Nulvi: il paese dei Candelieri e dei nuraghi.

Si si, avete letto bene.
Il titolo parla proprio di Candelieri.
E non si tratta di quelli, più famosi, che la sera del 14 agosto attraversano il centro storico di Sassari.

Anche io sono rimasta colpita nell’apprendere che anche a Nulvi, piccolo paese dell’Anglona, il 14 agosto si celebra l’antico rito de “Sa Essida de sos Candhaleris” in onore della Vergine Assunta, festeggiata per aver risparmiato il paese dalla peste.

Quella dei Candelieri è solo una delle sorprese che questo piccolo centro della Sardegna settentrionale ci ha saputo regalare.

Ma andiamo con ordine.

Visitando Nulvi…

Nulvi Anglona

Michele e Giuseppe, baby-sitter per un giorno.

Nelle nostre escursioni in giro per la Sardegna ci piace conoscere persone che amano la propria terra e sono impegnate nella sua tutela e valorizzazione.
A Nulvi abbiamo conosciuto due giovani ragazzi, Giuseppe e Valentina, e siamo rimasti letteralmente contagiati dal loro entusiasmo e dall’amore profondo che li lega alla loro comunità. 🙂

Guidati dalla loro passione per tutto ciò che concerne Nulvi, siamo andati alla scoperta di questo piccolo paese.
Con noi c’erano le immancabili Daniela e Lola, e l’onnipresente pallone da “baket”.

Nota bene: tra Michele e Valentina, giocatrice di basket, si è subito creato un certo feeling, per cui abbiamo realizzato gran parte della visita palleggiando e passandoci la palla! 🙂

Il nostro tour di Nulvi è iniziato dal suo circondario con la visita al bellissimo pozzo sacro “Nuraghe Irru” (da nome del vicino nuraghe”).
Il sito non è segnalato e ci si può arrivare solo se accompagnati da qualcuno che conosce bene il territorio.
Inoltre, per motivi di tutela, l’area è recintata ed è quindi necessario essere accompagnati per poter ammirare da vicino questo gioiello dell’arte nuragica.
Valentina, studentessa di archeologia, ci ha spiegato la storia e particolarità di questo sito, che doveva essere un vero e proprio tempio, visto la presenza di due atri, di un vestibolo e della tholos (priva di scala).
Quello che colpisce è la perfezione con cui è stato costruito questo pozzo: è ancora ben visibile la canaletta che, percorrendo l’intero monumento, faceva confluire l’acqua sino all’esterno.
Il pozzo, perfettamente circolare, è profondo 4,5 metri e racchiude acqua sorgiva.
Calpestare queste pietre significa veramente passeggiare nella storia. Chissà cosa pensavano gli uomini del tempo mentre erano impegnati nella sua costruzione.
Monumenti come questo, così perfetti architettonicamente e che conservano ancora un’aurea di sacralità, costituiscono un importante collegamento con il mondo dei nostri antenati.
Michele si è molto divertito a esplorare questi sito e a scalare alcuni conci che si trovano all’interno della recinzione.
Ovviamente il tasso di attenzione da parte di tutti i presenti è stato altissimo perché si tratta pur sempre di un pozzo profondo 4,5 metri, quindi potenzialmente pericoloso per dei bambini piccoli.

Come accennavo nelle immediate vicinanze del pozzo si trovano il Nuraghe Irru, per lo più coperto dalla vegetazione, e una piccola porzione di muraglia nuragica. Testimonianza di come questo territorio fosse ampiamente frequentato in questo particolare periodo storico. Giuseppe ci ha spiegato che nel territorio di Nulvi sono stati censiti una settantina di nuraghi. Un numero davvero impressionante!

Pozzo Sacro Nulvi

Vediamo se in questo bacino c’è un po’ d’acqua così mi posso bagnare bene bene!

Dopo aver giocato un po’ a “baket” siamo rientrati in paese, per scoprire il suo centro storico.

La prima tappa della nostra passeggiata per le vie di Nulvi è stata la chiesa di San Filippo Neri, quasi nascosta tra le case del centro storico. Al suo interno è custodito il vero tesoro di questa comunità: i tre grandi Candelieri che ogni anno, il 14 agosto, vengono portati in processione per le vie del paese in onore della Vergine Maria.

Il rito de “Sa Essida de sos Candhaleris”.

È stato Giuseppe ha spiegarci come si svolge questo rito, che vede come protagonisti tre “Candelieri”, ognuno appartenente a un Gremio: agricoltori, allevatori e artigiani.
Lui è uno dei membri del Gremio dei Pastori e ogni anno, assieme ad altri 15 compagni, porta sulle sue spalle il proprio Candeliere (9 quintali di peso per 6 m di altezza).
 I tre grandi simulacri sono realizzati con materiali semplici (legno, canne e cartapesta) che nelle mani degli artigiani preposti alla loro realizzazione assumono forme ricche e sfarzose.
La tradizione dei Candelieri a Nulvi affonda le sue origini nel Medioevo e si è ripetuta immutata per secoli.

Candelieri Nulvi

Al cospetto dei grandi Candelieri di Nulvi.

Ne è una testimonianza la loro forma a tabernacolo, che è quella originale. Così diversa da quella (detta a “fioretto) dei “Ceri” di Sassari, Iglesias e Ploaghe.
Questo fatto contribuisce a rendere unico l’evento che anima ogni anno le strette vie di questo paese.
Giuseppe ci ha spiegato anche che sino a qualche decennio fa i “Candelieri” venivano smontati e ricostruiti ogni anno.
Questa tradizione si è mantenuta sino a quando non sono venuti a mancare gli abili artigiani che provvedevano ogni anno al loro assemblamento.
Gli attuali “Candelieri” risalgono al 2005, quando un gruppo di giovani artigiani locali li ha voluti realizzare secondo i dettami tradizionali.
Questo rituale, immutato da secoli, prevede che nel pomeriggio del 14 agosto i tre grossi “Ceri” lascino la chiesa di San Filippo Neri (dove riposano tutto l’anno) per dirigersi, attraverso le strette vie del paese e facendosi largo tra la folla, verso la parrocchiale dedicata all’Assunta. Una volta all’interno della chiesa, vengono disposti attorno al simulacro della Vergine Dormiente, come a proteggerlo. Immobili per 8 giorni assistono ai riti, di origine spagnola, che vengono celebrati per rendere omaggio alla Madonna.
Giuseppe con il suo racconto ci ha molto incuriosito e chissà che quest’anno tra la folla del 14 agosto non ci sia anche la squadra di bimboinspalla! 🙂

Salutati i grandi “Candelieri” di Nulvi abbiamo proseguito il nostro giro per il paese. Immancabile la tappa alla chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, fulcro delle celebrazioni di agosto. Il primo impianto di quest’edificio risale al XIV secolo, come dimostrano alcuni particolari in stile gotico-aragonese. Ma a partire dal 1604, quando assunse il ruolo di chiesa parrocchiale, fu oggetto di numerosi interventi di ampliamento che gli conferirono l’aspetto attuale.

Quasi adiacente alla parrocchiale (le separa solo una stretta stradina) si trova la graziosa Chiesa del Rosario, sorta nel 1630, come dimostra un’iscrizione nell’architrave del portone laterale. Di questa chiesa segnaliamo il bell’altare ligneo (XVII seocolo), detto de “Sos Palladinos”, per via delle due grandi figure maschili che affiancano la Madonna.

Ormai sera, dopo una sosta in uno dei locali della via principale per bere qualcosa di caldo e finire la giornata con una bella chiacchierata (Michele nel frattempo si era un attimino appisolato), abbiamo salutato i nostri nuovi amici e siamo ritornate a casa.
Ad accompagnarci: la voglia di ritornare presto in questo bel paese per scoprire gli altri 69 nuraghi! 🙂

Informazioni pratiche per visitare Nulvi.

Durante la nostra escursione abbiamo sostato per il pranzo presso l‘Agriturismo Nuraghe Alvu, poco distante dal centro abitato sulla strada per Tergu (è ben segnalato).
Il locale è molto bello e confortevole, la cucina veramente ottima (i prodotti sono tutti km 0) e i proprietari sono simpaticissimi e disponibili.
Giuseppe (e sì proprio lui) è appassionato di storia di Nulvi e quindi qui tutto richiama le antiche tradizioni di questo centro. Se sarete fortunati avrete la possibilità di ammirare una bella collezione di antichi abiti tradizionali. Semplicemente deliziosi quelli delle bambine. 🙂
Il locale non offre ancora servizi adatti alle famiglie, ma Giuseppe mi ha garantito che presto si attrezzeranno per diventare family friendly! 🙂

Agriturismo Nulvi

In agriturismo… (ph by damadelguilcer)

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