Carnevale in Sardegna tradizioni da tramandare ai bambini
Mamma perché...?

Il Carnevale in Sardegna: una misteriosa storia da raccontare!

Tra i tanti impegni di Febbraio (ve ne parlo qui) c’è sicuramente il Carnevale.

Preciso in premessa che avrei dovuto pubblicare questo post almeno una decina di giorni fa, ma causa influenza che mi ha messo ko tutto il calendario editoriale e i miei propositi da blogger sono andati a farsi benedire.

Però, dato che il Carnevale non si è ancora concluso e che l’argomento è, a mio avviso, molto interessante (ma soprattutto io sono sopravvissuta all’influenza, o almeno così pare); eccomi pronta a chiudere e pubblicare questo nuovo post! 🙂

Ho deciso di parlare del Carnevale in Sardegna per una serie di motivi….

In primo luogo perché il Carnevale in Sardegna è una cosa seria, ha origini antichissime e una storia molto interessante, che ha incuriosito tanto Michele e che deve essere raccontata.

In secondo luogo perché con questo post vorrei contribuire a sfatare una sorta di mito, ovvero che il Carnevale in Sardegna, con le sue maschere mostruose e i suoi riti che affondano le radici nelle origini dell’uomo, non sia adatto ai bambini.

Carnevale in Sardegna eventi 2020
Carnevale in Sardegna: Mamoiada.

In realtà la storia nascosta dietro quelle maschere paurose, dietro il loro strano incedere e il suono dei campanacci è una storia che parla di vita e morte, ma soprattutto di natura e rinascita.

Una storia che collega la Sardegna con le altre civiltà e culture del passato e che ci riporta a un tempo in cui l’uomo si sentiva profondamente legato alla terra e ai suoi abitanti, che amava e rispettava.

Una storia che va raccontata, soprattutto ai bambini.

Una storia che ho raccontato a Michele e ora voglio condividere con voi.

Siete pronti? 🙂

Il Carrasegare, ovvero il Carnevale in Sardegna.

Inizio col precisare che quella del Carrasegare, così si chiama il Carnevale in Sardegna, è una tradizione molto sentita in varie parti dell’isola.

Non si tratta delle classiche sfilate di carri allegorici e maschere, o dei veglioni e balli a cui tutti siamo abituati.

Il Carnevale in Sardegna, il Carrasegare per esser precisi, è un insieme di rituali e celebrazioni che rispettano codici diversi, caratteristici delle tante località in cui si celebra.

Insomma per quanto riguarda il Carnevale in Sardegna si può tranquillamente affermare, senza paura di essere smentiti, che c’è un Carrasegare per ogni parte dell’isola.

Voi li conoscete già o vi va di scoprirli insieme a noi? 😉

Il Carnevale il Sardegna. Una storia antichissima.

Come accade in tutto il mondo, anche il Carnevale in Sardegna si svolge in un periodo molto particolare dell’anno, ovvero quello che precede la Quaresima.

E fin qui rientriamo nei tanti Carnevali che si celebrano in giro per il mondo.

Ma come non mi stanco mai di ripetere a Michele, la Sardegna è un’isola unica con peculiarità e caratteristiche che la rendono un luogo speciale, diverso da tutto il resto del mondo.

E il Carrasegare non fa eccezione. 😉

Ma cosa rende speciale e originale il Carnevale in Sardegna?

Michele non avrebbe dubbi nel rispondervi!

Sicuramente le maschere: “così brutte, pelose e rumorose” stando alla sua descrizione.

Maschere che fanno paura, che sembrano mostri o, peggio ancora, demoni. Maschere che ricordano animali mostruosi.

Nella sua colorita e puntuale descrizione, Michele ha colto proprio nel segno. Ma dato che le sembianze deformi di queste maschere non suscitavano la simpatia di Michele, ho voluto spiegargli il motivo di queste strane forme, così lontane dall’idea di divertimento e maschera che noi oggi abbiamo del Carnevale.

Carnevale in Sardegna tradizioni
Carnevale in Sardegna: Lodè.

Di seguito vi racconto una storia speciale… una storia che ci riporta indietro nel tempo, quando gli uomini festeggiavano la fine dell’inverno e si propiziavano il raccolto con riti arcaici.

Vi racconto la misteriosa storia del Carnevale in Sardegna.

Il Carnevale e la fine dell’inverno.

Tanto tempo fa il Carnevale era un momento importantissimo della vita di ogni comunità agro-pastorale, ovvero di quegli uomini e donne che vivevano a stretto contatto con la natura e che avevano regolato la loro stessa esistenza ai ritmi delle stagioni (quando esistevano le stagioni).

In quel tempo le celebrazioni del Carnevale iniziavano con la festa per la fine dell’inverno che si svolgeva attorno ai grandi fuochi con danze sfrenate e assaggi di vino nuovo.

Questi riti custodivano un sapere e una spiritualità antica e selvaggia, per questo motivo il Cristianesimo tentò di far dimenticare in tutti i modi questi culti pagani.

Ma si sa che per combattere un nemico è utile farselo amico, e così la Chiesa di Roma tentò di cristianizzare i sardi (e non solo) trasformando questi riti in celebrazioni sacre più adatte alla nuova religione.

Fu così che il 17 gennaio, giorno in cui si accendevano i grandi fuochi per festeggiare la fine dell’inverno, fu trasformato nella festa di Sant’Antonio Abate, il santo che scese negli inferi per portare il fuoco agli uomini (non vi ricorda qualcun altro?).

Il Carnevale in Sardegna (quello storico) deriva proprio da questi antichi culti tribali; insomma non è altro che il legame sottile, ma fortissimo, che ci lega ancora alle nostre origini arcaiche.

Non a caso questi Carrasegari (lo dico consapevolmente al plurale per le tante celebrazioni presenti in vari paesi dell’isola) si sono custoditi nelle aree più interne; quelle più restie ai processi di cristianizzazione.

Le popolazioni di questi territori venivano definite, dai romani prima e dai cristiani poi, barbare perché insensibili ai richiami e alle tentazioni delle civiltà che si andavano diffondendo in Sardegna. Erano le popolazioni che vivevano più o meno isolate nel cuore dell’isola, non a caso ancora oggi denominato Barbagia.

Il Carnevale in Sardegna e il culto di Dioniso, il dio bambino.

Sapevate che il Carnevale in Sardegna è legato a un bambino?

Non si tratta però di un bambino qualsiasi, ma di Dioniso, il dio della vegetazione e della fertilità, che moriva e rinasceva ogni anno… proprio come la natura.

Questo culto, che risale al XV secolo a.C. (un sacco di tempo fa), era diffuso in tutte le società agrarie del Mediterraneo.

Successivamente Dioniso divenne il dio dell'”ebbrezza” e dell’eccesso, e in questo senso veniva indicato con l’appellativo del “Delirante” o “Selvaggio” (per citare solo alcuni nomi).

In Sardegna il suo culto è arrivato con i greci e i micenei (iniziamo a sfatare il mito di una terra isolata dal resto del mondo).

I sardi gli diedero un nuovo nome: Zorzi, Giorgi, ma soprattutto Maimone, nome legato al culto delle acque.

Maimone, ma anche Mamuthone, deriva dal greco “mainomai” che significa posseduto e dal “Mainoles” (il pazzo o il furioso). Non a caso si tratta degli stessi epiteti usati anticamente per indicare Dioniso.

storia del Carnevale in Sardegna
Carnevale in Sardegna: Lula.

Un elemento che accomuna il Carnevale in Sardegna ai riti dionisiaci è sicuramente la presenza di una vittima sacrificale nella promessa di una risurrezione: ma questa volta il sacrificio è simbolico.

E le vittime non sono altro che le maschere “mostruose”, ricoperte di pelli, con il volto imbrattato di fuliggine o nascosto da maschere che ricordano il muso di animali.

Queste vittime, spesso chiamate (guarda caso) Maimone, sono legate da funi e sotto stretta vigilanza di un guardiano. Il sacrificio, anche se simbolico, è un passaggio necessario per garantire la fertilità della terra, la rigenerazione dopo la morte (inverno) e la sopravvivenza dell’uomo.

Il mistero de “sa Filonzana”.

Un altro elemento che collega il Carnevale in Sardegna con il mondo Egeo è una maschera ancora avvolta nel mistero: “Sa Filonzana” (la filatrice), che rappresenta la fine del ciclo della vita.

Per questo suo significato così profondo, è una maschera molto temuta e oggetto di superstizione.

Anticamente questa maschera veniva accompagnata da quella de “Sa Partorja” (la partoriente), la quale mimava l’evento della natività dando alla luce un pupazzo di stracci.

In questo modo veniva rappresentato l’origine e la fine del ciclo della vita.

Le giostre equestri.

Un capitolo a parte va dedicato alle giostre equestri e alle pariglie, che rappresentano sicuramente un modo diverso e originale di festeggiare il Carnevale in Sardegna.

I cavalieri, con il volto mascherato e indossando un costume, devono dimostrare grande coraggio e abilità a cavallo.

La più famose di queste è sicuramente Sa Sartiglia di Oristano, una delle poche corse all’anello che si corrono in Europa.

Possiamo definirla a ragione un vero spettacolo teatrale, con il suo spazio scenico definito, il suo pubblico e gli attori, il suo canovaccio e i suoi registri: il “gremio degli agricoltori” nella Sartiglia della domenica e quello dei falegnami nella Sartiglia del martedì di Carnevale.

I Carnevali storici della Sardegna.

In questi ultimi anni molti paesi hanno recuperato, o cercato di recuperare, i riti tradizionali del Carnevale.

Solo alcuni però possono realmente essere considerati i Carnevali Storici della Sardegna.

Carnevale in Sardegna per bambini

Ecco quali sono:

  • Mamoiada con i Mamuthones e Issohadores. E’ uno dei Carnevali più famosi e suggestivi dell’isola, grazie alle sue maschere e alla loro misteriosa danza.
  • Oristano e Sa Sartiglia, la giostra equestre più spettacolare della Sardegna.
  • Orotelli e Sos Thurpos, termine che significa “gli storpi”. Vestiti con un nerissimo abito di velluto, i gambali di cuoio e un lungo pastrano di orbace nero, un tempo usato dal pastore per ripararsi dal freddo. Il viso è annerito da uno strato di sughero bruciato e nascosto da un cappuccio che scende sino al naso.
  • Ottana e i suoi Boes e Merdules, che conserva riti e maschere molto simili a quelle originali.
Concludendo…

Allora concordate con me sul fatto che la storia del Carnevale in Sardegna è molto affascinante e merita di essere raccontata ai bambini?

Aspetto i vostri commenti e sono curiosa di sapere se conoscevate già i Carnevali storici e se avete mai partecipato a uno (o più).

Io intanto mi metto subito al lavoro al nuovo post…

Rimaniamo in tema di maschere e di Carnevale in Sardegna!

Vi parlerò del Museo delle Maschere Mediterranee di Mamoiada. Scopriremo insieme una realtà veramente family friendly.

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Al prossimo post! 🙂

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