Nule e Benetutti: due paesi da scoprire!

Qualche settimana fa, insieme agli “Amici del Romanico”, siamo andati alla scoperta dei tesori culturali e delle tradizioni di due piccoli paesi: Benetutti e Nule. Ci troviamo nella regione storica del Goceano, nella parte superiore del bacino del fiume Tirso (il più importante dell’isola). Ad accompagnarci in quest’avventura quattro ragazze, tutte animate da una grande voglia di far conoscere il loro territorio: Maria Francesca (una vecchia amica), Morena, Sara e Franca. È stata una giornata molto ricca di scoperte e assai divertente, trascorsa all’aria aperta in una calda domenica di inizio estate.

Cosa vedere a Benetutti.

La nostra escursione ha avuto inizio a Benetutti, uno dei centri più importanti di questo territorio. Per noi in realtà è stato un ritorno di fiamma: eravamo già stati qua in autunno in occasione della bella iniziativa “Le botteghe del Labirinto”, volta a promuovere il paese e le sue produzioni locali.

Il Calidarium delle antiche terme di Benetutti.

Il Calidarium delle antiche terme di Benetutti.

La prima tappa è stato il “calidarium”, unico elemento superstite dell’impianto termale di epoca romana presente nella piana di San Saturnino. Il sito si trova inglobato nel giardino dello stabilimento termale “San Saturnino” ed è riferibile all’antica città di Lesa, le cui spoglie sono sepolte dall’asfalto della Strada Provinciale 86 che collega Benetutti a Bultei. Lo stabilimento termale è una vera miniera di tesori: al suo interno infatti sono conservati alcuni frammenti di colonne e tre piccoli altari riconducibili al culto di Esculapio, dio della medicina. A queste acque infatti venivano attribuiti grandi poteri curativi.

Proprio di fronte al citato stabilimento termale si erge solitaria la piccola chiesa romanica di San Saturnino (per raggiungerla basta attraversare la fatidica S.P. 86). L’edificio è menzionato per la prima volta in un documento del 1163, anno della sua donazione ai Camaldolesi da parte del vescovo di Castra, un certo Attone. L’attenzione è subito attratta dalle sue forme semplici e austere, ma in realtà questa chiesa conserva un piccolo segreto: è infatti costruita sulle rovine di un nuraghe!Noi al San Saturnino di Benetutti

Dopo la visita alla chiesa di San Saturnino ci siamo spostati in paese per ammirare la bella parrocchiale di Sant’Elena, costruita nel XV secolo e rimaneggiata nei secoli successivi, sino a raggiungere le forme attuali. Al suo interno è allestita una piccola mostra di arte sacra. L’aggettivo piccola si riferisce alle sue dimensioni e non alla bellezza degli oggetti esposti. Spiccano su tutto le quattro tele facenti parte del “Retablo di Sant’Elena” (Crocifissione, Ritrovamento della Vera Croce, Prova della Vera Croce, Sant’Elena), attribuito al Maestro di Ozieri, un artista attivo in Sardegna agli inizi del XVI secolo.

Fatasi l’ora di pranzo ci siamo fermati per rifocillarci così da poter poi proseguire la nostra escursione a “pancia piena”!

Cosa vedere a Nule.

Dopo pranzo ci siamo diretti a Nule (a pochi Km di distanza da Benetutti) per assistere a un laboratorio di tessitura: un’esperienza completamente nuova per noi!

Sorpresa su sorpresa: il laboratorio era stato allestito ai piedi dell’imponente mole del Nuraghe Voes, poco distante dal centro abitato.

Così prima di assistere al laboratorio abbiamo visitato il nuraghe: si tratta di una struttura di tipo complesso, costituita da una torre centrale attorno alla quale è stato costruito un bastione trilobato che racchiude un cortile. La particolarità è che i paramenti del bastione (che attualmente raggiungono i 9 m di altezza) sono stati costruiti in blocchi di granito e non in basalto, cosa più comune. Lasciato Michele che dormiva alle amorevoli cure di tante “tate romaniche” mi sono addentrata alla scoperta dei numerosi corridoi che costituiscono questo nuraghe. È un percorso non facile ma molto emozionante!

Pisolino ai piedi del Nuraghe Voes a Nule.

Pisolino ai piedi del Nuraghe Voes a Nule.

Conclusa la visita ci siamo potuti dedicare ad ammirare stupefatti l’abilità e bravura della tessitrice, la signora Maria Giovanna Campus.

Ipnotizzati dal movimento così sicuro e ripetitivo delle sue mani ci siamo lasciati trascinare in un mondo arcaico fatto di sapienza, colori, religione e superstizione. Un mondo dove tutti questi elementi si fondono alla perfezione e danno vita ai capolavori dell’arte tessile per cui Nule è famosa.

Sono rimasta veramente colpita dal rituale che sta dietro ogni gesto fatto dalla tessitrice e dalle sue collaboratrici. Ho ritrovato una dimensione familiare e tutta femminile che mi ha riportato indietro nel tempo. La suggestione è stata sicuramente amplificata dalla presenza del nuraghe: insomma un abbinamento perfettamente riuscito.

Nel frattempo Michele, ricaricate le batterie, è stato attratto più che dalla poesia del momento dai colori dei gomitoli di lana. E poiché ogni oggetto tondo viene classificato come palla, ha deciso di provare a giocare a “baket” con un gomitolo!

Finisce così la nostra giornata trascorsa tra Benetutti e Nule, due paesi che hanno tanto da offrire ai visitatori! Se siete interessati a conoscere meglio queste realtà potete contattare Maria Francesca al 327/8514212 (Benetutti) o Sara al 349/8782619 (Nule).

2 Commenti

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