L’esperienza di essere cittadino temporaneo!

cittadino temporaneo

Qualche giorno fa, in occasione della nostra visita a Santu Lussurgiu (OR), paese sito nella regione storica del Montiferru, abbiamo vissuto un’esperienza molto particolare che ci ha trasformato da semplici turisti all’essere qualcosa di più: siamo diventati “cittadino temporaneo” per un giorno! 🙂

cittadino temporaneo

Foto di gruppo con Daniela, Lola e Angela (la nostra tutor).

Cosa vuol dire essere “cittadino temporaneo”!

È “cittadino temporaneo” quella persona che, smessi i panni del visitatore, diventa (seppur per un periodo limitato) un membro a tutti gli effetti della comunità ospitante e quindi si integra appieno con i suoi ritmi e le sue abitudini.

Ad aver coniato questa definizione e questo speciale modo di considerare il turista è stata l’Associazione Nazionale Borghi Autentici, all’interno della quale sono state individuate alcune Comunità Ospitali (in Sardegna sono una decina) che hanno il compito di far sentire l’ospite parte integrante del loro modo di essere e di vivere. 🙂

In questo percorso di integrazione il “cittadino temporaneo” è accompagnato da un tutor: la persona che lo accoglierà e dovrà rendere il suo soggiorno perfetto, facendogli vivere appieno la vita del suo paese. Affinché possa avere la piena fiducia, oltreché del turista, anche dei membri della Comunità Ospitale, il tutor deve essere un membro effettivo della stessa: uno del posto insomma! 😉

Ovviamente anche noi avevamo il nostro tutor, la bravissima Angela: è stata lei a organizzare la nostra visita nei minimi dettagli. Al nostro arrivo ci ha accolto col sorriso ed è stata con noi tutto il giorno, accompagnandoci alla scoperta del suo paese e delle bellezze culturali e paesaggistiche che lo caratterizzano. Insieme ad Angela abbiamo visitato la Cascata Sos Molinos, il Museo della Tecnologia Contadina “Maestro Francesco Salis”, il parco di San Leonardo di Siete Fuentes, le Distillerie Lussurgesi (dove producono la tipica “abbardente” ovvero l’acquavite)  e le strette vie del centro storico (alla nostra visita a Santu Lussurgiu abbiamo dedicato un apposito post).

La nostra esperienza come “cittadini temporanei”.

Dopo aver vissuto quest’esperienza possiamo dire che ci è piaciuto proprio tanto essere “cittadini temporanei”: è come quando vai a trovare un vecchio amico dell’università e lui ti porta a conoscere il suo paese. Siamo subito entrati in sintonia con Angela e lei è stata bravissima nel coccolarci e farci sentire quasi “a casa”!

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Michele visita il Museo della Civiltà Contadina.

Passeggiare per le vie di Santu Lussurgiu con Angela è stato molto particolare: tutti ci salutavano e si presentavano per il semplice fatto che stavamo in sua compagnia. È stato bello conoscere gli amici di Angela e trascorrere con loro una piacevole ora a parlare di quello che succedeva in paese e a confrontarci sulle nostre diverse esperienze. In poche parole: abbiamo conosciuto nuovi amici!

La particolarità dell’essere “cittadino temporaneo” è proprio quella di vivere non il luogo che visiti ma la comunità che ti ospita. Secondo noi non c’è modo migliore per conoscere realmente un posto se non quello di farlo attraverso chi ci vive quotidianamente! Per questo motivo ci è piaciuto moltissimo essere dei “cittadini temporanei” di Santu Lussurgiu.

Personalmente cerchiamo sempre di entrare in empatia con le persone che abitano i luoghi che visitiamo. In una Comunità Ospitale questo modo di concepire il viaggio è reso più facile dal tutor: è lui che gestisce nei minimi dettagli il soggiorno del “cittadino temporaneo” ed è a lui che quest’ultimo può far riferimento per qualsiasi necessità. Insomma un bell’aiuto nell’organizzazione della vacanza!

Essere “cittadini temporanei” ci è piaciuto così tanto che abbiamo ripetuto questa esperienza in altri borghi: come Aggius, Norbello, Berceto e Montesegale. 🙂

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