, quello che più mi ha colpito di questo Museo è stata la partecipazione di tutta la comunità al suo allestimento. Le famiglie hanno donato i propri oggetti, e in qualche modo i propri ricordi, affinché le tradizioni del paese non venissero dimenticate.

2. Parco Comunale Malicas.

Oasi verde ideale per i bambini, dove, se il tempo lo permette, possono divertirsi sul prato o nei giochi a loro dedicati.  Il Castello di Malicas, costruito agli inizi del ‘900, sovrasta il Parco e, con un po’ di attenzione, ai suoi piedi si possono vedere alcune domus de janas, scavate nella roccia. Dato che il tempo è stato clemente abbiamo potuto mangiare all’aperto, godendo del fresco e della pace di questo giardino. L’ambiente è stato talmente rilassante che Michele, dopo aver mangiato, si è addormentato (cosa quanto mai rara!) e ci ha accompagnato in silenzio per gran parte del pomeriggio! Da segnalare il buonissimo caffè che ho gustato nel chioschetto presente all’interno del Parco.cosa vedere a Galtellì

3. Chiesa del Santissimo Crocifisso.

In pieno centro storico, questa graziosa chiesa prende il nome dalla statua lignea ad altezza naturale dei primi del XV secolo qui conservata. Leggenda vuole che questa statua sia giunta a Galtellì per volontà divina. Trovata nella spiaggia di Orosei, fu caricata su un carro per essere portata a Sarule, ma proprio all’altezza della chiesa di Galtellì i buoi si fermarono e non ne vollero saperne di riprendere il cammino. La testardaggine degli animali venne interpretata come segnale divino e da allora il Cristo in Croce viene custodito qui.
A ricordo di questo fatto rimane il profondo legame devozionale tra i sarulesi e questa statua. Che la leggenda sia vera o no (stranamente queste statue sacre vengono tutte ritrovate sulle spiagge!), ciò che più mi ha colpito di questo simulacro è stata la dedizione dei fedeli nei suoi confronti. Basti pensare che periodicamente le donne del paese donano una ciocca dei propri capelli per ricreare la capigliatura del Cristo, che così di volta in volta cambia colore e pettinatura!

4. Casa delle sorelle Pintor.

Fulcro del romanzo della Deledda, l’edificio, un tempo enorme, è oggi diviso in diversi appartamenti. Nonostante questo, nel suo insieme mantiene ancora intatto il ricordo della dignità e del rango dei suoi proprietari. Attualmente è possibile visitare solo due porzioni della struttura, ma a noi purtroppo, visti i lavori all’interno, è stato possibile vedere solamente il cortile con il pozzo, che alla scrittrice ricordava un nuraghe.

5. Chiesa di San Pietro.

Secondo noi vero gioiello di Galtellì, l’antica basilica medievale (XI-XII secolo) fu sede della Diocesi di Galtellì. L’edificio sorge vicino al cimitero del paese e per un breve tratto le strade sono comunicanti, perciò non spaventatevi se ad un certo punto vi trovate di fronte al cancello del Campo Santo ma imboccate la stradina di sinistra che in breve tempo vi condurrà al monumento! In realtà la chiesa sorge su un’antica area cimiteriale e lungo la strada e nelle vicinanze della stessa è possibile osservare ancora le tracce di alcune sepolture. Vista da fuori la costruzione appara assai modesta, ma non fatevi ingannare perché al suo interno conserva un vero e proprio tesoro! Durante un recente restauro, nelle pareti della navata centrale è riemerso infatti un bellissimo e coloratissimo ciclo di affreschi, risalente ai primi anni del XIII secolo. Le pitture dovevano in origine ricoprire per intero le pareti laterali, ma i lavori di ampliamento della chiesa hanno distrutto la parte bassa dell’opera. Sono giunte sino a noi le scene dell’ordine superiore e alcuni frammenti di quello mediano. Dalla loro analisi si comprende che nella parete di destra (per chi entra) sono raffigurate scene tratte dal Vecchio Testamento e in quella di sinistra scene riprese dal Nuovo Testamento. Personalmente sono rimasta affascinata dalla scena della Crocifissione, dove è dipinto il momento esatto in cui Gesù spirò e il giorno lasciò spazio alle tenebre (rappresentato dalla presenza nello stesso riquadro del sole e della luna). Non mi era mai capitato di vedere questo tipo di raffigurazione.cosa vedere a Galtellì

Ancora affascinati dai colori vivaci degli affreschi di San Pietro, siamo usciti dalla chiesa dove ad aspettarci c’era il nostro immobile compagno di viaggio, che da secoli veglia su questo luogo di culto.
Guardando in alto, verso la vetta del Monte Tuttavista siamo riusciti a intravedere, piccolo piccolo, il Crocifisso bronzeo realizzato dall’artista Pedro Angel Terron Manrique.

Le nostre bravissime guide ci hanno assicurato che dal monte si può godere di un’ottima vista sul Golfo di Orosei.
Inoltre tutta una serie di percorsi naturalistici permettono di scoprirvi angoli alquanto suggestivi, come nel caso della roccia forata detta “Sa Preta Istampata”.

E’ con la promessa di ritornare per scoprire le sue bellezze naturalistiche che lasciamo Galtellì e le nostre guide.
L’ultimo saluto però, quello più speciale, lo rivolgiamo al Monte Tuttavista, che silenzioso come sempre ci accompagna ancora per un po’ nel nostro rientro a casa, dove mi aspetta un mio vecchio libro delle scuole medie! 😉

Perché è un itinerario per tutta la famiglia.

Galtellì è sicuramente un borgo a misura di bambino.
Le sue tranquille vie, così colorare dai balconi fioriti e dove quasi non passa auto, saranno perfette per passeggiare tranquillamente e correre sotto lo sguardo vigile di mamma e papà.

Un’escursione in questo grazioso borgo è perfetta per tutta la famiglia, perché vi permetterà di trascorrere insieme del tempo all’aria aperta scoprendo una realtà molto interessante.
I più grandi potranno ricordare il passato con una bella visita al museo etnografico, mentre i più piccoli potranno divertirsi nel parco giochi del parco Malicas o immaginare avventure fantastiche e misteriose tra le rovine medievali della piccola chiesa di San Pietro.

Insomma, le attrazioni che offre questo borgo interesseranno sicuramente i piccoli viaggiatori.

Nota da mamma: la Porta di accesso offre una location ideale per poppata e, con un po’ di spirito di adattamento, per il cambio pannolino.

Info pratiche per visitare Galtellì.

Galtellì si trova nella regione storica della Baronia, in provincia di Nuoro.
Dista solo pochi Km dallo splendido mare del Golfo di Orosei.
È dunque un luogo ideale per soggiornare e scoprire questa zona della Sardegna e la sua costa. 🙂

Se volete avere maggiori informazioni su questo paese così da pianificare al meglio la vostra visita, vi consigliamo di consultare il sito istituzionale del Comune di Galtellì e quello di Galtellì Comunità Ospitale. 🙂cosa vedere a Galtellì

Adesso tocca a voi raccontare se conoscevate Galtellì.
Vi aspetto nei commenti!

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3 Commenti

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