Porto Torres: sulle tracce dei suoi tre martiri.

Dedichiamo questo post a un “mini-itinerario” che ci permesso di scoprire le bellezze architettoniche e la storia di Porto Torres seguendo un particolare filo conduttore: le vicende e il culto dei suoi tre martiri Gavino, Proto e Gianuario.

Qualche domenica fa infatti abbiamo realizzato un percorso che, oltre a farci conoscere alcuni splendidi monumenti che arricchiscono il nostro patrimonio artistico, ci ha consentito di entrare in contatto con un aspetto molto intimo e profondo della vita di questa comunità.

San Gavino a Porto Torres

Basilica di San Gavino (interno)

Le tappe che costituiscono questo “mini-itinerario” sono tre: Basilica di San Gavino, chiesa di Balai Vicino e chiesetta di Balai Lontano.
Sono tutte facilmente raggiungibili e visitabili, anche col passeggino. 😉
Se poi avete tempo per una bella passeggiata, vi consigliamo di percorrere a piedi il tratto che separa le due chiese di Balai: potrete godere così dello splendido panorama che il golfo di Porto Torres riserva.

In questo “mini-itinerario” non eravamo soli ma ci hanno accompagnato la nostra amica ChiaraMichela e Giuseppe, le guide della cooperativa che gestisce le visite ai tre siti di cui parliamo (troverete i riferimenti alla fine del post).

Conosciamo i tre martiri di Porto Torres.

Secondo la tradizione Gavino era un soldato romano, vissuto al tempo dell’imperatore Diocleziano (III-IV secolo d.C.), cui era stata affidata la custodia di due prigionieri cristiani: Proto (sacerdote) e Gianuario (diacono).
Durante lo svolgimento del suo compito egli si convertì al cristianesimo e per questo motivo venne condannato e fu martirizzato insieme ai suoi compagni.
Il martirio di Gavino avvenne a Porto Torres (in località Balai) il 25 ottobre del 303 d. C.; stessa sorte toccò a Proto e Gianuario il giorno seguente.

Il culto dei tre martiri turritani è ancora molto sentito dalla comunità di Porto Torres: oltre ai festeggiamenti del 25 ottobre (giorno del martirio del santo), un altro importante momento di forte devozione è rappresentato dalla Festha Manna che si festeggia ogni anno durante la Pentecoste.
In questa occasione i grandi simulacri lignei (XVII secolo) dei tre martiri vengono condotti in processione (il 3 maggio) alla chiesa di Balai Vicino (luogo della loro prima sepoltura) dove rimangono sino alla domenica di Pentecoste, quando vengono riportati nella grande basilica medievale.

Il nostro itinerario.

Come anticipato il nostro “mini-itinerario” turritano si compone di 3 tappe.
Ovviamente lasciamo a voi la scelta sull’ordine in cui realizzarlo.

1. La Basilica di San Gavino di Torres.

Noi siamo partiti dalla maestosa chiesa romanica di San Gavino, posta su un’altura un tempo destinata ad area cimiteriale e denominata Monte Agellu.

Secondo la tradizione la fondazione di questo imponente monumento ha del miracoloso: Comita, giudice (= re) di Torres e Gallura (vissuto agli inizi dell’ XI secolo), da tempo malato di lebbra vide in sogno San Gavino, a cui era devoto, che gli promise la guarigione in cambio della costruzione di una chiesa a lui dedicata.
Il Santo indicò a Comita il luogo dove doveva essere costruita la chiesa e quello in cui cercare le spoglie sue e dei suoi compagni di martirio.
Eseguiti alla lettera questi ordini, e solo dopo aver dato i primi colpi di piccone per dar inizio alla costruzione della chiesa, Comita  guarì miracolosamente.
Fin qui storia e leggenda si intrecciano alla perfezione.

Balai Vicino Porto Torres

La chiesa di Balai Vicino e il suo splendido panorama.

Ciò che è certo è che la chiesa venne edificata da maestranze pisane a partire dal 1030.
Arrivati a metà costruzione gli operai trovarono un martyrium ovvero un antico edificio che doveva aver conservato reliquie di martiri.
Il martyrium era così ampio che si dovette sospendere la costruzione della chiesa e rivedere il progetto iniziale: là dove doveva esserci la facciata fu eretta una nuova abside.
Si spiega così la particolarità più evidente di questa grande basilica: la presenza di una doppia abside.
La chiesa di San Gavino infatti non ha facciata, ma presenta due belle absidi affrontate.
All’interno risulta chiaro come questa soluzione conferisca un effetto ottico molto particolare alla costruzione facendola apparire più lunga di come sia in realtà.

Ma l’abside non è l’unico elemento doppio presente nella basilica: l’accesso principale all’interno della chiesa è infatti un portale gemino in stile gotico-aragonese, costruito alla fine del ‘400 (quando l’Isola era ormai sotto il pieno controllo della Corona di Aragona).
Sinceramente a me piace più il portale romanico marmoreo e la sua bella lunetta istoriata (l’originale è conservata all’interno dell’edificio) che raffigura una scena di battaglia, da alcuni interpretata come la commemorazione della vittoria nella Guerra delle Baleari del 1116 contro i mussulmani.
Un’iscrizione ci indica la data 1492, probabilmente l’anno in cui questa porta fu spostata dalla sua posizione originale (esattamente dove negli stessi anni venne aperto il portale aragonese) e rimontata dove si può ammirare ancora oggi.

La basilica di San Gavino inoltre è un magnifico esempio della tecnica del reimpiego, ovvero di come nel medioevo fosse prassi comune utilizzare materiale antico per la costruzione di nuovi edifici.
Nell’antica colonia romana di Turris Libisonis doveva esserci l’imbarazzo della scelta perché doveva essere proprio ampia la riserva di materiale, in particolar modo lapideo, da poter riutilizzare.
Si può infatti notare che le colonne che dividono le tre navate sono tutte diverse tra loro: stessa cosa dicasi dei capitelli (di cui solo due sono medievali).
È molto curioso notare le soluzioni adottate dai costruttori per adattare questo materiale già esistente alla diverse esigenze della nuova costruzione: si può infatti vedere, ad esempio, come alcune colonne (poiché più basse del necessario) siano state dotate di apposita base.

Dalla navata di sinistra si ha accesso alla cripta ove sono conservate le reliquie dei santi martiri.
Nel 1614 si diede avvio a una massiccia ricerca delle reliquie dei tre martiri (non si sapeva dove fossero state esattamente riposte).
Venne dissotterrata tutta la navata centrale arrivando sino a scavare sotto i muri di fondazione, cosa che compromise la staticità dell’edificio.
Fortunatamente l’allora Arcivescovo di Torres, responsabile della ricerca, tenne una sorta di “giornale dei lavori” quotidianamente aggiornato: questo documento ci ha permesso di seguire passo per passo i lavori di scavo e ricerca.
Lo scavo permise il ritrovamento non solo delle reliquie ma anche di un grosso numero di sepolture (ricordiamo che quest’area in antichità fu una necropoli).
Fu così che venne deciso di costruire una cripta dove conservare i santi resti. Oggi questo luogo è visitabile e rappresenta un raro esempio di cripta realizzata successivamente alla costruzione del luogo di culto. Da qui è inoltre visibile quel che resta di un edificio paleocristiano.

Ma le sorprese che questa splendida basilica riserva non sono di certo finite qui.
Gli Atri adiacenti alla chiesa (Metropolita e Comita) conservano al di sotto del piano di calpestio i resti preziosi di almeno altre tre cattedrali precedenti alla nostra e moltissime sepolture (alcune impreziosite da mosaici).
Dall’Atrio Metropoli (quello in cui si affaccia il portale gemino) si può accedere a un suggestivo spazio museale posto al di sotto della piazza. La visita di quest’interessante sito ci ha permesso di comprendere, seppur in minima parte, il tesoro archeologico custodito sotto la terra di questa piccola altura.
Credo che i bambini troveranno molto attraente e interessante l’opportunità di scendere sotto terra e ritrovarsi sotto la piazza dove passeggia la gente!

Balai Lontano a Porto Torres

Chiesa di Balai Lontano.

2. Chiesa di Balai Vicino.

La seconda tappa del nostro “mini-itinerario” è la piccola chiesa di Balai Vicino, da cui si può ammirare un panorama straordinario poiché costruita su una roccia posta a picco sul mare.
La chiesa sorge nella periferia di Porto Torres, sul luogo che tradizionalmente è considerato la prima sepoltura data ai tre santi subito dopo il martirio.
In effetti tutta l’area è circondata da alcune tombe ipogee (scavate nella roccia) di epoca romana.
Noi abbiamo avuto la fortuna di visitare questa chiesa durante i giorni in cui i simulacri dei tre santi sono conservati qui in occasione della Festha Manna e devo dire che è stato alquanto emozionante entrare nella piccolissima (e molto umida) grotticella e trovarvi distese le tre statue, circondate dai fedeli che le vegliavano in rispettoso silenzio.
Giuseppe (la nostra guida) ci ha fatto notare alcune piccolissime incisioni che confermerebbero la frequentazione di questo luogo in epoca paleocristiana e il fondamento storico della tradizione che lo identifica come la prima sepoltura dei tre martiri.

3. Chiesa di Balai Lontano.

L’ultima tappa del nostro itinerario è la chiesa di Balai Lontano che, come suggerisce il nome, si trova in posizione più decentrata rispetto all’abitato di Porto Torres.
Anche in questo caso la chiesa, nonostante le piccole dimensioni, gode di un paesaggio bellissimo perché è posta lungo la linea di costa, sulla strada litoranea che collega Porto Torres a Platamona.
La piccola chiesa sorge sul luogo in cui vennero martirizzati nel 303 d. C. Gavino, Proto e Gianuario.
L’edificio attuale probabilmente sorge su una costruzione precedente di cui però non è stato possibile identificarne la datazione cronologica.

Allora il nostro “mini-itinerario” sulle tracce dei tre martiri turritani vi ha incuriosito?
Se siete intenzionati ad affrontare quest’esperienza così emozionante vi consigliamo di contattare per qualsiasi informazione riguardante la visita ai siti citati la Cooperativa Turris Bisleonis.

Buon’escursione! 🙂

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