Turris Libisonis: una città tutta da scoprire!

Dato che in occasione di una precedente visita allAntiquarium di Porto Torres  non eravamo riusciti a visitare l’annesso parco archeologico, ci eravamo ripromessi di ritornare.
Finalmente abbiamo potuto mantener fede alla promessa e domenica scorsa abbiamo vissuto la bellissima esperienza di una passeggiata per le strade dell’antica Turris Libisonis.

L’Antiquarium Turritano.

Turris Libisonis Porto Torres

a spasso per Turris Libisonis.

La struttura museale, aperta negli anni ’80 del secolo scorso, sorge proprio sopra l’area archeologia di Turris Libisonis e conserva al suo interno i reperti rinvenuti durante le numerose campagne di scavo che hanno interessato questo sito.
L’esposizione è suddivisa in due piani: al pian terreno si possono ammirare alcuni importanti reperti architettonici e statuari di epoca romana (Michele adora le grandi statue esposte in questa sezione) provenienti dagli edifici di culto dell’antica colonia romana.
Al 1° piano, invece, sono esposti numerosi oggetti d’uso quotidiano che ci aiutano a comprendere come si dovesse vivere in questo periodo.
Tutte le informazioni relative la nostra visita all’Antiquarium Turritano sono contenute in un post specifico.
Oggi ci vogliamo dedicare al racconto della visita del sito di Turris Libisonis e della sua interessante storia.

Il sito archeologico di Turris Libisonis.

1. La storia.

La colonia romana di Turris Libisonis deve le sue origini alla volontà di Giulio Cesare (I secolo a. C.) che, durante un suo viaggio in Sardegna, decise di fondare un centro abitato proprio nel luogo in cui ora sorge la moderna Porto Torres.
La scelta della posizione della nuova colonia non fu casuale: vicinissima al mare e a un fiume, il Rio Mannu (all’epoca navigabile per alcuni Km), Turris Libisonis era destinata a diventare uno dei centri più importanti della Sardegna Romana.
Essendo una colonia, sin dalla sua fondazione gli abitanti erano a tutti gli effetti cittadini romani, perciò godevano degli stessi diritti/doveri degli abitanti di Roma (ovviamente stiamo parlando degli uomini liberi).

Prima di iniziare è doverosa una precisazione: dall’esterno mai si potrebbe immaginare la bellezza del tesoro che l’Antiquarium conserva, gelosamente, al suo interno. Una volta attraversata una porticina laterale, che collega il museo al sito, ci si ritrova catapultati in un’altra epoca! 🙂
Quindi non fatevi ingannare dalle apparenze! 😉

2. La nostra visita a Turris Libisonis.

La visita ha avuto inizio dall’interno del museo.
Maurizio, la nostra guida, ci ha spiegato (davanti a un grande pannello che ricostruisce lo sviluppo urbanistico della città di Porto Torres) come si sviluppava l’antica colonia e i luoghi dove sono stati effettuati nel corso del tempo le campagne di scavo archeologico che hanno interessato tutta l’area urbana.
Dopo quest’interessante introduzione eravamo pronti per passeggiare per l’antica colonia romana! 🙂

Una volta all’esterno non ci si rende immediatamente conto della bellezza e complessità di questo sito.
Per averne un’idea chiara infatti bisogna proseguire nella visita.
Da subito però si può intravedere la mole delle Terme Centrali che, come ci ha spiegato Maurizio, sorgono al di sopra di un precedente impianto di domus (case) private.

Turris Libisonis Porto Torres

tra i mosaici della Domus di Orfeo.

– La Domus di Orfeo.

Siamo entrati così nella struttura che conserva al suo interno quella che oggi è conosciuta come “Domus di Orfeo” dal grande e bel mosaico con al centro la raffigurazione di Orfeo per l’appunto.
Qui abbiamo potuto ammirare splendidi mosaici pavimentali che, nella loro fattura, denotano il gusto molto raffinato dei committenti e la bravura tecnica degli artisti che hanno eseguito l’opera.

A Michele è piaciuto soprattutto il mosaico che pavimenta la fontana del cortile centrale perché ci sono rappresentanti diverse tipologie di pesci, tra cui una bellissima e realistica seppia.

La visita alla “Domus di Orfeo” è proseguita alla scoperta dei diversi ambienti che costituiscono l’abitazione, ognuno dei quali è impreziosito da un bel mosaico.
Noi abbiamo avuto anche la fortuna di visitare questa domus proprio ora che sono in corso alcuni lavori di restauro così abbiamo potuto ammirare da vicino come procedono i restauratori nel loro compito e i primi importanti risultati di quest’intervento.

Le Terme Centrali.

Successivamente ci siamo recati alle grandi Terme Centrali, struttura termale pubblica risalente al III secolo d. C.
Qui, come a Fordongianus, abbiamo potuto ammirare l’alto grado di professionalità raggiunto dagli ingegneri dell’antica Roma.
Ci stupiamo sempre nel vedere con quale perizia e abilità tecnica i nostri antenati dell’antica Roma riuscivano a riscaldare i diversi ambienti che costituivano l’impianto termale.
Poiché parte dei muri che costituiscono le rovine di queste Terme è stata sempre visibile nel corso del tempo, gli abitanti di Porto Torres le hanno tradizionalmente identificate con i ruderi del Palazzo di Re Barbaro ovvero colui che, stando alla tradizione, condannò il martire Gavino.

– A spasso per Turris Libisonis.

Visitate le Terme Centrali ci siamo diretti verso una piccola altura da dove abbiamo potuto ammirare in tutto il suo splendore il sito.
La visuale dall’alto ci ha permesso di avere una visione complessiva dell’articolazione urbanistica di questa colonia.
Molto bella la porzione di porticato (del quale rimangono alcune colonne e parte della pavimentazione) che dava accesso alle diverse botteghe che animavano la vita di Turris Libisonis.

A questo punto Michele ha voluto visitare il sito in piena autonomia e poiché ci trovavamo in una zona campestre completamente ripulita ho potuto concedergli una certa libertà di movimento.

Sempre accompagnati da Maurizio abbiamo proseguito il nostro percorso con le Terme Maetzke e la “Domus del Satiro”.
Si tratta di un vasto quartiere dell’antica colonia che insiste su terrazzamenti artificiali.
Anche in questo caso abbiamo delle terme pubbliche sorte su precedenti abitazioni private, tra cui spicca la cosiddetta “Domus del Satiro” perché vi è stata rinvenuta una maschera marmorea anticamente usata come decorazione di una fontana e oggi conservata all’interno dell’Antiquarium.

Risalendo una delle colline sulle quali sorgeva l’antica Turris Libisonis siamo arrivati alla particolare “Domus dei Mosaici”, una casa privata posta propria all’ingresso della colonia romana e caratterizzata dall’inconsueta distribuzione degli ambienti, disposti su due piani in una dislocazione che ricorda un ventaglio.

La visita si è conclusa con le Terme e il Peristilio di Pallottino (l’archeologo che li ha scavati).
Maurizio ci ha spiegato che forse proprio in quest’area poteva sorgere il Foro della colonia, ovvero la piazza che non mancava in nessuna città romana.
Anche in questo caso le Terme erano pubbliche e avevano la particolarità di affacciarsi direttamente sul mare (mica male).

Turris Libisonis a Porto Torres

Piccoli archeologi crescono!

Perché far visitare Turris Libisonis ai bambini.

Consigliamo la visita all’Antiquarium e al sito di Turris Libisonis perché i bambini rimarranno sicuramente affascinati dalla possibilità di camminare per strade ed edifici dell’epoca romana.
Si ritroveranno catapultati indietro nel tempo e la loro immaginazione potrà farli diventare: soldati che frequentavano le terme, artigiani che lavoravano nelle botteghe o i signori che abitavano nella splendida “Domus di Orfeo”.

Siamo sicuri che saranno incuriositi dai soggetti rappresentati nei preziosi mosaici e dagli oggetti rinvenuti nel sito e oggi conservati nelle vetrine del museo.

Segnaliamo inoltre che l’Antiquarium dispone di un percorso museale pensato appositamente per i visitatori più piccoli e suddiviso per tematiche.

A tutto ciò si aggiunge il contesto paesaggistico in cui insiste il sito: siamo in periferia e a due passi dal mare.
Un bel posto per trascorrere qualche ora all’aria aperta! 😉

Informazioni pratiche.

Se con il nostro post vi abbiamo incuriosito e volete avere maggiori informazioni oppure desiderate prenotare la visita guidata, vi consigliamo di fare riferimento alla Cooperativa L’Ibis che gestisce il sito.

Nota da mamma: alcune passerelle rendono agevole la visita in passeggino per un bel tratto del percorso.
Per arrivare all’ultima porzione del sito bisogna lasciare il passeggino e procedere col classico “bimboinspalla”. 😉

Mi raccomando: raccontateci la vostra esperienza!

2 Commenti

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