Aggius: un museo a cielo aperto tutto da scoprire!

Aggius in Gallura

“Il paese di Aggius è addossato ad una strana catena di montagne che sembrano create per difenderlo. Diresti che non siano gli uomini che abbiano fabbricato il villaggio a’ piedi di quella catena; ma piuttosto la natura che abbia costrutto quella barriera granitica alle spalle di Aggius.” (E. Costa, Il Muto di Gallura)

Inizio il post con una citazione tratta da “Il Muto di Gallura” perché non avrei potuto spiegare meglio il paesaggio che circonda il piccolo borgo di Aggius.

Aggius in Gallura

Passeggiando per Aggius.

Dove si trova Aggius.

Siamo nel cuore della Gallura, in un territorio caratterizzato dalla forte presenza di pietre e del vento.
Quest’ultimo, per dirla sempre con le parole di Enrico Costa, modella i massi e gli animi dei suoi abitanti!

Aggius può essere a ragione definito un paese di pietra perché la si ritrova ovunque: dal paesaggio che lo circonda al centro storico, con le sue caratteristiche case in granito.
Ma dentro questo duro involucro di pietra pulsa un cuore generoso: è quello dei suoi abitanti, sempre pronti ad accogliere i visitatori e a far conoscere la propria realtà! 🙂

Aggius Comunità Ospitale.

Gli abitanti di Aggius sanno cos’è l’accoglienza, dunque non ci deve stupire che questo piccolo borgo sia una Comunità Ospitale ovvero un luogo dove il visitatore, accompagnato dal tutor locale, viene considerato come un “cittadino temporaneo” e, come tale, parte integrante della comunità.

Nel pieno rispetto dello spirito delle Comunità Ospitali la nostra visita ad Aggius è stata guidata da Claudia, la tutor, e da alcuni amici (Andrea e Daniela).
Mascotte dell’escursione la simpatica Lola, che ha come sempre dovuto sopportare le “attenzioni” di uno scatenato Michele.

Visita al paese di Aggius.

La nostra visita è iniziata da Largo Andrea Vasa, all’entrata del paese.
Qui c’è un angolo veramente carino dove riposarsi e prendere un caffè.
Il bar si chiama “Caffetteria Colti di Lu Mulinu” e fanno un cappuccino buonissimo.
Parola di mamma!
Mentre noi iniziavamo a conoscerci, Michele era attratto dalla fontana che abbellisce quest’angolino dove presto verrà aperto l‘Ufficio Informazioni Turistiche.
Conclusa la colazione e appurato che la compagnia per la giornata era ottima siamo partiti alla scoperta del borgo di Aggius. 😉

Il nostro itinerario in paese.
1. Il centro storico.

Passeggiando per le vie del paese abbiamo avuto una piacevole scoperta: Aggius è un vero museo a cielo aperto!
I muri di pietra infatti sono impreziositi dalle installazioni di Maria Lai (1919-2013).
I suoi stilizzati e colorati telai sono un chiaro omaggio a una delle produzioni artigianali locali: la tessitura.
L’artista ha soggiornato in paese per due estati (2006-2008) e in queste occasioni curò personalmente un grande evento culturale al quale partecipò attivamente tutto il paese.
In particolare le tessitrici portarono il loro telaio in strada, come avveniva anticamente.

Aggius Sardegna

La riproduzione di un’aula scolastica dei primi del XX secolo al Museo Etnografico (MEOC).

Le vie di Aggius sono abbellite anche dagli squillanti colori delle opere di Narcisa Monni.
Una giovane artista che nell’ambito della mostra “5 D. Cinque Donne con L’Arte” ha dipinto alcune saracinesche del centro storico, contribuendo a renderlo così particolare.
Michele ha apprezzato soprattutto quelle raffiguranti degli animali.
Lola invece le ha gradite un po’ meno: queste bestie giganti non erano proprio di suo gusto! 😉

2. Il Museo Etnografico (MEOC).

La prima sosta del nostro percorso è stato il MEOC, ovvero il Museo Etnografico Oliva Carta Cannas. 
Ora se vi aspettate il classico museo etnografico rimarrete veramente delusi perché questa struttura museale è una delle più particolari che abbiamo visitato in questi mesi.
Sono tante le peculiarità che caratterizzano questo museo.
Accanto alle sezioni per cosi dire tradizionali, come quella dedicata agli antichi mestieri o la ricostruzione di una casa d’epoca, qui troviamo qualcosa di unico e speciale:  un vero laboratorio tessile (se si è fortunati si possono vedere le tessitrici all’opera), la ricostruzione di un’aula scolastica degli inizi del XX secolo e la fedele riproduzione dell’ufficio postale del paese.
Semplicemente splendidi!
Il tocco in più è dato dal sottofondo musicale che ci ha accompagnato per tutto il percorso espositivo: i canti tradizionali di Aggius (apprezzati anche da D’Annunzio).
Consigliamo vivamente una visita a questo Museo: bambini  e adulti apprezzeranno tantissimo gli ambienti d’epoca.
Per i piccoli visitatori poi c’è una sorpresa particolare: il Museo dispone di un ampio ambiente attrezzato per i laboratori.
Qui si insegna di tutto: da come si fa il pane a come si lavora la ceramica!

Una volta usciti dal MEOC abbiamo continuato la nostra passeggiata per le vie del centro storico, particolarmente curato e pulito.
La tutor ci ha spiegato che la tradizione tessile ad Aggius è così sentita che ancora oggi si preserva la via dove un tempo le tessitrici sistemavano i loro telai per lavorare all’aperto.
Passando per Largo dell’Ordito (così si chiama la via) abbiamo potuto ammirare i buchi in terra realizzati appositamente per permettere loro di sistemare i telai in tutta sicurezza. 😉

3. Il Museo del Banditismo.

Se avete letto “Il Muto di Gallura” potete capire perché ad Aggius ci sia una struttura dedicata a questo fenomeno; se ancora non l’avete letto, dopo aver visitato questo Museo lo farete certamente.
Quello che oggi è il tranquillo borgo di Aggius in realtà un tempo è stato l’epicentro del banditismo gallurese.
Per tre secoli (dalla metà del ‘500 alla metà dell’800) la Gallura non fu un luogo tranquillo, e Aggius in particolare.
Omicidi, agguati e rapine erano all’ordine del giorno e nessuno poteva sentirsi sicuro.
La situazione era così drammatica che nel 1766 il viceré arrivò a minacciare la distruzione del paese se i suoi abitanti non avessero smesso di dare ricovero a briganti, assassini e contrabbandieri.
La collezione esposta in questo Museo vuole raccontare questo periodo sfatando alcuni vecchi miti e diffondendo i dati storici relativi a questo fenomeno.
All’interno delle sale si possono ammirare oggetti d’epoca e, per gli amanti del romanzo di Enrico Costa, non mancano elementi del corredo personale del famigerato Bastiano Tansu, meglio conosciuto come Il Muto di Gallura.
Particolarissima la ricostruzione dell’ufficio della vecchia Pretura.
Il Museo infatti ha sede nel palazzo dove anticamente era ubicata la pretura: nella zona più antica del paese, tra le vie dove all’epoca avvenivano efferati omicidi.

Aggius in Gallura

Gabriella all’opera nel suo telaio.

4. Il Laboratorio tessile.

Tra le tappe del nostro itinerario c’è stato anche un laboratorio tessile ancora attivo, dove abbiamo avuto modo di conoscere (e veder lavorare) la simpatica Gabriella, che con dedizione porta avanti giorno dopo giorno il suo lavoro di tessitrice.
È stato bello vedere l’abilità con cui fa funzionare il telaio, per non parlare dell’emozione di ammirare, filo dopo filo, comporsi il disegno del tappetto che stava realizzando.
Mentre lavorava ci ha raccontato del suo apprendistato e di come il gusto dei clienti sia mutato nel tempo.
Quello con Gabriella è stato un incontro veramente piacevole e istruttivo.

Il nostro itinerario nei dintorni dintorni di Aggius.

“Qua e là in mezzo a foreste vergini, o a vigne deliziose, tu scorgi qualche masso imponente lanciato sulla terra, non sai come, perché, né da chi; lo diresti caduto per atterrire i vecchi sughereti o i giovani pampini”. (E. Costa, Il Muto di Gallura).

Ancora una volta le parole di Enrico Costa descrivono perfettamente il paesaggio che caratterizza l’agro di Aggius.
Nel primo pomeriggio Claudia ci ha portato a fare la conoscenza di questi grossi massi, alcuni dalle forme così bizzarre da far pensare alla creazione di qualche artista contemporaneo.

Se si vuole ammirare il tipico paesaggio gallurese bisogna sicuramente fermarsi nel belvedere sulla strada per Viddalba che offre una visuale particolare sulla cosiddetta Valle della Luna, una grande piana resa scenografica dalla straordinaria presenza di grossi massi granitici risalenti a qualche milione di anno fa.
Dato che nel parcheggio del belvedere c’è anche un bar ci siamo concessi un caffè immersi in un atmosfera quasi lunare!

Tra i massi più caratteristici di Aggius c’è sicuramente Lu Monti Spirratu, una roccia tagliata in tre dagli agenti atmosferici.
A Michele ho raccontato che era la pianta del piede di un gigante che si era un attimo appisolato per riprendersi dalla stanchezza di un lungo viaggio.
Dal suo sguardo molto attento ho dedotto che la storia l’aveva convinto!
Abbiamo così potuto proseguire in tranquillità il nostro tour. 🙂

Ultima tappa del nostro itinerario aggese è stato il Lago di Santa Degna.
In realtà prima ci siamo fermati ad ammirare un esempio del favoloso panorama gallurese.
Siamo andati ai piedi di Monti Fraili e lì abbiamo potuto contemplare lo spettacolo della natura.
Non ci sono parole per descrivere quel paesaggio, reso ancora più bello da un cielo così azzurro da sembrar frutto di uno dei filtri di Instagram.
Anche Michele è rimasto entusiasta, almeno sino a quando non ha visto le caprette che saltavano da una roccia all’altra e ha tentato di imitarle!

Dopo questa sosta ci siamo diretti al Laghetto, sicuramente l’attrazione che più è piaciuta a Michele.
Il Laghetto di Santa Degna è un luogo ideale per i bambini: immerso nella natura e rallegrato dalla presenza di oche e tartarughe (ce ne sono veramente tante)!
Inoltre ci sono diversi sentieri naturalistici che permettono di conoscere la flora e la fauna del luogo.
Nel frattempo che Lola aveva uno scambio di opinioni (un po’ animato a dir la verità) noi ci siamo fermati nel chioschetto per la merenda.

Aggius Valle della Luna

Lu Monti Spirratu.

Perché visitare Aggius con i bambini.

Il borgo di Aggius è un luogo ideale per condividere un’esperienza di viaggio in famiglia.

I più piccoli avranno modo di trascorrere piacevoli ore all’aperto, immersi nella natura e a contatto con gli animali.
I più grandicelli invece rimarranno sicuramente affascinati dalle collezioni del Museo Etnografico (MEOC) e, soprattutto, del Museo del Banditismo.
Le storie di banditi e uomini di legge esercitano sempre un certo fascino! 🙂

Il paesaggio che caratterizza questo paese e il suo circondario vi colpirà sicuramente per la sua bellezza e la bizzarria delle forme che vento e acqua hanno conferito alle pietre.
Avrete modo, insieme ai più piccoli, di appurare quanto la natura sia essere creativa.

Se poi siete amanti della buona cucina, qui troverete pane per i vostri denti!
Vi consigliamo di assaggiare veramente tutto quello che vi propongono.
Sono dei cuochi nati! 🙂

Aggius in Gallura

Al Laghetto di Santa Degna.

Inoltre non dimentichiamo che pur stando in alto, Aggius dista pochi Km dalle più belle spiagge della Gallura.
Insomma può essere considerato il luogo ideale per trascorrere le vacanze in tutta tranquillità, lontano dal caos delle località marittime più famose, senza negarsi il piacere del nostro mare. 😉

Informazioni pratiche per visitare Aggius.

Aggius è una località turistica quindi non dovreste aver problemi a trovare un luogo dove mangiare o dormire.
Noi, ad esempio, abbiamo pranzato all’Agriturismo Vintura, nell’omonima località posta a qualche Km dal centro abitato.
Qui abbiamo vissuto l’esperienza mistica di mangiare il porcetto fritto. Meraviglioso! 🙂
Nota da mamma: pur non essendoci un fasciatoio, i bagni dell’agriturismo sono abbastanza ampi da permettere il “cambio pannolino” sul passeggino.

Qualora desideriate visitare Aggius vi consigliamo di contattare la tutor Claudia all’indirizzo tutor@aggiuscomunitaospitale.it.

E voi, siete mai stati ad Aggius o in qualche altra Comunità Ospitale?
Noi ne abbiamo visitato alcune…  Norbello, Galtellì, Santu Lussurgiu e Banari sono solo un esempio delle nostre esperienze da “cittadini temporanei”. 🙂
Ti va di raccontarci la tua?

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  1. Pingback: Padria e i tesori dell'antica Gurulis Vetus. - bimboinspalla

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