Collinas: il paese tra le dolci colline della Marmilla.

Questa volta vi facciamo conoscere un piccolo paese dal nome dolce, capace di evocare le forme sinuose di questo particolare territorio della Sardegna.

Nel post infatti vi raccontiamo di quella volta che, insieme alle amiche Daniela e Lola, siamo stati ospiti della comunità di Collinas, un borgo molto carino sito nella bassa valle della Marmilla.

Quella trascorsa a Collinas è stata una giornata molto divertente che ci ha permesso di conoscere una nuova realtà: la sua storia, le sue bellezze paesaggistiche e culturali, e soprattutto la sua meravigliosa comunità! 🙂

Collinas Sardegna

A spasso per Collinas.

Visita al borgo di Collinas.

Siamo sicuri che il di borgo di Collinas saprà accogliervi con la sua bellezza.
Troverete molto piacevole passeggiare per le strette vie lastricate del centro storico.
Tutto è molto curato e pulito, e ogni angolino riserva belle sorprese.

Una delle cose che abbiamo notato durante la nostra passeggiata è che praticamente non esiste traffico. 🙂
Quindi ci si può muovere in tutta tranquillità anche con bambini piccoli.
Michele si è divertito moltissimo a correre insieme a Lola, inseguito da me e Daniela!

Informazioni sul paese di Collinas.

Questo paese ha una lunga storia da raccontare. E non mancano certo aneddoti e curiosità.

Una di queste è legata al suo stesso nome, così poetico ed evocativo.

In realtà il toponimo Collinas è un’invenzione del XIX secolo e precisamente del 1863, quando l’allora sindaco Giovanni Battista Tuveri – noto giurista, filosofo e parlamentare (insomma il personaggio illustre del paese) – propose di modificare l’antica denominazione di “Forru” con un nome che ricordasse le dolci colline caratterizzanti tutto il territorio.
Gli abitanti del borgo, e del circondario, sono però rimasti molto legati all’antico nome, tanto che continuano a essere chiamati “forresus”, in ricordo del vecchio toponimo.

L’accoglienza a Collinas è una priorità, tant’è che il paese ha aderito al progetto “Comunità Ospitali” dell’Associazione Nazionale Borghi Autentici.

Come nelle altre Comunità Ospitali che abbiamo visitato in questi mesi, anche qui ci ha accolto una tutor: la simpaticissima e bravissima Gisella.
Dovete sapere che Gisella è una pittrice e ci ha subito spiegato che il paese è terra natia di molti artisti: evidentemente le colline ispirano la creatività! 🙂

Appena giunti a Collinas siamo stati accolti direttamente dal Primo Cittadino che ci ha affidato alle amorevoli cure di Gisella. Con lei siamo entrati subito in sintonia e il gruppo è diventato subito molto affiatato.

Ricapitolando: un bellissimo borgo, una splendida giornata e un allegra compagnia. Tutto pareva iniziare per il meglio. 🙂

Cosa vedere a Collinas.
Casa Tuveri Collinas

Alla scoperta di Casa Tuveri.

Guidati dalla nostra tutor siamo andati alla scoperta di questo bel borgo.

La mattina l’abbiamo dedicata alla visita del paese. Gisella ci ha fatto conoscere le meraviglie della sua Collinas.

Segnaliamo la bellissima casa Tuveri, straordinario esempio di casa padronale.
L’edificio mantiene pressoché intatto l’antico fascino, tant’è che è stato scelto come location per girare il film “S’Accabbadora”.
Michele e Lola si sono divertiti tantissimo ad avventurarsi alla scoperta dei locali di questa casa: dal forno alle stalle, per non parlare del bellissimo cortile interno, che isolava del tutto gli abitanti della casa dal mondo esterno.
Io e Daniela invece abbiamo fatto scorpacciata di foto! 😉

Il nostro giro è proseguito con la visita alla chiesa di San Sebastiano, antica parrocchiale del paese. L’edificio, di chiaro impianto romanico, nella sua semplicità mantiene intatta la sua austerità. All’interno della chiesa, che evidentemente deve averlo colpito molto (ma non tanto quanto le numerose fontane distribuite per il centro), Michele ci ha deliziato con una delle sue speciali visite guidate.

Dato che avevamo visitato l’antica parrocchiale, non potevamo tralasciare quella attuale: la bellissima chiesa di San Michele Arcangelo.
L’edificio si affaccia propria nella stessa piazza in cui è sita la Casa Comunale e, per questo motivo, mi ha ricordato i borghi di origine medievale, quando potere temporale e spirituale si affrontavano anche dal punto di vista urbanistico. 😉
I lavori di questa chiesa, iniziati nel XVI secolo, furono veramente lunghi: basti pensare che la torre fu ultimata nel XX secolo. In effetti l’architettura è un connubio degli stili in voga nelle diverse epoche. Il risultato però è ottimo.

Anche il pranzo ci ha riservato piacevolissime (e gustosissime) sorprese. La gastronomia “Gust’osando, viaggio tra i sapori” ci ha deliziato con la sua buonissima pizza fritta (particolarmente apprezzata da Michele) e i dolci tipici che, dato il periodo dell’anno, erano quelli di Carnevale. 🙂

Ristorati e felici, abbiamo potuto riprendere la nostra escursione.
Nel frattempo la compagnia era cresciuta perché si è aggiunto il bimbo di 3 anni di Gisella… il piccolo Michele!
Non potete immaginare che facce buffe hanno fatto quando hanno scoperto che si chiamavano nello stesso modo! 🙂

Collinas Sardegna

aspettando il tramonto…

Il pomeriggio lo abbiamo dedicato al territorio di Collinas. Abbiamo visitato il meraviglioso bosco sacro di Santa Maria Angiargia. Luogo dall’indiscutibile fascino, dove i bambini si sono divertiti a giocare ed esplorare.
Infine, a conclusione della giornata, Gisella ci ha regalato una passeggiata sino al nuraghe Concali.
Per ammirarlo (anche se solo da lontano) siamo saliti su una delle tante colline che circondano il paese e da qui abbiamo potuto ammirare dall’alto Collinas e la Marmilla (sino al Golfo di Oristano).
E via con le foto! 🙂

Siamo ritornati in paese col calar del sole e abbiamo così potuto ammirare il paese mentre si accendeva delle luci del crepuscolo. Meraviglioso!

La giornata a Collinas è stata fantastica, una di quelle che ricorderemo sempre con tanto piacere! 🙂

 

2 Commenti

  1. damadelguilcier

    Grande scorpacciata di foto, di ospitalità e di serenità! Come sempre, una giornata indimenticabile!

    Risposta
  2. Pingback: Santa Maria Angiargia: tra sacro, storia e leggenda. - bimboinspalla

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