San Vincenzo al Volturno vacanze in Molise
Italia,  Oltremare

San Vincenzo al Volturno: quando l’arte incontra la spiritualità.

Nel post precedente vi ho dato un’anticipazione di quello che abbiamo vissuto durante il nostro viaggio in Molise la scorsa estate (se ve lo siete perso, cliccate qui).

Adesso vi voglio parlare di un desiderio realizzato! 🙂

E’ dal primo anno di università, quando ho iniziato a studiare storia dell’arte medievale, che desideravo visitare questo luogo.

E così non potevo non cogliere l’occasione…

Ah che sbadata! Non vi ho detto di che luogo si tratta!

Ovviamente sto parlando di una straordinaria testimonianza artistica del Medioevo. Per essere più precisi della bellissima abbazia di San Vincenzo al Volturno.

Continuate a leggere qua sotto. Troverete il racconto di quella volta in cui ho trascinato tutta la family (nonostante il caldo di agosto) ad ammirare un bellissimo monumento, che poi si è rivelato essere anche un luogo perfetto per correre e giocare all’aria aperta. 😉

La nostra visita a San Vincenzo al Volturno.

Come ho già anticipato San Vincenzo al Volturno è uno straordinario esempio di architettura medievale. Uno di quelli così particolari per bellezza e storia da meritare un posto nei libri di testo dell’università.

Ed è proprio su uno di questi manuali che ho sentito parlare per la prima volta di questo luogo. Da quel momento, è stato un mio desiderio riuscire a visitarlo dal vivo.

E così è stato! 🙂

Ecco dunque il racconto di una delle tante belle esperienze che il Molise mi (ci) ha regalato. 🙂

Se siete curiosi continuate a leggere qua sotto. 😉

1. La storia dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno.

Arrivando non si immagina di certo l’importanza che questo luogo ha avuto nel medioevo.

A dire il vero, fino al momento in cui non mi sono dilungata in una delle mie spiegazioni per “acculturare” (in materia di storia dell’arte) papà Paolo, lui si stava chiedendo perché cavolo ci trovavamo in mezzo al nulla e per di più con quel caldo. 😉

Certo, anche lui è rimasto immediatamente colpito dalla bellezza della location naturalistica, ma diciamo che non coglieva l’importanza storica e artistica del luogo.

A fargliela cogliere, ovviamente (e direi per sua somma gioia), ci ho pensato io. 😉

Altrettanto ovviamente ora racconterò anche a voi la storia di questo monumento. 🙂

San Vincenzo al Volturno in Molise
Visita all’Abbazia Nuova.

Un po’ di storia…

Per prima cosa va detto che l’abbazia di San Vincenzo al Volturno ha un’origine antichissima.

La sua fondazione infatti risale all’inizio del VIII secolo ed è legata alla volontà di tre santi il cui nome ha molto incuriosito e divertito Michele: Paldone, Tatone e Tasone.

Michele li ha ripetuti a lungo come fossero uno scioglilingua… 🙂

Il periodo di massima espansione e importanza del monastero benedettino si ha in epoca carolingia, quando il cenobio crebbe nel numero di confratelli, nelle strutture e nel prestigio grazie al sostegno di Carlo Magno.

La sua importanza e ricchezza crebbe così tanto che il monastero divenne una vera e propria città monastica, soprattutto sotto gli abati Giosuè ed Epifanio.

Per dare un’idea di quanto grande fosse questo complesso monastico basti pensare che al suo interno si potevano contare almeno nove chiese.

A me personalmente la storia di questo monastero ha sempre affascinato perché si è distinta per una grande e pregevole produzione di vetri, ceramiche, metalli preziosi che poi sono stati commerciati in tutta l’area centro meridionale della Penisola.

Il periodo di grande fasto del monastero era però destinato a concludersi e la fase del declino ebbe inizio già nel IX secolo, quando la città monastica subì un violentissimo attacco da parte dei Saraceni.

A seguito di questo tragico fatto il monastero venne abbandonato e, 30 anni più tardi, ricostruito sulla riva destra del Volturno per assicurare maggiore protezione alla comunità monastica.

Il declino però era ormai avviato e inesorabile, tanto che nel XV secolo il monastero venne dato in commenda.

Dopo secoli di silenzio la presenza monastica è stata ripristinata nel 1990 e dal 2017 vi si è insidiata una nuova comunità benedettina proveniente dal monastero di Santa Maria delle Rose di Sant’Angelo in Pontano (MC). Attualmente è questo gruppo di monache che con il lavoro e le preghiere quotidiane portano avanti la lunga storia di questo luogo.

2. La visita.

– L’Abbazia Nuova.

Come ho anticipato, arrivando non si può immaginare (se non la si conosce) la gloriosa storia di questo luogo; ma si può comunque intuire l’atmosfera di forte spiritualità che aleggia intorno alla grande Abbazia Nuova.

L’unico edificio di culto rimasto e chiamato nuovo perché risalente al XII secolo (nuova per modo di dire!).

Nonostante i massicci interventi di restauro del dopo guerra, quest’abbazia conserva ancora l’antica imponenza e tutto il suo fascino.

Si tratta di un edificio a pianta longitudinale e diviso in tre navate. L’interno, semplice e spoglio, conserva l’originaria severità che contraddistingueva in epoca medievale i luoghi di culto.

All’interno del possente campanile quadrangolare è stato allestito un piccolo museo che racconta la storia del complesso monastico dalla sua origine sino a oggi.

Il percorso espositivo si articola sui diversi piani del campanile e per Michele è stato molto divertente salire di piano in piano e scoprire sempre nuove cose. 🙂

Fuori, nell’ampio spazio verde che circonda la chiesa, sono ancora visibili pochi frammenti dell’antico monastero, in gran parte riferibili al recinto fortificato che circondava il complesso.

Tra le rovine, si possono ammirare anche alcune sepolture a cassa, ricavate nel banco di travertino, relative alla necropoli sannita del VI-V secolo a. C.

Insomma sono proprio tantissime le sorprese archeologiche che questo luogo riserva ai visitatori più attenti. 🙂

– L’abbazia di San Vincenzo Maggiore.

Come vi dicevo, l’attuale abbazia è stata costruita dopo la violenta incursione saracena.

Il sito del primo complesso monastico, quello tanto caro a Carlo Magno, si trova dall’altra parte del fiume, a poche centinaia di metri dall’Abbazia Nuova.

Il sito è attualmente gestito dalla Soprintendenza e purtroppo non lo abbiamo potuto visitare perché chiuso (tralascio tutto il discorso e la critica sull’abitudine a gestire un sito archeologico secondo ottiche da ufficio pubblico. Sintetizzo il mio pensiero con un: assegnare a musei e siti gli stessi orari degli ufficio significa NON fare valorizzazione del patrimonio culturale. Ecco l’ho detto).

Abbiamo comunque potuto ammirare il sito dall’esterno (almeno una parte), perché recintato con una semplice rete metallica, e leggere i pannelli informativi posti prima dell’ingresso. Lo sapete che non demordiamo mai! 😉

Dalla nostra esperienza “alternativa” posso dirvi che il sito comprende la basilica di San Vincenzo Maggiore e la cripta del vescovo Epifanio (gestita direttamente dalle monache benedettine che la aprono secondo orari prestabiliti).

Perché visitare il sito di San Vincenzo al Volturno con i bambini.

Il mio pensiero è (e lo sapete già) che portare i bambini a visitare musei, monumenti e siti archeologici è sempre positivo e permette loro di entrare in contatto in maniera “leggera” con la nostra storia.

In particolare, per quanto riguarda San Vincenzo al Volturno, devo aggiungere che oltre a poter ammirare un bellissimo monumento medievale e a venir a conoscenza di una straordinaria e affascinante storia, il sito, con il suo grande prato verde, permetterà ai bambini di divertirsi in tutta tranquillità.

Il gioco all’aria aperta e la presenza di tante rovine archeologiche trasformeranno la visita a questo sito in una vera e proprio avventura per giovani esploratori! 🙂

Informazioni pratiche.

L’abbazia si trova ai piedi delle vette delle Mainarde, sulle sponde del fiume Volturno, in una location naturalistica veramente stupenda e rilassante.

Il sito si trova nell’Alta Valle del Volturno, in provincia di Isernia, ed è facilmente raggiungibile perché segnalato.

Noi ci siamo arrivati in pochi minuti da Venafro, dove alloggiavamo.

L’Abbazia Nuova non è gestita; le monache provvedono ad aprirla ogni giorno, ed è liberamente fruibile (per maggiori info cliccate qui).

Per quanto riguarda invece il sito archeologico di San Vincenzo Maggiore potete trovare qualche informazioni cliccando qua.

Segnalo che nelle immediate vicinanze del sito non abbiamo trovato nessuna struttura ricettiva; ma sulla strada principale – proprio in prossimità dello svincolo per l’abbazia – si trova un caratteristico bar-trattoria.

Conoscevate questo monumento?

Aspetto il vostro racconto e le vostre impressioni nei commenti.

Intanto io lavoro al prossimo post che ci parlerà di una struttura ricettiva molto particolare, una dimora storica in quel di Venafro.

Curiosi, vero?

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Alla prossima! 🙂

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