Meilogu: un itinerario per scoprirne le bellezze! (Parte I)

L’itinerario che vi proponiamo con questo post vi porterà alla scoperta del Meilogu, territorio della Sardegna ricco di testimonianze archeologiche tanto da comprendere un’area comunemente denominata “Valle dei Nuraghi”.

Poiché è una zona molto estesa abbiamo pensato di dedicargli più post con indicati diversi itinerari, così da permettervi di conoscerla con tranquillità e senza troppa fatica!
Vi vogliamo bene e desideriamo che non vi stanchiate troppo nelle vostre escursioni. 😉

Questo primo itinerario alla scoperta del territorio del Meilogu si compone di 4 tappe: Banari, Ittireddu, Monteleone Roccadoria e Padria.

Ovviamente il nostro percorso è solo un suggerimento. Sta a voi decidere in che ordine effettuarlo in base alle necessità e al punto di partenza.

Allora siete pronti?
Avete acceso i motori?
Dai che si parte alla volta del Meilogu. 🙂

Il percorso del nostro itinerario nel Meilogu

Qualche informazione sul Meilogu.

Il toponimo vuol dire “luogo di mezzo” e sta a indicare la sua particolare posizione geografica, praticamente al centro del Giudicato di Torres, uno dei quattro regni in cui era suddivisa la Sardegna nel medioevo (gli altri tre erano Arborea, Cagliari e Gallura).

È un territorio prevalentemente vulcanico e i bassi colli conici, un tempo vulcani attivi, caratterizzano ancora tutto il paesaggio.
La sua origine vulcanica lo rende una delle aree più fertili dell’Isola.
Tra le sue vette spiccano Monte Santo, Monte Pelao e Monte Traessu, tutti vulcani ormai spenti che di altezza non superano i 700 metri.

Il nostro itinerario alla scoperta del Meilogu.

Il percorso che vi vogliamo proporre si compone di quattro tappe e ha una lunghezza totale di 98 Km.
È quindi fattibile farlo in una giornata (soprattutto ora che fa buio più tardi), anche se per la ricchezza dei territori inseriti vi consigliamo di dedicargli due giorni.

itinerario Meilogu

Vista lago a Monteleone Rocca Doria.

Le 4 tappe del nostro itinerario:

1) Ittireddu.
Piccolo paese in cui si può godere di una tranquillità pressoché assoluta e di un patrimonio culturale veramente straordinario.
Il suo territorio, limitato in estensione, è un vero e proprio scrigno di testimonianze archeologiche e artistiche che raccontano la storia di questo paese dalla preistoria ai giorni nostri.
Attorno al centro abitato avrete solo l’imbarazzo della scelta tra nuraghi, domus de janas, ponti romani e chiese medievali.
Inoltre a Ittireddu avrete la possibilità di vedere da vicino un vero vulcano e questo, siamo sicuri, incuriosirà i piccoli del gruppo (ma non solo).
Una volta in paese consigliamo una visita al Museo Archeologico (adiacente alla Casa del Comune) perché custodisce una ricca collezione di reperti proveniente dal territorio comunale che ben testimoniano la lunga storia di questa comunità.
Qui, inoltre, vi sapranno sicuramente consigliare sui siti da visitare e su come raggiungerli.

2) Padria.
Percorsi una quarantina di Km arriverete a Padria, un altro piccolo paese che vi sorprenderà con il suo patrimonio storico artistico.
Dovete sapere che l’attuale centro abitato sorge sulle rovine dell’antica Gurulis Vetus, una ricca città romana di cui ancora oggi persistono delle testimonianze.
Anche qui, in pieno centro storico, troverete il Museo Archeologico che saprà raccontarvi la storia di questa comunità.
Ma Padria custodisce preziose testimonianze anche del periodo medievale e spagnolo, come la bellissima chiesa di Santa Giulia (che vi stupirà con i suoi tesori) e il sito di “Palattu”, dove sono ancora visitabili i ruderi del palazzo baronale appartenuto alla famiglia De Ferrera, signori della Contea di Monteleone.

3) Monteleone Rocca Doria.
Da Padria, percorsi 17 Km, vi troverete catapultati in un’altra dimensione.
Quando avrete la sensazione di trovarvi in un luogo fuori dal mondo e in cui il tempo si è fermato avrete la certezza di essere arrivati a Monteleone Rocca Doria, borgo che ospita un centinaio di residenti.
Il paese si affaccia sul lago Temo (artificiale) e già questa sua particolare posizione gli conferisce un certo fascino.
La sua bellezza però sta nel fatto che ogni poche abitazioni potrete ammirare delle opere d’arte come le due chiese medievali di Santo Stefano e quella dedicata a Sant’Antonio Abate.
Potrete inoltre visitare le rovine del castello della famiglia genovese dei Doria (XII secolo) e percorrere un tratto di strada fiancheggiando da una parte il lago e dall’altra i resti della cinta muraria di epoca medievale.

4) Banari.
Il nome di questo piccolo paese richiama alla mente l’antica popolazione nuragica dei Balari e forse c’è un collegamento.
Quel che è certo è che questo borgo vi piacerà per il grazioso centro storico, in cui avrete modo di passeggiare in tutta tranquillità.
Durante la vostra visita scoprirete che dal cuore del paese parte un percorso, detto “Sa Caminera”, che altro non è che l’antica passeggiata dove le dame Solinas-Zamboni (famiglia signorile che qui visse a cavallo tra XVII e XVIII secolo) potevano tranquillamente godersi il tepore del sole primaverile sino ad arrivare alla loro cappella privata. Un po’ come abbiamo fatto noi, senza però essere dame e senza cappella privata. 😉
In centro potrete visitare anche le belle chiese di San Lorenzo e di San Michele.
In occasione della visita in questi due luoghi di culto il nostro piccolo Michele ha scoperto l’eco! 🙂
Vi consigliamo inoltre di completare la vostra visita a Banari spostandovi un po’ dal paese per andare ad ammirare la bellissima chiesa campestre di Santa Maria di Cea. Si trova in aperta campagna e i bambini avranno modo di stare un po’ in contatto con la natura e con l’arte! 🙂

itinerario Meilogu

passeggiando per Banari.

Informazioni pratiche sul nostro itinerario.

Di seguito vi forniamo alcune informazioni molto pratiche (tipo dove mangiare o sostare) nella speranza di aiutarvi a pianificare la vostra esperienza e a renderla il più piacevole possibile.

Ovviamente queste indicazioni sono frutto della nostra esperienza.
Il post infatti non ha la pretesa di essere una guida turistica in senso stretto.
Però dato che noi questi luoghi li abbiamo visitati possiamo aiutarvi con qualche informazione aggiuntiva.

Dove mangiare.

A Padria abbiamo pranzato nella “Trattoria Zia Giovanna”, in pieno centro. Lo riconoscerete sicuramente perché è l’unico ristorante del paese. Qui potrete gustare alcuni piatti tipici della tradizione regionale.

A Monteleone Rocca Doria, proprio accanto alla chiesa di Santo Stefano, c’è il Centro Accoglienza Turistica, dove potrete fermarvi per una breve sosta e mettere sotto i denti qualcosa di veloce.

A Banari invece, proprio nella piazza del Comune, si trova un bel bar con i tavolini all’aperto dove, se siete fortunati e la giornata lo permette, potrete bere un caffè riscaldandovi col tepore del sole primaverile.

Mi raccomando accertatevi sempre, prima di partire, degli orari di apertura dei locali presenti nel territorio visitato.
Eviterete così spiacevoli inconvenienti!

Si conclude così il nostro itinerario (il primo di tanti) per scoprire il territorio del Meilogu.
Visto che avevamo ragione quando vi dicevamo che è una zona della Sardegna (ma quale non lo è?) ricca di preziose testimonianza culturali?

Non ci resta che salutarvi (per il momento)!

P.S. Raccontateci il vostro itinerario. Siamo curiosi! 🙂

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