San Salvatore: un villaggio western nel Sinis

La Sardegna è ricca di luoghi che vi stupiranno. Ad esempio, sapete che potete visitare un piccolissimo borgo (pressoché disabitato) dove qualche decennio fa venivano girati i film western? Stiamo parlando del villaggio di San Salvatore, un luogo molto affascinante che non scorderete facilmente.

Dove si trova San Salvatore.

A pochi chilometri da Oristano, in territorio del Comune di Cabras e nelle immediate vicinanze delle bellissime spiagge della Penisola del Sinis, si trova il villaggio campestre di San Salvatore, tanto piccolo quanto ricco di storia. 

Michele a San Salvatore

Passeggiando per San Salvatore.

Una volta arrivati, sin da subito si respira un’atmosfera strana: le viuzze polverose, le case basse e con poche finestre (molte realizzate in mattoni di terra cruda), la quasi totale assenza di vegetazione (se non sporadici alberi), la grande piazza centrale. Sembra proprio di stare nel set di un film di Sergio Leone! Questa sensazione non è sbagliata, poiché San Salvatore, visto le sue caratteristiche che ricordano i paesaggi messicani, fu più volte scelto, nel corso degli anni ’60, come location per i film “western all’italiana”.

Sono stata a San Salvatore in diverse occasioni, raramente ho trovato tante persone. L’ultima volta non c’era proprio nessuno e abbiamo potuto visitare il borgo in assoluto silenzio, interrotto solamente dal rumore della TV proveniente dall’unico bar, posto all’ingresso del paesino.

La “Corsa degli Scalzi”.
con mamma a San Salvatore

Noi a San Salvatore.

Per la maggior parte dell’anno il borgo di San Salvatore è disabitato, ma la prima domenica di settembre, come per magia, il paese si anima in occasione dei festeggiamenti per il Santo e si ripete la tradizionale “Corsa degli Scalzi”, una processione che vede i fedeli impegnati a trasportare di corsa e a piedi nudi (da qui il particolare nome) la statua di San Salvatore da Cabras a l’omonimo borgo, percorrendo una distanza di circa 7 Km.

La chiesa di San Salvatore.

La statua viene collocata per un intero giorno nella chiesa di San Salvatore (XVII secolo), nel cui sotterraneo si trova un antico santuario pagano di origine prenuragica, dedicato al culto delle acque e interamente scavato nella roccia.

chiesa di san salvatore

La chiesa di San Salvatore.

Purtroppo la chiesa era chiusa e non ho potuto far vedere a Michele questo straordinario sito, testimonianza di come alcuni luoghi sacri abbiano mantenuto la loro sacralità attraverso i secoli, nonostante siano cambiate le religioni e le credenze.

Io ho avuto la fortuna di poter visitare questa chiesa in altre occasioni e ricordo la sensazione claustrofobica provata scendendo la stretta scalinata che conduce al pozzo, le cui acque sono ritenute medicali.

Un’altra particolarità di questo luogo, che rammento ancora con stupore, sono le numerose immagini (navi, figure di donne e leoni) e scritture presenti lungo le pareti degli ambienti che compongono l’antico santuario. Queste raffigurazioni sono una testimonianza preziosa delle diverse fasi in cui questo luogo di culto è stato frequentato. In epoca romana, ad esempio, vi si adoravano Venere, Marte ed Ercole San SalvatoreSalvatore.

Consigliamo la visita a questo piccolo borgo, così suggestivo sia dal punto di vista storico che paesaggistico. È facilissimo da raggiungere, soprattutto da chi è comodamente spaparanzato su una delle bellissime e bianchissime spiagge del litoraneo del Sinis. Un motivo in più per visitare il villaggio di San Salvatore è senza dubbio la sua vicinanza con altri siti culturali, come la splendida area archeologica di Tharros.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *