Burgos e le “Prendas de Adelasia”!

Il paese visto dal Castello di BurgosDomenica scorsa siamo stati a Burgos (SS), piccolo centro del Goceano, in occasione della manifestazione “Prendas de Adelasia”, rievocazione storica che ha riportato l’antico borgo alle sue origini medievali.

Credo sia doveroso, prima di raccontare la nostra esperienza, spiegare chi fosse Adelasia (personaggio che mi ha sempre affascinato), ultima giudicessa (regina) del Giudicato di Torres, ovvero di uno dei quattro regni in cui era suddivisa la Sardegna nel Medioevo (gli altri erano quelli di Arborea, Cagliari e Gallura). La tradizione ci ha tramandato l’immagine di una regina triste e sfortunata: tra matrimoni finiti male e un fratello barbaramente trucidato la vita non è stato proprio rosea per lei! Sicuramente, nonostante le sfortunate vicende che ha vissuto, Adelasia è una figura cardine della storia sarda: terza donna a regnare nell’Isola (dopo la suocera Elena di Gallura e la zia Benedetta di Massa), le vicissitudini relative al suo matrimonio dopo la morte del primo marito Ubaldo Visconti, giudice di Gallura, ci dimostrano quanto la Sardegna, nel medioevo, fosse ben inserita nel quadro politico europeo. Tutte le maggiori autorità dell’epoca infatti furono coinvolte nell’organizzazione del secondo matrimonio della giudicessa, proponendole diversi pretendenti. A vincere su tutti (anche sul Papa) fu Enzo, figlio naturale legittimato dell’imperatore Federico II di Svevia (cosa che suscitò le ire del pontefice che la scomunicò). I due sposi assunsero il titolo di re e regina di Sardegna, ma già dopo un anno dalle nozze (avvenute nel 1238) Enzo lasciò la Sardegna per combattere a fianco del padre e non vi fece più ritorno. Nel 1246 Adelasia ottenne dal Pontefice l’annullamento del matrimonio per adulterio e ritornò così sotto l’ala protettrice della Santa Sede. Trascorse gli ultimi anni della sua vita appartata e la sua morte, nel 1259, segna la fine di fatto del giudicato di Torres.

La figura di Adelasia è particolarmente legata a Burgos, poiché la regina finì i suoi giorni nel Castello (allora detto “del Goceano”) che sovrasta ancora oggi il piccolo borgo.Castello di Burgos

La nostra giornata alle “Prendas de Adelasia” non poteva dunque non iniziare con una visita all’ultima dimora della giudicessa. L’accesso al Castello, come si conviene a una struttura prettamente difensiva e militare, non è tra i più facili, soprattutto se si ha un bambino piccolo. Abbiamo lasciato il passeggino presso il cancello d’entrata e con la mia amica Antonella (accompagnatrice ufficiale della giornata!) e il piccolo Michele abbiamo affrontato la salita e le numerose scale. La fatica è stata però alleviata dal bellissimo paesaggio che si può ammirare lungo il percorso e da quello che ci aspettava in cima. Una volta arrivati abbiamo trovato Antonello, la bravissima guida che ci ha accompagnato alla scoperta della storia e dell’architettura di questo maestoso monumento. Siamo così venuti a conoscenza del fatto che il castello è precedente al paese di Burgos, la cui fondazione risale al 1337, quando Mariano d’Arborea inviò in questo territorio 24 coloni con le loro famiglie perché vi coltivassero le terre della Corona e dessero origine a un borgo in difesa del Castello. Quest’ultimo invece risale al XII secolo e fu costruito per volontà di Gonnario II, giudice di Torres. Il Castello fu una roccaforte importante del giudicato e venne espugnato solo una volta: nel 1194 il giudice di Cagliari, Guglielmo di Massa, riuscì a prendere il Castello e a catturare (e violentare) la catalana Prunisinda, moglie del giudice turritano, che morì di li a poco a Santa Gilla (Cagliari). Come anticipato, il Castello ospitò, negli ultimi anni della sua vita, la giudicessa Adelasia e la guida ci ha proprio mostrato alcune differenze stilistiche, ancora visibili sulle strutture rimaste in piedi, tra la zona adibita a residenza reale e quella destinata alla servitù (esposta a Nord e quindi mai toccata dal sole!). Affascinati dalla storia, dai misteri e dall’architettura del Castello di Burgos ci siamo diretti in paese (la discesa non è stata più facile della salita!), ravvivato dalle musiche e dagli spettacoli della festa medievale.

danze medievali a BurgosLe tortuose vie del borgo, ricoperte di paglia e addobbate a tema, erano animate dalle esibizioni dei figuranti della “Compagnia d’armi Medievali” di Sanluri con i loro bellissimi e accurati costumi. Abbiamo assistito (Michele era entusiasta) alle danze medievali, ai combattimenti con spade e bastoni, e persino alla gara di tiro con l’arco. La nostra visita a Burgos è stata anche l’occasione per riassaporare l’ippocrasso, il vino speziato medievale (buonissimo!), che tanto mi ha ricordato il vin brulè assaggiato pochi giorni fa a Trento.

Tra le tante cose previste dal programma della manifestazione c’era anche la visita al “Museo dei Castelli di Sardegna” e noi non potevamo perderci quest’occasione. Il museo ha una sezione etnografica molto Particolare della sezione etnografica del Museo di Burgosinteressante, dove attraverso gli oggetti viene raccontata la storia e le tradizioni dei nostri paesi. Viviana, la nostra guida, ci ha descritto con passione come veniva preparato il pane, il formaggio e tanti altri aspetti della quotidianità dei nostri nonni. Consiglio di visitare il museo prima di recarsi al Castello perché può aiutare a comprenderlo meglio, visto che nella Sala dedicatagli c’è anche una ricostruzione in scala di come doveva presentarsi la struttura nel medioevo. Nota da mamma: le ragazze del Museo sono state molto gentili e così disponibili da aprirmi le porte del loro ufficio per consentirmi il consueto “cambio di pannolino”!

La giornata è continuata tra esibizioni e assaggi di diverso tipo. Alcune particolarità che mi hanno piacevolmente colpito sono state in primo luogo il grande coinvolgimento di giovani nell’organizzazione della manifestazione e poi le notizie biografiche sui principali personaggi storici del medioevo sardo (prima fra tutti Adelasia) inserite nei cartelli fuori da ogni bottega o punto ristoro. Michele a spasso per BurgosMichele, invece, è stato attratto dagli animali da cortile presenti in diversi punti del percorso e forniti dalla Fattoria Didattica “La Fonte”.

“Prendas de Adelasia” è stata una bella occasione per rivedere vecchi amici e conoscerne di nuovi, come i simpaticissimi ragazzi del punto ristoro n. 22! Abbiamo un bel ricordo di questa giornata e torneremo sicuramente alla prossima edizione. Consiglio da mamma: pensate a un punto dedicato ai bambini, dove poterli cambiare con tranquillità. Farete felici molte mamme!

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