Eurasia: perché visitare questa mostra!

Come anticipato in un altro post (http://bimboinspalla.com/index.php/2016/02/28/cagliari-le-sognatrici-e-il-nostro-san-valentino/), vi vogliamo parlare di una mostra che abbiamo visitato in occasione della nostra escursione cagliaritana: “Eurasia. Fino alle soglie della storia”. Vi vogliamo spiegare perché ci è piaciuta così tanto da consigliarne la visita!

particolare palazzo di città EurasiaIniziamo col dire che la mostra Eurasia è allestita all’interno del Palazzo di Città, in pieno centro storico, a due passi dalla Cattedrale e vicinissima alla Cittadella dei Musei. L’antico Palazzo fu sede municipale dal medioevo fino agli inizi del XX secolo. La sua costruzione si può far risalire al XIV secolo e, al suo interno, si possono ancora ammirare alcuni particolari architettonici riconducibili a questo primo impianto.

La mostra si articola su quattro livelli, tutti comodamente raggiungibili col passeggino perché la struttura è dotata di ascensore. Nota da mamma: c’è la disponibilità di bagni abbastanza ampi da poter garantire il “cambio pannolino” sul passeggino.

L’idea di fondo dell’allestimento è quella di ripercorrere le fasi fondamentali dell’evoluzione sociale dell’uomo che, attraverso grandi conquiste, ci conducono a quello che siamo oggi.

La sezione "TuttiGiorni".

La sezione “TuttiGiorni”.

La particolarità (che ci è piaciuta tanto ed è sicuramente uno dei motivi per cui consigliamo una visita) è quella di mettere a confronto i reperti della “nostra” storia di sardi con quelli delle popolazioni del Caucaso, provenienti dal Museo Ermitage. Quello che emerge, a nostro parere, è lo straordinario filo conduttore che ha intrecciato queste due realtà, nonostante la grande distanza geografica.

Ci ha stupito vedere, ad esempio, la forte somiglianza tra le nostre statuine della “Dea Madre” con quelle provenienti dall’Ermitage, esposte nella prima sezione “TuttiGiorni” dove trovano collocazione gli oggetti d’uso quotidiano sia, per così dire, “profani” sia riconducibili alla sfera spirituale.

Noi da EurasiaCi è piaciuto tantissimo l’allestimento della seconda sezione “RivoluzioneMetalli”, dove – come suggerisce il nome – sono esposti gli oggetti che rimandano alla produzione metallurgica. Più che azzeccata la scelta di ricreare un’ambientazione che a noi ha ricordato la fucina del dio Efesto (Vulcano per i romani). Lo sfondo nero e le luci rossastre ci hanno proprio fatto sentire all’interno delle viscere dell’Etna, dove secondo la mitologia risiedeva la grande fucina di questa divinità. Nei momenti di silenzio, potevamo addirittura immaginare di sentire i rumori degli attrezzi e le voci dei Ciclopi impegnati a lavorare i metalli.

Noi a Eurasia 2Nella terza sezione, “PotereVanitas”, abbiamo potuto ammirare gli splendidi risultati raggiunti dall’arte orafa. Anche qui si ritrovano interessanti analogie fra i prodotti di culture così lontane.

L’ultima sezione, “BoveMachina”, ci parla di una grande rivoluzione avvenuta in seno a queste popolazione ovvero quando la vita nomade lascia il passo a quella stanziale. Questa trasformazione comporta alcuni grandi cambiamenti nella vita di tutti i giorni: primo fra tutti lo sviluppo di un’agricoltura di tipo intensivo con l’utilizzo degli animali nel lavoro dei campi. Questa sezione si sofferma appunto sull’importanza che da questo momento ha assunto il rapporto uomo e animale. Quest’ultimo ormai divenuto un elemento fondamentale della stessa sopravvivenza del primo, tanto da meritare stupende rappresentazioni artistiche in oro.

La visita a Eurasia ci ha veramente soddisfatto e siamo andati via con tante riflessioni su come culture così lontane abbiano sentito l’esigenza di soddisfare in maniera analoga le proprie necessità materiali e spirituali. Consiglio di portare i bambini a visitare questa mostra perché, sicuramente più di noi grandi (così intrisi ormai di preconcetti e condizionamenti di varia natura), potranno cogliere queste analogie e capire come, in fondo, la nostra storia di sardi – seppur con le sue straordinarie peculiarità – non sia così diversa da quella di altri popoli. È sicuramente un modo originale e interessante per far conoscere ai bambini (e non solo) una parte della nostra storia!

Unico neo: il parcheggio! Mettevi il cuore in pace, è quasi impossibile trovare parcheggio nelle vicinanze. Prendetela come un’occasione di passeggiare per le vie del centro storico di Cagliari. Siamo sicuri che non ve ne pentirete!

La mostra Eurasia sarà visitabile sino al 10 aprile 2016 e per qualunque informazione potete far riferimento all’indirizzo http://www.museicivicicagliari.it/.

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