“Cosima”: una fanciulla ribelle che scriveva versi e novelle.

In questo post vi voglio parlare di un libro che ho scoperto, e letto, dopo un’escursione che abbiamo fatto a Nuoro.
Si tratta di uno di quei, per fortuna non rari, casi in cui un viaggio ispira una lettura (è bello anche quando accade il contrario!).
È un libro che mi è piaciuto tantissimo e che mi ha permesso di conoscere meglio una donna dalla fortissima personalità, di cui non si parla (a mio avviso) abbastanza.
Una donna che ho imparato a conoscere meglio grazie a Michele e a un viaggio.
Non male come premessa, non trovate? 🙂

Se vi ho incuriosito, continuate a leggere il post.
Vi porterò a casa di una ragazza: tra le stanze così familiari, tra le pagine dei primi suoi scritti, tra le aspettative e i sogni di una giovane donna a cui stava strettissimo il ruolo sceltogli dalla società.

Vi parlerò di Grazia Maria Cosima Damiana Deledda, meglio conosciuta come Grazia Deledda, scrittrice sarda che nel 1926 venne insignita del prestigioso Premio Nobel per la Letteratura.
Vi parlerò di una Grazia giovanissima e degli anni trascorsi nella sua città natale: Nuoro.

Quindi mettetevi comodi e state pronti a conoscere Grazia Deledda! 😉

«Durante l’infanzia aveva avuto le malattie comuni a tutti i bambini, ma adesso era, sebbene gracile e magra, sana e relativamente agile e forte. Piccola di statura, con la testa piuttosto grossa, le estremità minuscole, con tutte le caratteristiche fisiche sedentarie delle donne della sua razza, forse d’origine libica, con lo stesso profilo un po’ camuso, i denti selvaggi e il labbro superiore molto allungato: aveva però una carnagione bianca e vellutata, bellissimi capelli neri lievemente ondulati, e gli occhi grandi a mandorla, di un nero dorato e a volte verdognolo, con la grande pupilla appunto delle donne di razza camitica, che un poeta latino chiamò “doppia pupilla” di un fascino passionale irresistibile.» (Cosima, Grazia Deledda, 1936).

Cosima. Il libro.

A mio avviso questo è un libro indispensabile se si vuole conoscere meglio Grazia Deledda, oltre che come scrittrice anche come donna.
In esso vengono infatti raccontati molti aspetti intimi legati alla sua giovinezza, agli affetti familiari e ai suoi sogni di ragazza.

La forza di questo libro è che è proprio lei, la stessa Grazia Deledda (o Cosima), a raccontarsi!

Il libro infatti è un romanzo autobiografico in cui la scrittrice racconta gli anni della sua vita che vanno dalla fanciullezza sino alla partenza da Nuoro.
Grazia, o meglio Cosima, attraverso le pagine di questo libro ci apre le porte della sua casa natale; ci fa entrare nelle sue stanze e ci accoglie con tutto il riguardo dovuto agli ospiti graditi.

Pagina dopo pagina avremo modo di conoscere una fanciulla atipica (non solo per quei tempi) che porta avanti, nonostante le difficoltà, un’ambizione molto particolare: la scrittura.

Grazia si racconta e per farlo usa la terza persona e non il nome con il quale è maggiormente conosciuta.
Quasi a voler sottolineare un certo pudore nel parlarci delle storie della sua infanzia e di famiglia.

Lo stesso pudore che abbiamo ancora oggi noi lettori nel sfogliare le pagine di questo libro, uscito postumo nel 1936, e visitare le stanze della sua casa, facendo la conoscenza dei suoi cari.

Cosima è un libro che ho amato particolarmente, perché in esso ho ritrovato, più che in altre opere, una Grazia donna (che è stata bambina, ragazza, figlia e sorella) e non solo scrittrice.Cosima di Grazia Deledda

Cosa ho apprezzato di Cosima e il perché vi consiglio di leggerlo.

Pagina dopo pagina questo libro mi ha piacevolmente stupito: è si un romanzo della Deledda, ma, a mio parere, è completamente diverso da quelli che siamo abituati a leggere.

Non fraintendetemi, ci sono tutti gli elementi tipici delle opere deleddiane: la forte religiosità, il dramma, l’ineluttabilità del fato e le lunghe descrizioni.
Ognuno di essi è però inserito in un contesto quotidiano, di vita vissuta ogni giorno, che rende la narrazione molto scorrevole e discorsiva: quasi fosse una di casa a ricordare e raccontare la sua giovinezza! 🙂

Proprio così come accade quando si ricordano i bei tempi andati, in Cosima manca del tutto un’analisi critica di quanto vissuto: dalle numerose tragedie al bigottismo con cui è stata accolta la sua passione per la scrittura.
Grazia Deledda non si lamenta mai di quello che ha dovuto sopportare, ma semplicemente ricorda e, come spesso accade quando si lascia libero sfogo ai ricordi, questi ci sovvengono con un’aurea di meraviglioso.
Sembra quasi che per la scrittrice la sua fama e il suo successo siano indissolubilmente legati alle vicende sfortunate della sua giovinezza.

È sicuramente questa particolarità ad avermi colpito di più e posso tranquillamente affermare che “Cosima” è il romanzo di Grazia Deledda che preferisco.
Ce la vedo proprio la Deledda intenta a ricordare i giorni della sua infanzia per poi trasformarli in romanzo! 😉

Per quanto riguarda il perché dovreste, secondo me, leggerlo è semplice: vi permetterà di conoscere meglio questa donna (ripeto, non solo la scrittrice) e magari rivedere il giudizio sulle sue opere.

Inoltre il libro dà uno spaccato veritiero e disincantato della Nuoro, e quindi della Sardegna, a cavallo di due secoli: il XIX e il XX.
La straordinaria capacità della Deledda di descrivere persone e luoghi, vi consentirà di essere parte integrante della storia.

Cosima è la storia di una passione, ardente e sincera: quella per la scrittura.
Consiglio vivamente la sua lettura alle giovani donne perché in Cosima avranno un esempio di come portare avanti, nonostante tutto, le proprie ambizioni e attitudini.

Cosima è una sognatrice che lotta, ogni giorno e senza sosta, per portare a compimento il suo sogno. 🙂

«Così, quando si venne a sapere che la sua sorellina Cosima, quella ragazzina di quattordici anni che ne dimostrava meno e sembrava selvaggia e timida come una cerbiatta bambina, era invece una specie di ribelle a tutte le abitudini, le tradizioni, gli usi della famiglia e anzi della razza, poiché s’era messa a scrivere versi e novelle, e tutti cominciavano a guardarla con una certa stupida diffidenza, se non pure a sbeffeggiarla e prevedere per lei un quasi losco avvenire, Andrea prese a proteggerla e tentò, in modo invero molto intelligente ed efficace, ad aiutarla.» (Cosima, Grazia Deledda, 1936).

I luoghi di Cosima.

Un’altra particolarità di questo libro assolutamente da non sottovalutare (soprattutto se siete curiosi viaggiatori come noi) è che ancora oggi è possibile vedere e scoprire i luoghi di Cosima.

La casa natale di Grazia Deledda è infatti stata trasformata in una casa museo, in cui sono conservati ancora gran parte degli arredi originali.

Quest’esperienza, più unica che rara, vi permetterà di entrare letteralmente nelle pagine di questo libro, aiutandovi nella conoscenza della giovane Cosima.

«La casa era semplice, ma comoda: due camere per piano, grandi, un po’ basse coi pianciti e i soffitti in legno; imbiancate con la calce; l’ingresso diviso in mezzo da una parete: a destra la scala, la prima rampata di scalini di granito, il resto di ardesia; a sinistra alcuni gradini che scendevano nella cantina. Il portoncino solido, fermato con un grosso gancio di ferro aveva un battente che piacchiava come un martello, e un catenaccio e una serratura con la chiave grande come quella di un castello.» (Cosima, Grazia Deledda, 1936).

Noi ovviamente siamo stati a casa di Cosima e vi parliamo della nostra esperienza in questo post. 😉

Adesso tocca a voi.
Avete già letto questo libro?
O altri di Grazia Deledda?
Diteci nei commenti qual’è il vostro preferito e suggeriteci altri libri che ispirano viaggi! 🙂

E tra una lettura e l’altra non scordatevi di seguirci su Facebook, Twitter, Instagram e Google +. 😉

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