Onanì: una giornata trascorsa tra cortes apertas e monumenti.

Come Associazione “Amici del Romanico” siamo stati invitati a Onanì per partecipare alla manifestazione “Autunno in Barbagia 2015”. In quest’occasione, non solo abbiamo potuto presentare la nostra “Guida alle chiese romaniche in Sardegna”, ma soprattutto abbiamo avuto la possibilità di visitare le cortes apertas ed entrare così in contatto con la storia, le tradizioni, l’ospitalità e gli abitanti di questo piccolo centro.

Onanì

Scorci di Onanì.

Una giornata tra le cortes apertas di Onanì.

La parola d’ordine di questa giornata è stata sicuramente ospitalità: quella di un’intera comunità che si è messa a disposizione del visitatore.

Le donne, giovani e anziane, si sono prodigate nel preparare dolci belli da vedere e buoni da mangiare. Michele è stato letteralmente assalito da un’orda di biscotti fatti in casa! 😉

Al cibo potrei dedicare un apposito post perché ce n’era in abbondanza ed era tutto buonissimo. Personalmente devo fare i miei complimenti agli organizzatori della Corte “Sa Murichessa”, dove con Michele e alcune amiche abbiamo potuto gustare un “pane frattau” e una pecora in umido a dir poco ottimi!

Per capire meglio cosa intendo per ospitalità forse devo precisare che le cortes apertas sono soprattutto le case che i proprietari mettono a disposizione della manifestazione per un fine settimana l’anno.

Di cortes in cortes abbiamo potuto conoscere persone straordinarie che con passione ci hanno mostrato i loro tesori e le loro abilità.

E’ con orgoglio che Lidia (con la quale ho avuto subito un feeling particolare perché come me per tanti anni ha vissuto in Toscana) presenta ai visitatori la casa della sua famiglia.

A poca distanza, in un’altra cortes apertas, abbiamo trovato ad accoglierci in abito tradizionale la giovanissima sindaca. Tutti, ma proprio tutti, sono coinvolti in questa manifestazione! 🙂

Grazie a queste persone ci siamo sentiti parte integrante di questa formidabile comunità che con tenacia e coraggio cerca di riemergere

cortes apertas Onanì

Sapori (gustosi) di Onanì.

dall’isolamento cui è stata confinata dopo il calamitoso evento del 2013.

Passeggiare con Michele per queste cortes apertas è stata un’esperienza bellissima: lui, coccolato da tutti, ha potuto assaggiare sapori nuovi che, viste le espressioni e i gridolini di gioia, gli devono essere piaciuti moltissimo!

Anche per quanto riguarda la logistica è stata una delle trasferte più facili, dato che con estrema gentilezza le signore di Onanì ci hanno messo a disposizione le loro camere da letto e i bagni per gli immancabili “cambi di pannolino”!

Un ringraziamento particolare va a Bachisio, la nostra guida, perché ci ha fatto conoscere il suo paese, ma soprattutto per la passione che ci ha messo nel farlo! Passione che conosco bene e che denota un amore profondo,  e quasi contagioso, per la sua terra.

La stessa passione e lo stesso amore che ritrovo in me e in altri giovani sardi, come Mario, un amico conosciuto tempo fa col quale ci accomuna l’interesse per la storia sarda, soprattutto per quella dei piccoli centri.

E’ confrontandomi con queste persone che si riaccende in me la voglia di conoscere sempre più a fondo la mia isola! 🙂

Visita a Onanì.

Guidati da Bachisio abbiamo visitato le bellissime chiese del suo paese.

Onanì

San Pietro di Onanì (XII secolo).

Prima fra tutte, e da amante dell’architettura romanica non poteva essere altrimenti, la piccolissima chiesa di San Pietro, che si erge solitaria all’ingresso del paese. La struttura, risalente alla seconda metà del XII secolo, rappresenta quasi un unicum per la Sardegna per il tipo di materiale costruttivo che è stato utilizzato: il granito. Tale caratteristica la accomuna alle chiese romaniche della vicina Corsica.

Dando le spalle alla facciata e guardando di fronte si può ammirare ciò che resta di un nuraghe (ora inserito in un terreno privato), seminascosto da una grande pianta.

Il percorso è poi proseguito con la visita ai suggestivi ruderi della chiesa di Santa Maria, dai quali si può godere di un bello scorcio del paese.

Lì vicino si trova la chiesa di San Francesco, con i suoi coloratissimi affreschi.

Di nuovo in paese abbiamo potuto ammirare la chiesa parrocchiale dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Da qui, nel pomeriggio, è partita la processione che ha riportato la statua di San Francesco nell’omonima chiesa e alla quale hanno partecipato i gruppi folk di diversi paesi (oltre ovviamente a quello di Onanì). E’ stato molto bello assistervi: la voce del prete, le risposte dei fedeli ripetute come se fossero una cantilena, i colori degli abiti tradizionali mi hanno suggestionato a tal punto da riportarmi alla mente le descrizioni delle feste paesane che la Deledda (eh si, sempre lei!) fa nei suoi romanzi.

Terminata la processione non si è certo conclusa la manifestazione, e mentre sul palco allestito in piazza si stavano preparando per la serata folk, il mio gruppo si è diretto verso lo stand del birrificio HORO di Sedilo, dove ci aspettava una bionda fresca e saporita.

Onanì

Dettagli della Processione di San Francesco.

Eh si perché a Onanì, oltre che le cortes apertas e le chiese, erano presenti anche gli stand di quattro birrifici sardi che promuovevano (con successo a quanto ho potuto constatare!) i loro prodotti. Ho trovato molto originale l’idea di invitare i birrifici: un modo simpatico e “gustoso” di far conoscere queste realtà “di fuori” promuovendo nel contempo la manifestazione e le ricchezze locali.

Assaporata la nostra birra e portato via qualche ricordino per papà Paolo, abbiamo continuato la nostra visita alle cortes apertas, dove, tra un “uvusones” (delle frittelle buonissime) e un origliettas,  abbiamo potuto dar libero sfogo alla nostra smisurata ingordigia! 🙂

Con la pancia piena (e qualche senso di colpa) abbiamo salutato Onanì, le sue cortes apertas, gli amici Bachisio e Mario e abbiamo intrapreso la via del ritorno.

Sicuramente questa giornata ci ha lasciato (oltre qualche chilo in più) un bellissimo ricordo. Onanì è veramente un tesoro tutto da scoprire.

Chi vuole visitare questo piccolo centro lo deve proprio volere! Arrivarci non è facile (molte vie di comunicazione sono ancora inagibili dall’alluvione del 2013), ma a chi non si lascia demoralizzare dalle difficoltà, Onanì si mostra con tutto il suo splendore: le emergenze culturali che testimoniano una storia lunga millenni e, soprattutto, il buon cuore e la simpatia della sua gente!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *